La notizia in sintesi
- UNA Lombardia e UNA Innovation Hub hanno riunito sei agenzie per discutere le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella comunicazione.
- Il confronto ha riguardato produzione creativa, pianificazione media, analisi dei dati, strategia, amministrazione e sviluppo commerciale.
- L’integrazione dell’AI nei processi aziendali modifica competenze, ruoli e organizzazione del lavoro.
- La maggiore velocità di esecuzione apre una riflessione sul valore dei servizi e sui modelli di prezzo.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
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L’intelligenza artificiale entra nei processi delle agenzie di comunicazione e apre una discussione su come organizzare il lavoro e definire il valore dei servizi offerti ai clienti. A Milano, UNA Lombardia e UNA Innovation Hub hanno riunito sei agenzie nell’incontro “Creatività Aumentata – Come l’AI sta ridisegnando processi, ruoli e modelli di business delle agenzie di comunicazione”. Al centro del confronto, le applicazioni già utilizzate e le conseguenze per competenze, responsabilità e modelli economici.
La discussione ha coinvolto Matteo Sbarra, GenAI Director di Alkemy; Lorenzo Cagnato, COO de I MILLE; Federico Spada, Co-Founder di Spada Media Group; Marco Pelà, Head of Customer Experience & Digital di Ogilvy / WPP; Giancarlo Sampietro, CSO di Be Closer; e Angelo De Caro, CEO di Based. A moderare la tavola rotonda è stato Andrea Poretti, Delegato Territoriale UNA Lombardia e CEO di CEPAR.
Dagli strumenti all’organizzazione del lavoro
Dalle esperienze discusse emerge un utilizzo dell’AI che non riguarda soltanto la realizzazione di contenuti. Le applicazioni toccano anche la pianificazione degli investimenti media, l’elaborazione dei dati, le attività strategiche, la gestione amministrativa, il controllo economico e la ricerca di nuovi clienti. Il tema, quindi, si estende alle diverse funzioni dell’agenzia.
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Il passaggio affrontato durante l’incontro è quello dall’adozione di strumenti isolati alla revisione dei flussi di lavoro. In questa prospettiva, i modelli di intelligenza artificiale vengono collegati ai dati interni, alle conoscenze dell’organizzazione e ai metodi già impiegati. L’obiettivo discusso è inserirli nelle attività quotidiane, anziché limitarne l’uso a singole operazioni.
Andrea Poretti, Delegato Territoriale UNA Lombardia, ha indicato nell’integrazione organizzativa la questione da affrontare:
“Il punto non è più chiedersi se utilizzare o meno l’intelligenza artificiale, ma capire come inserirla concretamente nei processi e nell’organizzazione delle agenzie”
Lo stesso Poretti ha collegato questo passaggio alla ridefinizione del lavoro e delle competenze:
“L’AI sta cambiando il modo in cui lavoriamo e ci obbliga a ripensare competenze, ruoli e modalità con cui generiamo valore per i clienti. Per questo è importante creare occasioni di confronto che partano dalle esperienze reali e non soltanto dalle potenzialità della tecnologia”.
Esperienze diverse tra le agenzie
L’incontro rientra in un programma di appuntamenti dedicati ai temi della comunicazione. Il confronto tra realtà di dimensioni differenti ha consentito di esaminare modalità diverse di adozione della tecnologia, senza ricondurle a un unico percorso operativo.
Paolo Pascolo, Portavoce dell’Innovation Hub di UNA, ha precisato la collocazione dell’appuntamento nel programma:
“Questo è il secondo di un ciclo di tre incontri sui temi caldi della comunicazione che abbiamo organizzato per il 2026”
Pascolo ha poi descritto gli elementi comuni e le differenze emerse dalle esperienze presentate:
“Oggi sei agenzie, grandi, medie e piccole, ci hanno presentato le loro best practice. Abbiamo capito che i temi sull’AI nella nostra Associazione sono simili, ma gli approcci possono essere diversi. L’innovazione passa anche dal confronto sul campo, perché senza il dialogo non si crea l’ispirazione che è la linfa vitale di tutte le nostre organizzazioni”.
Tempi di esecuzione e valore dei servizi
Un altro nodo riguarda il rapporto tra efficienza e valore economico. La riduzione dei tempi necessari per svolgere alcune attività non si traduce automaticamente in un aumento del valore del servizio. Se l’esecuzione diventa più rapida, possono cambiare sia il contributo richiesto alle diverse figure professionali sia i criteri con cui costruire l’offerta e stabilire i prezzi.
Il confronto ha quindi spostato l’attenzione sulle attività che accompagnano e orientano l’esecuzione: definizione della strategia, interpretazione delle informazioni, lavoro creativo e conoscenza dei contesti. A queste si aggiunge la capacità di combinare competenze professionali e tecnologie all’interno dei processi dell’agenzia.
La questione affrontata non è dunque soltanto quanto lavoro possa essere accelerato dall’AI, ma quale contributo l’agenzia offra quando una parte delle attività diventa più veloce e accessibile. È su questo rapporto tra organizzazione, competenze e remunerazione dei servizi che si concentra la riflessione sui modelli di business.
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