Barbara Corvi, la Procura riapre l’inchiesta sulla scomparsa e iscrive nuovamente il marito nel registro indagati
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Riaperta l’indagine sulla scomparsa di Barbara Corvi a Terni
Dopo 17 anni di silenzio, la procura di Terni ha riaperto le indagini sulla scomparsa di Barbara Corvi, 35enne di Amelia sparita da Montecampano il 27 ottobre 2009.
Il nuovo fascicolo, riaperto nel 2026, punta a chiarire perché la giovane madre sia svanita nel nulla e se dietro ci sia un omicidio.
Al centro dell’inchiesta tornano il marito Roberto Lo Giudice e il cognato Maurizio Lo Giudice, ora nuovamente indagati, mentre gli inquirenti rivalutano anche le presunte cartoline inviate da Firenze pochi giorni dopo la scomparsa.
In sintesi:
- La procura di Terni riapre il caso della scomparsa di Barbara Corvi del 2009.
- Nuovo fascicolo per omicidio e occultamento di cadavere contro Roberto e Maurizio Lo Giudice.
- Analisi del Dna sulle cartoline spedite da Firenze nove giorni dopo la sparizione.
- Per gli inquirenti le cartoline potrebbero costituire un tentativo di depistaggio.
Il nuovo fascicolo e il ruolo dei familiari indagati
La riapertura del fascicolo da parte della procura di Terni si concentra su un’ipotesi precisa: omicidio e occultamento di cadavere di Barbara Corvi.
Il marito, Roberto Lo Giudice, è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati, dopo precedenti archiviazioni e un ordine di carcerazione poi annullato.
Secondo i quotidiani locali, anche il cognato, Maurizio Lo Giudice, sarebbe ora formalmente indagato, segnale di un ampliamento del perimetro investigativo verso l’ambito familiare.
Gli inquirenti intendono sottoporre Roberto Lo Giudice ad accertamenti sul Dna repertato su due cartoline spedite da Firenze nove giorni dopo la scomparsa della giovane madre.
In quei messaggi, attribuiti a Barbara, la donna rassicurava i figli scrivendo: “Sto bene, ho solo bisogno di stare un pò da sola”.
Per la procura, la paternità reale di quelle missive e il loro contenuto potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire la dinamica e l’eventuale orchestrazione di un depistaggio.
Il sospetto depistaggio e i possibili sviluppi futuri
Le cartoline inviate da Firenze rappresentano oggi il fulcro delle nuove indagini: per gli inquirenti potrebbero costituire un artificio per simulare un allontanamento volontario di Barbara Corvi.
Se il Dna dovesse confermare una provenienza diversa da quella della donna, lo scenario probatorio cambierebbe radicalmente, rafforzando l’ipotesi di un omicidio premeditato.
Roberto Lo Giudice, dal canto suo, continua a dichiararsi totalmente estraneo: “Io anche questa volta, come ho sempre fatto in passato, sono disponibile a sottopormi a qualsiasi accertamento perché non ho nulla da nascondere. Ho paura solo delle infamie non della verità e sono il primo a chiedere che venga finalmente fatta chiarezza sulla scomparsa di mia moglie”.
L’esito delle perizie genetiche e dell’analisi documentale sulle cartoline potrà aprire a nuove responsabilità penali o, al contrario, imporre ulteriori approfondimenti investigativi ancora inesplorati.
FAQ
Chi è Barbara Corvi e quando è scomparsa esattamente?
Barbara Corvi è una 35enne di Amelia, madre di famiglia, scomparsa il 27 ottobre 2009 da Montecampano, nel Ternano.
Perché la procura di Terni ha riaperto il caso Corvi?
La procura di Terni ha riaperto il caso per rivalutare indizi, Dna e cartoline sospette, ipotizzando omicidio e occultamento di cadavere.
Chi sono le persone indagate nella nuova indagine su Barbara Corvi?
Sono indagati il marito Roberto Lo Giudice e il cognato Maurizio Lo Giudice, entrambi legati a Barbara Corvi per stretti rapporti familiari.
Che ruolo hanno le cartoline inviate da Firenze nel 2009?
Le cartoline da Firenze potrebbero essere un depistaggio: gli inquirenti analizzeranno il Dna per verificarne l’autentica paternità.
Qual è la fonte delle informazioni su riapertura caso Barbara Corvi?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



