La notizia in sintesi
- Su X crescono immagini autentiche alterate lievemente con l’intelligenza artificiale.
- I subtlefakes rendono meno riconoscibile la manipolazione rispetto ai deepfake pornografici.
- Xochitl Gomez ha mostrato pubblicamente foto originali e versioni modificate.
- Account verificati sfruttano le interazioni per accedere ai ricavi pubblicitari di X.
Riassunto generato con AI
I subtlefakes sfruttano fotografie reali
X ospita da mesi fotografie di attrici modificate con l’intelligenza artificiale in modo minimo ma potenzialmente ingannevole: abiti più scollati, silhouette ritoccate e pose appena alterate. Il fenomeno, definito subtlefakes dal giornalista Emanuel Maiberg di 404 Media, riguarda immagini reali trasformate senza introdurre nudità esplicita. Proprio questa apparente verosimiglianza rende il contenuto difficile da riconoscere e da segnalare.
A differenza dei falsi pornografici più evidenti, queste immagini non ricostruiscono necessariamente una scena da zero: cambiano dettagli limitati di uno scatto esistente. Una celebrità può così apparire con un vestito diverso, un atteggiamento più provocante o una posizione del corpo alterata, senza elementi immediati che rivelino la manipolazione. Il risultato può indurre l’utente a considerare autentica una fotografia che non lo è.
Il tema è rilevante perché la credibilità dello scatto originale diventa parte dell’inganno. La modifica lieve abbassa la soglia del sospetto e consente ai contenuti di circolare rapidamente, soprattutto quando vengono pubblicati da profili costruiti per intercettare attenzione e visualizzazioni.
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Il caso Xochitl Gomez e i limiti dei filtri
Xochitl Gomez ha documentato su Instagram il confronto tra le proprie immagini e le versioni manipolate, offrendo il caso riportato in modo più esteso perché mostrato direttamente dall’interessata. In una fotografia reale scattata in un parcheggio, l’attrice guarda oltre la spalla e sorride verso l’obiettivo. Da quello scatto sono state ricavate due immagini nelle quali appare piegata in avanti e con una mano sul fondoschiena.
Un’altra foto, realizzata su un red carpet, è stata invece modificata trasformandola in una posa di spalle con la lingua fuori. Sono variazioni che non puntano alla nudità, ma spostano il significato della fotografia verso una rappresentazione sessualizzata e non consensuale della persona ritratta. Il punto centrale non è soltanto la qualità tecnica dell’immagine, bensì la sua plausibilità agli occhi di chi la incontra.
Secondo la ricostruzione di Maiberg, molti modelli di IA disponibili al pubblico hanno introdotto controlli contro la generazione di nudo o atti sessuali. Quando però la richiesta non include contenuti espliciti, quei controlli possono risultare più semplici da aggirare. Molti strumenti, inoltre, sembrano meno efficaci nel bloccare la riproduzione o l’alterazione della somiglianza di persone reali.
Alcune immagini osservate su X riportavano la filigrana di Grok, il generatore integrato nella piattaforma. La presenza della filigrana non chiarisce chi abbia creato ogni singola immagine, ma segnala come gli strumenti generativi possano entrare nel circuito della diffusione di contenuti manipolati.
Il modello economico dietro le immagini alterate
I contenuti vengono pubblicati quasi sempre da account verificati orientati alla raccolta di interazioni. X remunera i profili che superano una determinata soglia di impression attraverso il programma di condivisione dei ricavi pubblicitari. La cifra per ogni account è descritta come modesta, ma il modello può essere moltiplicato gestendo più profili e pubblicando molte volte al giorno.
La conseguenza è un meccanismo assimilabile a una forma sofisticata di clickbait: l’interazione dell’utente viene registrata prima che possa accorgersi della natura artificiale dell’immagine. Account di questo tipo raccolgono complessivamente milioni di visualizzazioni, trasformando la plausibilità del falso in un possibile ritorno economico.
FAQ
Cosa sono i subtlefakes?
Sono fotografie reali modificate lievemente dall’IA, ad esempio cambiando posa, abito o silhouette, senza creare necessariamente nudità o atti sessuali espliciti.
Chi ha definito il fenomeno subtlefakes?
È stato Emanuel Maiberg di 404 Media, giornalista che segue i deepfake dalla loro comparsa nel 2017, a battezzare così queste manipolazioni.
Quale attrice ha mostrato le immagini alterate?
È stata Xochitl Gomez a pubblicare su Instagram il confronto diretto tra fotografie autentiche e versioni modificate artificialmente.
Perché i filtri IA non bloccano sempre queste foto?
Perché molti controlli sono progettati soprattutto contro nudità e atti sessuali, mentre possono intervenire meno sulla somiglianza di persone reali.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Hardware Upgrade.
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