Roma si costituisce parte civile sul caso Crans Montana e accusa le autorità locali di gravi responsabilità
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Incendio di Crans-Montana, l’Italia si costituisce parte civile in Svizzera
L’Italia, su impulso della premier Giorgia Meloni e tramite l’Avvocatura generale dello Stato, si è costituita parte civile nell’inchiesta svizzera sull’incendio di Crans-Montana, in Vallese, dove la notte di Capodanno sono morti sei italiani e tredici sono rimasti gravemente feriti. L’atto, depositato mercoledì alla procura di Sion dall’avvocato ginevrino Romain Jordan, mira a ottenere il ristoro del “danno diretto” subito dal patrimonio pubblico italiano, legato alle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile. La richiesta si inserisce in un procedimento penale che coinvolge, allo stato, undici tra funzionari e amministratori locali, oltre ai proprietari del locale teatro della tragedia, e arriva alla vigilia del previsto incontro a Roma tra il presidente Sergio Mattarella e il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin.
In sintesi:
- L’Italia si costituisce parte civile nell’indagine svizzera sull’incendio di Crans-Montana.
- Lo Stato chiede il ristoro delle spese sostenute per soccorsi e assistenza ai connazionali.
- Sono indagati amministratori locali e i proprietari del locale, per incendio e omicidio colposi.
- L’inchiesta si allarga alla gestione dei soccorsi e alle possibili falle nell’emergenza.
Perché Roma parla di “danno diretto” e responsabilità istituzionali
L’atto predisposto dall’avvocato Romain Jordan, che assiste numerose famiglie delle vittime, è stato redatto in stretto coordinamento con l’Avvocatura generale dello Stato guidata da Gabriella Palmieri Sandulli. Nel documento si evidenzia come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento sia ritenuto “estremamente verosimile”, a fondamento di una “ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili”.
L’Italia quantifica un danno diretto al proprio patrimonio pubblico per le risorse dispiegate dal Servizio nazionale della Protezione civile: assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali vittime del rogo. Il fascicolo svizzero, al momento, contempla undici indagati tra funzionari e amministratori comunali, incluso il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, oltre ai proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti. Per tutti si ipotizzano i reati di incendio colposo, lesioni colpose e omicidio colposo.
La strategia italiana è stata definita anche attraverso un confronto diretto con i familiari delle vittime e dei feriti, ricevuti il 2 aprile a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, insieme ai rappresentanti dei ministeri degli Esteri, Giustizia e Protezione Civile, per coordinare azione giudiziaria e tutela dei diritti dei cittadini coinvolti.
L’allargamento dell’inchiesta e le ombre sulla gestione dei soccorsi
Lo sviluppo della costituzione di parte civile italiana coincide con uno snodo cruciale delle indagini nel Canton Vallese. La procura ha infatti deciso di sdoppiare l’inchiesta, aprendo un nuovo filone specificamente dedicato all’analisi dell’organizzazione dei soccorsi e delle eventuali falle nella gestione dell’emergenza.
Questo ampliamento era stato richiesto con forza già a febbraio dall’avvocato milanese Fabrizio Ventimiglia e dal collega svizzero Pierluca Degni, legali della famiglia di Sofia Donadio, rimasta ferita nel rogo del locale Constellation. I genitori di Sofia, arrivati sul posto pochi minuti dopo l’incendio, hanno raccontato di aver trovato solo due ambulanze, scarsità di bombole d’ossigeno e mancanza di coperte termiche, mentre i feriti venivano assistiti da passanti con mezzi di fortuna a temperature di circa -10 gradi.
Una testimonianza confermata da altre ricostruzioni, tra cui quella di Jean-Marc Gabrielli, dipendente dei Moretti, che nel tentativo di rianimare la fidanzata Cyanne Panine, poi deceduta, non avrebbe trovato né ambulanza disponibile né ossigeno. Secondo l’avvocato Ventimiglia, immagini e racconti “hanno sollevato rilevanti interrogativi sulla gestione delle prime fasi dell’emergenza” e, se verificati, potrebbero avere “rilievo causale” nell’aggravarsi delle condizioni di Sofia Donadio e degli altri giovani coinvolti.
L’iniziativa di Roma arriva a ridosso dell’incontro del 5 maggio a Roma tra il capo dello Stato Sergio Mattarella e il presidente svizzero Guy Parmelin; il giorno successivo Parmelin sarà in Vaticano da papa Leone, mentre non è al momento previsto un colloquio con la premier Giorgia Meloni.
Implicazioni diplomatiche e prospettive per le famiglie delle vittime
La costituzione di parte civile dello Stato italiano conferisce un peso politico e istituzionale ulteriore al procedimento penale in Svizzera, rendendo più stringente l’accertamento delle responsabilità sia private sia pubbliche. Nei prossimi mesi, gli esiti del nuovo filone d’indagine sui soccorsi potrebbero incidere in modo significativo sulle richieste risarcitorie delle famiglie e sulle strategie difensive degli indagati.
Sul piano bilaterale, il dossier Crans-Montana rischia di emergere sullo sfondo del dialogo italo-svizzero, rafforzando l’attenzione di Roma sulla tutela dei propri cittadini all’estero. Per i familiari delle vittime e dei feriti, l’ingresso formale dello Stato nel processo rappresenta un segnale di continuità dell’impegno istituzionale a sostegno della loro ricerca di verità e giustizia.
FAQ
Perché l’Italia si è costituita parte civile nel caso Crans-Montana?
L’Italia si è costituita parte civile per ottenere il ristoro del danno diretto al patrimonio pubblico, legato alle spese per soccorsi, assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti nell’incendio di Crans-Montana.
Chi sono gli indagati principali nell’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana?
Gli indagati includono il sindaco Nicolas Féraud, altri dieci amministratori e funzionari locali, oltre ai proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, per incendio, lesioni e omicidio colposi.
Cosa indaga il nuovo filone sull’organizzazione dei soccorsi?
Il nuovo filone verifica tempestività, mezzi disponibili e coordinamento dei soccorsi, analizzando testimonianze, video e protocolli operativi per accertare eventuali ritardi, carenze di ambulanze, ossigeno e coperte termiche.
Qual è il ruolo degli avvocati delle famiglie delle vittime italiane?
Gli avvocati, tra cui Romain Jordan, Fabrizio Ventimiglia e Pierluca Degni, coordinano azioni civili e penali, sollecitano l’ampliamento delle indagini, raccolgono prove testimoniali e documentali e tutelano i diritti risarcitori dei familiari.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sull’incendio di Crans-Montana?
L’articolo è stato elaborato sulla base di una rielaborazione congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrati dal lavoro redazionale.



