La notizia in sintesi
- Microsoft avrebbe 2,2 milioni di chip AI installati nei suoi datacenter.
- L’indagine del The Guardian rileva discrepanze con le capacità energetiche dichiarate.
- Il nodo principale sarebbe l’attivazione dei nuovi impianti, non la disponibilità di chip.
- Satya Nadella cita energia e infrastrutture come limiti alla crescita dell’AI.
Riassunto generato con AI
Microsoft e il divario nei chip per l’intelligenza artificiale
Microsoft, impegnata nell’espansione globale dei datacenter per cloud e intelligenza artificiale, avrebbe installato 2,2 milioni di chip AI, secondo documenti interni visionati dal The Guardian. Il dato, emerso nelle ultime ore dall’indagine del quotidiano britannico, appare inferiore alle attese rispetto agli investimenti, alla capacità elettrica annunciata e agli obiettivi comunicati dal gruppo guidato da Satya Nadella.
La questione riguarda i centri dati distribuiti su cinque continenti e il loro effettivo utilizzo: la corsa all’AI richiede chip avanzati, energia disponibile, edifici completati e reti capaci di operare su larga scala. Per questo il numero di processori installati è un indicatore rilevante della velocità reale con cui l’infrastruttura può essere messa al servizio di clienti e modelli generativi.
Microsoft ha contestato le stime condivise dal giornale, definendole inaccurate e basate su assunzioni errate. L’azienda non ha però indicato quali calcoli o informazioni fossero sbagliati, né comunica pubblicamente i volumi dei singoli chip presenti nella propria infrastruttura AI.
Capacità elettrica, chip Nvidia e datacenter non ancora operativi
Dal 2022 Microsoft ha investito circa 280 miliardi di dollari in terreni, edifici e infrastrutture di calcolo per l’AI, inclusi oltre 41 miliardi nell’ultimo trimestre citato. Nei documenti finanziari, il gruppo afferma di avere aggiunto 5 gigawatt di capacità per datacenter negli ultimi due anni; una presentazione agli investitori del 2024 indicava inoltre 5 gigawatt già installati.
Tradurre la potenza elettrica in numero di chip resta tuttavia complesso. Shaolei Ren, professore dell’Università della California Riverside, osserva che i rapporti di sostenibilità di Microsoft, sottoposti a revisione esterna, suggerirebbero una capacità AI più vicina a 1,2 gigawatt nel 2024. Secondo Ren, gli annunci sull’energia disponibile non chiariscono abbastanza quanta capacità sia effettivamente online e utilizzata per il calcolo.
L’analisi del The Guardian, rivista anche con Abdeltawab Hendawi dell’Università del Rhode Island, considera consumi, raffreddamento e server. Il quotidiano segnala inoltre che Microsoft avrebbe meno chip Nvidia Blackwell installati di quanto alcuni osservatori si aspettassero, mentre Nvidia non ha risposto alla richiesta di commento.
Il limite può essere l’energia, non l’offerta di processori
Il caso dei datacenter Fairwater, in Wisconsin e Georgia, mostra la distanza possibile tra annunci e operatività. Ad aprile Satya Nadella aveva detto che il sito del Wisconsin stava entrando in funzione, ma a maggio Microsoft ha ammesso a un giornale locale che non era ancora online.
Lo stesso Nadella aveva indicato energia e strutture pronte come ostacolo principale: “Non è un problema di fornitura di chip”, ma di edifici in cui poterli collegare. La conseguenza è che processori già disponibili potrebbero restare inutilizzati finché energia, costruzioni e connessioni non saranno completate.
FAQ
Quanti chip AI avrebbe installato Microsoft?
Sì, i documenti interni citati dal The Guardian indicano 2,2 milioni di chip AI installati nei datacenter di Microsoft.
Microsoft ha confermato il numero di chip?
No, Microsoft non comunica i volumi dei chip specifici e sostiene che le stime del quotidiano britannico siano inaccurate.
Perché la capacità elettrica è importante?
Sì, la potenza disponibile indica quanti sistemi possono funzionare, ma non prova che tutti i datacenter siano operativi o dedicati all’AI.
Qual è il problema dei datacenter Fairwater?
Sì, il progetto Fairwater in Wisconsin risultava non ancora online a maggio, nonostante l’annuncio di attivazione fatto ad aprile.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui The Guardian.
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