Divergenze tra Garante e servizi sociali sul caso “famiglia nel bosco”
Chi: la Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza Marina Terragni e l’avvocata Maria Pina Benedetti, rappresentante dell’Ecad 14 Alto Vastese.
Cosa: scontro istituzionale su incontro mancato con l’assistente sociale e condizioni dei minori.
Dove: ambito dei Comuni dell’Alto Vastese, in Abruzzo.
Quando: polemica esplosa dopo la visita della Garante nella struttura protetta, quasi tre mesi dopo l’allontanamento dei minori dalla cosiddetta *famiglia nel bosco*.
Perché: la Garante contesta la ricostruzione dei servizi sociali e chiarisce le proprie valutazioni sullo stato dei bambini.
La notizia in sintesi
- La Garante Terragni nega che l’assistente sociale si sia resa disponibile al colloquio.
- Contestata la versione dell’avvocata Benedetti sull’interlocuzione con l’Ecad 14 Alto Vastese.
- La Garante precisa: bambini fisicamente bene, ma con evidente disagio psicomotorio e relazionale.
- Il caso “famiglia nel bosco” resta ad alta sensibilità istituzionale e mediatica.
Ricostruzione del confronto istituzionale e condizioni dei minori
Nel suo intervento all’ANSA, la Garante Marina Terragni usa parole durissime: *«Con le balle non si va da nessuna parte e l’interlocuzione diventa sempre più complicata»*. La dichiarazione è diretta replica alla nota dell’avvocata Maria Pina Benedetti, legale dell’Ecad 14 Alto Vastese, ente che gestisce il Servizio sociale dei Comuni di Ambito.
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Al centro dello scontro, il mancato incontro di giovedì scorso con l’assistente sociale incaricata del caso. Terragni afferma di *«smentire in modo categorico»* la versione dei servizi: *«L’assistente sociale non si è resa disponibile a un colloquio con me»*. Aggiunge inoltre che i servizi sociali non le avrebbero fornito neppure il recapito diretto, che avrebbe dovuto recuperare autonomamente.
Riguardo alla visita nella struttura protetta che ospita, da quasi tre mesi, i minori della cosiddetta *famiglia nel bosco*, la Garante precisa di non avere mai affermato che *«i bambini stanno bene»* in senso assoluto. La sua valutazione, riportata come testuale, è più articolata e distingue nettamente fra condizioni fisiche e stato emotivo.
Disagio psicologico e necessità di maggiore trasparenza
Marina Terragni chiarisce di aver dichiarato che i minori *«stanno fisicamente bene»*, ma di aver contestualmente evidenziato un quadro di forte criticità: *«la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei rivela un disagio evidente»*.
Secondo la Garante, questo disagio sarebbe coerente con *«i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti»*, alludendo alla sequenza di eventi che ha interessato la *famiglia nel bosco*, dall’emersione pubblica del caso all’allontanamento dei bambini e al loro inserimento in struttura.
Lo scontro verbale con l’Ecad 14 Alto Vastese poggia quindi su due piani: da un lato, la gestione dell’accesso istituzionale e dei canali di comunicazione con l’assistente sociale; dall’altro, l’interpretazione e la comunicazione pubblica dello stato dei minori. La richiesta implicita della Garante è di maggiore trasparenza operativa e di un confronto meno difensivo, per evitare che i conflitti tra adulti si ripercuotano su bambini già fragili.
Prospettive sul caso “famiglia nel bosco” e riflessi sul sistema
Lo scontro tra la Garante Terragni e l’Ecad 14 Alto Vastese potrebbe avere conseguenze oltre il singolo fascicolo. La vicenda evidenzia nodi strutturali nella collaborazione tra Autorità garante, servizi sociali territoriali e strutture protette.
Nel medio periodo è plausibile un rafforzamento dei protocolli di accesso ai minori in carico ai servizi e una maggiore tracciabilità delle interlocuzioni istituzionali. Per il caso specifico della *famiglia nel bosco*, l’attenzione rimarrà elevata finché non sarà chiarito il percorso di rientro, o meno, nell’ambiente familiare e quali misure di sostegno psicologico verranno garantite ai bambini.
FAQ
Chi è la Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza?
È Marina Terragni, figura istituzionale indipendente che vigila sulla tutela dei diritti di bambini e adolescenti in Italia, intervenendo su casi individuali e politiche pubbliche.
Cosa contesta la Garante ai servizi sociali dell’Alto Vastese?
Contesta il mancato colloquio con l’assistente sociale e la mancata fornitura del contatto telefonico, oltre alla ricostruzione ritenuta non veritiera diffusa dall’Ecad 14 Alto Vastese.
I bambini della “famiglia nel bosco” stanno bene?
Sì fisicamente, secondo la Garante, ma presentano agitazione psicomotoria, paura e diffidenza verso gli estranei, indicatori di un disagio psicologico significativo da monitorare con cura.
Perché è rilevante il contrasto sulle dichiarazioni pubbliche?
Perché la corretta comunicazione istituzionale incide sulla fiducia dei cittadini nei servizi di tutela minorile e sulla trasparenza delle decisioni adottate sui minori fragili.
Qual è la fonte originale delle informazioni su questo caso?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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