La notizia in sintesi
- StarkWare ha confermato una transazione Bitcoin resistente al rischio quantistico.
- Il test ha usato il sistema QSB ideato dal ricercatore Avihu Levy.
- L’operazione non richiede fork, ma necessita calcoli esterni e invio diretto a un miner.
- La prova non rende protetti Taproot, Lightning e indirizzi con chiavi già esposte.
Riassunto generato con AI
Bitcoin testa QSB contro il rischio quantistico
StarkWare ha annunciato la conferma sulla mainnet di Bitcoin della prima transazione basata su Quantum-Safe Bitcoin, o QSB, il metodo sviluppato dal ricercatore Avihu Levy per ridurre l’esposizione teorica agli attacchi dei computer quantistici. Il test, confermato il 26 agosto secondo StarkWare, è stato incluso nel blocco 964.199 e dimostra che questa particolare costruzione può essere accettata dalle attuali regole di consenso della rete senza soft fork, nuovi opcode o modifiche richieste ai nodi.
L’operazione è stata realizzata sulla blockchain pubblica di Bitcoin e minata da MARA Pool, dopo l’invio diretto tramite il servizio Slipstream. La finalità non è dichiarare l’intera rete già protetta dal quantum computing, bensì verificare un’opzione di emergenza per singole monete trasferite preventivamente in output compatibili.
Il contesto è la possibile capacità di un computer quantistico fault-tolerant di usare l’algoritmo di Shor per ricavare una chiave privata da una chiave pubblica esposta. Ricercatori di Google avevano stimato a marzo che, in teoria, una macchina sufficientemente potente potrebbe farlo in nove-dodici minuti, lasciando spazio a una sostituzione di una transazione ancora in attesa di conferma.
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Come funziona il test e quali limiti mantiene
Le normali transazioni di Bitcoin dipendono dalle firme ECDSA e dalla crittografia a curva ellittica. QSB sposta invece la sicurezza di uno specifico output su impegni basati su hash e su un puzzle hash-to-signature: l’autorizzazione viene vincolata a una determinata transazione attraverso firme monouso e una ricerca computazionale. L’implementazione usa le operazioni di verifica ECDSA già disponibili, ma fonda la propria protezione sulla resistenza alle preimmagini di RIPEMD-160.
La dimostrazione ha speso un output da 10.000 satoshi protetto dallo schema QSB. Per produrre ogni spesa, tuttavia, occorre cercare parametri di transazione il cui hash RIPEMD-160 possa essere interpretato come una firma DER valida: un lavoro da svolgere fuori catena, prima della trasmissione.
Il repository di Levy stima un costo fra 75 e 150 dollari in GPU cloud; il paper contempla un intervallo più ampio, fino a 200 dollari, per l’incertezza di implementazione. Il portavoce di StarkWare, Nathan Jeffay, ha quantificato l’esperimento in “low hundreds of dollars”, circa 150-200 dollari, con ore di calcolo necessarie. Queste cifre non includono la commissione di rete e ogni transazione richiede una nuova ricerca, pur distribuibile su più GPU.
QSB è inoltre non standard per le policy predefinite di relay di Bitcoin Core. I nodi ordinari non la propagano nel mempool pubblico, perciò la transazione ha raggiunto un miner attraverso Slipstream di MARA, anziché seguire il percorso usuale.
https://x.com/WuBlockchain/status/2092820414317907972?ref_src=twsrc%5Etfw
Il risultato onchain prova la compatibilità con il consenso esistente, non una migrazione crittografica dell’ecosistema. QSB può proteggere output legacy pre-SegWit, ma non tutela direttamente Taproot, i canali Lightning Network o chiavi pubbliche già rese visibili da precedenti spese. Anche le monete destinate a QSB devono prima passare da una transazione convenzionale: se un attaccante quantistico fosse già operativo, quel passaggio potrebbe esporle prima della conferma.
La prova rafforza il dibattito sulla migrazione
Avihu Levy definisce QSB una misura di ultima istanza, non un’alternativa scalabile ai pagamenti ordinari. Costi di calcolo, script più grandi e necessità di contatto diretto con un miner ne restringono l’uso a casi selezionati, mentre la rete continua a richiedere soluzioni più ampie.
Daniel Batten ha giudicato “an overstatement” l’idea che QSB renda già Bitcoin quantum-safe, richiamando il problema delle monete dormienti e delle chiavi precedentemente esposte. Eli Ben-Sasson, CEO di StarkWare, sostiene invece che la prova offra una rete di sicurezza temporanea e ha affermato: “A soft fork should happen, and I believe it will.”
Tra le proposte allo studio figura BIP-360, che introdurrebbe output Pay-to-Merkle-Root e richiederebbe una modifica del protocollo. Il prossimo passaggio indicato dalle fonti è la revisione indipendente del codice QSB, insieme a ulteriori test mainnet e allo sviluppo di firme post-quantistiche più adatte a un impiego diffuso.
FAQ
Quando è stata confermata la transazione QSB?
Sì, StarkWare indica il 26 agosto per la prima conferma QSB sulla mainnet di Bitcoin, inclusa nel blocco 964.199.
QSB richiede una modifica del protocollo Bitcoin?
No, QSB usa le regole di consenso esistenti di Bitcoin e non ha richiesto soft fork, nuovi opcode o aggiornamenti dei nodi.
Quanto costa creare una transazione QSB?
Sì, la stima del repository di Avihu Levy è fra 75 e 150 dollari di calcolo GPU esterno, senza includere la fee Bitcoin.
QSB protegge Taproot e Lightning Network?
No, QSB protegge gli output legacy compatibili ma non protegge direttamente Taproot, canali Lightning Network o chiavi pubbliche già esposte.
Come è stata verificata questa notizia?
Sì, nasce da analisi e verifica incrociata della Redazione su Cointelegraph e crypto.news; ogni articolo passa dalla supervisione umana della Redazione prima della pubblicazione.
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