La notizia in sintesi
- Cortical Labs ha installato a Singapore un rack biologico con venti unità CL1.
- I neuroni umani derivati da cellule staminali comunicano elettricamente con chip in silicio.
- Il progetto coinvolge DayOne, NUS Medicine e l’Istituto di scienze della vita della NUS.
- Le prime applicazioni riguardano farmaci e malattie neurologiche, con futuri impieghi commerciali ipotizzati.
Riassunto generato con AI
Singapore sperimenta il data center biologico CL1
Cortical Labs, start-up di Melbourne, ha installato a Singapore un data center biologico composto da venti unità CL1, computer nei quali neuroni viventi derivati da cellule staminali svolgono funzioni di calcolo al posto dei transistor tradizionali. Il progetto è stato realizzato dall’operatore di data center singaporiano DayOne insieme alla facoltà di medicina Yong Loo Lin dell’Università Nazionale di Singapore, NUS Medicine.
Il prototipo, presentato a oltre 80 invitati, punta a verificare l’impiego di sistemi bioelettronici nella scoperta di farmaci e nello studio delle malattie neurologiche. Secondo Cortical Labs, si tratta della prima installazione completamente autonoma al mondo di questo tipo.
Il rack unisce ricerca biologica, infrastrutture digitali e capacità computazionale in una struttura che resta sperimentale, ma che viene già proposta anche per possibili utilizzi commerciali.
Le innovazioni piu' interessanti di tecnologia e scienza, dritte nella tua inbox.
Neuroni e silicio: come opera il sistema
Il CL1 è commercializzato da Cortical Labs dal 2025 come computer biologico. Le cellule vengono coltivate presso l’Istituto di scienze della vita della NUS, dove il programma di neurobiologia è diretto da Rickie Patani: qui le cellule staminali sono trasformate in neuroni e poi trasferite sui chip del dispositivo.
Una volta collegati, i neuroni scambiano impulsi elettrici con il silicio ed eseguono calcoli secondo il modello già applicato dall’azienda nelle proprie strutture di Melbourne. Ogni unità integra un sistema di sopravvivenza che consente alle cellule di restare vitali fino a sei mesi.
La gestione degli scambi tra componente biologica e hardware è affidata a biOS, il sistema operativo sviluppato dall’azienda. Cortical Labs dichiara una latenza in uscita inferiore a un millisecondo e 59 ingressi elettrici, rispetto agli otto del precedente prototipo DishBrain.
Ogni CL1 assorbe da 850 a 1.000 watt, mentre il rack completo può raggiungere 20 kilowatt. L’azienda non ha però comunicato il consumo energetico per singola operazione: un dato necessario per valutare concretamente l’efficienza del sistema rispetto alle tecnologie convenzionali.
Il prezzo indicato è di 35.000 dollari per unità, circa 30.000 euro, oppure 300 dollari settimanali per il noleggio, pari a 257 euro. Per ogni impiego, Cortical Labs richiede ai clienti il rilascio di un’autorizzazione etica.
Il vincolo autorizzativo evidenzia che il valore del progetto non riguarda soltanto le prestazioni: l’uso di neuroni umani impone anche una valutazione preventiva delle finalità di ricerca e applicazione.
Investimenti e prospettive del progetto
Cortical Labs ha raccolto complessivamente 11 milioni di dollari, circa 9,4 milioni di euro. Tra gli investitori figurano In-Q-Tel, fondo creato dalla CIA, oltre a Horizons Ventures, Blackbird Ventures, LifeX Ventures e Radar Ventures.
A marzo, un’unità CL1 con circa 800.000 neuroni ha pilotato il videogioco Doom, durante una dimostrazione pubblica. DayOne e Cortical Labs prevedono ora una crescita graduale dell’installazione di Singapore fino a mille unità.
Oltre alla ricerca medica, le organizzazioni coinvolte indicano robotica umanoide, rilevamento delle frodi e minacce informatiche come possibili destinazioni future. Questi impieghi restano prospettive annunciate e non applicazioni già operative.
FAQ
Che cos’è il computer biologico CL1?
Sì: è un dispositivo di Cortical Labs che usa neuroni viventi derivati da cellule staminali per effettuare calcoli.
Dove è stato installato il rack CL1?
Sì: il rack con venti unità CL1 è stato installato a Singapore da DayOne, con NUS Medicine.
Quanto consumano le unità CL1?
Sì: ciascuna unità assorbe tra 850 e 1.000 watt, mentre il rack completo può arrivare a 20 kilowatt.
Quanto vivono i neuroni nel CL1?
Sì: le cellule possono restare vitali fino a sei mesi grazie al sistema di sopravvivenza integrato in ogni unità.
Quali fonti hanno verificato questa analisi?
Sì: il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui punto-informatico.it.
Non perdere gli errori di prezzo clamorosi su Amazon!
Iscriviti al canale Telegram e ricevili in tempo reale






