La notizia in sintesi
- La TV lineare assorbe il 57% del tempo di visione in Italia, contro il 44% del riferimento europeo.
- La ricerca combina dati di quasi nove milioni di Smart TV Samsung e un’indagine su 1.500 possessori italiani.
- Il 71% degli spettatori accede alla schermata Home all’accensione; l’86% l’ha usata per scoprire contenuti.
- Il 69% dichiara di aver compiuto un’azione dopo aver visto una pubblicità sulla schermata Home.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
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La televisione lineare mantiene la maggioranza del tempo di visione in Italia, ma la scelta di cosa guardare passa anche da app, servizi di streaming e schermata iniziale del televisore. È il quadro della ricerca presentata il 3 novembre 2026 da Samsung Ads e dentsu Italia, che analizza le abitudini del pubblico e le possibilità pubblicitarie offerte dalle Smart TV. Il dato di partenza è il peso della programmazione tradizionale: il 57% del tempo di visione, a fronte del 44% del riferimento europeo.
Lo studio incrocia due fonti: i dati di prima parte di quasi nove milioni di Smart TV Samsung presenti in Italia e un’indagine di dentsu su 1.500 possessori italiani di Smart TV, di età compresa tra 18 e 54 anni. I risultati descrivono una fruizione distribuita tra più ambienti, senza che lo streaming abbia sostituito la televisione lineare.
Samsung Ads e dentsu chiamano questo insieme «Modern TV»: una definizione che include canali tradizionali, streaming, videogiochi, applicazioni e schermata Home. La loro lettura riguarda soprattutto gli inserzionisti, ai quali propongono di considerare questi spazi come parti di uno stesso percorso pubblicitario, dalla conoscenza del marchio fino a un’eventuale azione dello spettatore.
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La scelta comincia dalla schermata Home
Il 71% degli spettatori italiani si trova sulla schermata Home quando accende il televisore e vi ritorna circa cinque volte al giorno. L’86% dichiara di averla utilizzata per individuare nuovi contenuti. È uno spazio che precede l’ingresso nei singoli servizi e che intercetta anche chi non ha ancora deciso cosa vedere: soltanto l’11% sa sempre cosa guardare all’accensione.

La ricerca rileva inoltre che, nell’arco di una settimana tipica, il 47% utilizza da tre a cinque piattaforme di streaming. Per gli inserzionisti, la schermata iniziale costituisce quindi un punto di contatto precedente alla scelta di un’app o di un programma, distinto dagli annunci associati ai contenuti.
Fabio Manassero, senior sales manager di Samsung Ads Italia, descrive così il ruolo di questo spazio:
“La schermata Home è la porta d’ingresso all’esperienza della TV connessa”
“Offre ai brand un modo efficace per presidiare lo schermo più grande di casa, creando opportunità per collegare awareness e scoperta all’azione”.
Sul rapporto con gli annunci, l’85% degli spettatori valuta positivamente la propria esperienza con la pubblicità sulla Home. Il 69% afferma di aver compiuto un’azione dopo aver visto un annuncio. Quest’ultimo dato riguarda dunque un comportamento dichiarato dagli spettatori, non equivale di per sé a una percentuale di acquisti.
Contenuti scoperti tra app, passaparola e social
La navigazione nelle applicazioni è la principale fonte di scoperta dei contenuti, indicata dal 40%. Seguono il passaparola, al 34%, i social media, al 30%, e la schermata Home, al 25%. La scelta televisiva si costruisce quindi attraverso più canali, alcuni interni al televisore e altri esterni.
La moltiplicazione degli accessi convive con la visione condivisa. Secondo lo studio, davanti allo schermo si trovano mediamente 1,8 persone. I film sono il contenuto più associato a questa abitudine: il 58% degli spettatori li guarda con altri familiari adulti.
Sandro Scattolini, Media Intelligence & Market Insights Director di dentsu, collega questi comportamenti alla pianificazione delle campagne:
“L’evoluzione della TV riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui i brand costruiscono relazioni con le persone”
“In un panorama sempre più frammentato, la sfida è creare connessioni coerenti tra creatività, media e tecnologia. In questo contesto, la Modern TV offre un terreno particolarmente interessante per farlo, perché permette di ripensare il ruolo dello schermo televisivo all’interno di esperienze di marca più integrate”.
Le implicazioni per la pubblicità televisiva
La proposta delle due società è coordinare formati e obiettivi nei diversi ambienti: video per far conoscere un marchio, annunci legati alla scoperta per alimentare l’interesse ed esperienze interattive per favorire un’azione misurabile. Il perimetro comprende anche i servizi gratuiti finanziati dalla pubblicità, indicati come FAST e AVOD.
Il report completo descrive dunque un mercato nel quale la copertura della TV lineare si affianca a occasioni di contatto distribuite tra servizi e interfacce. Per chi pianifica pubblicità, l’indicazione è considerare insieme questi momenti, senza trattare lo streaming soltanto come un’aggiunta alla programmazione tradizionale.
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