Adam Back e Michael Saylor contro il soft fork BIP 110 di Bitcoin

13 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Adam Back e Michael Saylor criticano la proposta Bitcoin BIP 110.
  • La soft fork temporanea limiterebbe dati e alcuni utilizzi di Taproot.
  • Il sostegno dei miner resta sotto la soglia necessaria per l’attivazione.
  • La decisione dipenderà da software, mining pool, nodi e utenti.

(Riassunto generato con AI)

BIP 110 divide i protagonisti di Bitcoin

Adam Back, cofondatore di Blockstream e inventore di Hashcash, e Michael Saylor, fondatore di Strategy, hanno espresso pubblicamente contrarietà a BIP 110, proposta di soft fork temporanea per la rete Bitcoin. Le loro posizioni sono state riassunte il 12 luglio da Wu Blockchain, nel pieno del confronto sulle regole che disciplinano l’uso dello spazio nei blocchi.

La proposta, denominata ufficialmente Reduced Data Temporary Softfork, mira a contenere l’inserimento di dati non finanziari nelle transazioni per circa un anno. Secondo i promotori, la misura ridurrebbe gli oneri di archiviazione per gli operatori dei nodi e manterrebbe Bitcoin focalizzato sulla funzione monetaria.

Per Back e Saylor, tuttavia, il punto centrale è un altro: introdurre nuove restrizioni di consenso rischierebbe di cambiare ciò che la rete oggi accetta senza un consenso sufficientemente ampio. Il dissenso riguarda quindi sia il merito tecnico sia il processo con cui una regola condivisa può essere adottata.

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Limiti ai dati e nodo del consenso

BIP 110 imporrebbe limiti aggiuntivi ai campi dati di grandi dimensioni, ad alcune funzionalità di Taproot e a diversi metodi impiegati per collocare immagini o file nelle transazioni. Gli output OP_RETURN resterebbero entro 83 byte, mentre vari payload verrebbero limitati a 256 byte.

La specifica esenta gli UTXO creati prima dell’attivazione: gli output esistenti resterebbero dunque spendibili secondo le vecchie regole. I sostenitori ritengono che ciò possa contrastare gli impieghi non finanziari associati, tra gli altri, a Ordinals e Runes, considerati un fattore di aumento dei costi di conservazione e servizio della blockchain.

Luke Dashjr, sviluppatore Bitcoin e sostenitore della proposta, aveva respinto le richieste di ritiro in un precedente articolo di crypto.news, affermando: “È troppo tardi per cancellare BIP110”. Back ha invece sostenuto che il piano tenti di controllare transazioni inviate da altri utenti, in contrasto con la natura decentralizzata e permissionless della rete.

Saylor ha sintetizzato il rischio in questi termini: “BIP 110 trasforma una disputa sullo spam in un cambiamento del consenso”. Secondo il fondatore di Strategy, respingere transazioni oggi valide creerebbe un precedente estremamente pericoloso e distoglierebbe l’attenzione da minacce più rilevanti.

Attivazione lontana e rischio di catene divergenti

Il meccanismo previsto richiede il segnale favorevole dei miner in 1.109 blocchi su 2.016, pari al 55%. La segnalazione diventerebbe obbligatoria prima del blocco 963.648, con attivazione fissata al blocco 965.664, atteso intorno al 1° settembre 2026.

I dati riportati il 12 luglio indicavano però un segnale dei miner pari a zero nel periodo attivo e mai superiore a circa l’1% nei periodi precedenti. Nessuna grande mining pool aveva appoggiato BIP 110: senza un’adozione estesa, i nodi che applicassero le nuove regole potrebbero seguire una catena minoritaria.

Per exchange, wallet, miner e gestori di nodi si apre quindi una finestra decisionale in agosto. L’esito non dipenderà da indicatori di riserva degli exchange, ma dall’adozione del software, dal segnale dei miner e dalle scelte degli utenti.

FAQ

Che cos’è BIP 110?

Sì, è una proposta di soft fork temporanea denominata Reduced Data Temporary Softfork, pensata per limitare specifici dati inseriti nelle transazioni Bitcoin.

Chi si oppone a BIP 110?

Sì, Adam Back e Michael Saylor hanno criticato la proposta, ritenendo rischioso trasformare una disputa sullo spam in una modifica del consenso.

Quali limiti introduce la proposta?

Sì, BIP 110 manterrebbe OP_RETURN entro 83 byte e limiterebbe diversi payload a 256 byte, oltre a restringere alcuni usi di Taproot.

Quale soglia richiede l’attivazione?

Sì, l’attivazione richiede il sostegno dei miner in 1.109 blocchi su 2.016, una soglia pari al 55% del periodo considerato.

Come è stata verificata questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui crypto.news.

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