La notizia in sintesi
- Samsung Heavy Industries studia data center galleggianti per carichi AI da 50MW.
- Il progetto coinvolge Capital Clean Energy Carriers, Supermicro e Lloyd’s Register.
- L’acqua marina potrebbe supportare il raffreddamento delle infrastrutture offshore.
- L’alimentazione potrebbe arrivare da cavi sottomarini o fuel cell a LNG.
Riassunto generato con AI
Samsung Heavy Industries accelera sui data center galleggianti
Samsung Heavy Industries punta a sviluppare piattaforme offshore per data center dedicati all’intelligenza artificiale, con una capacità prevista di 50MW, in collaborazione con l’armatore greco Capital Clean Energy Carriers, Supermicro e Lloyd’s Register. Il progetto, presentato nel contesto della fiera marittima Posidonia di Atene, risponde alla crescente necessità di potenza di calcolo e alle difficoltà di connessione delle nuove strutture alle reti elettriche terrestri.
La soluzione immaginata trasferisce in mare componenti cruciali di un data center: produzione o ricezione dell’energia, raffreddamento, sistemi di sicurezza, infrastrutture di rete e apparati informatici. L’obiettivo è offrire una piattaforma capace di operare vicino alla costa oppure in posizione offshore, riducendo la dipendenza dalle reti elettriche tradizionali.
Secondo quanto riportato da Tom’s Hardware, la proposta nasce dall’espansione delle applicazioni AI, che richiedono strutture sempre più potenti e pongono limiti concreti alla disponibilità di energia e alla realizzazione di nuovi impianti a terra.
Energia autonoma e hardware nelle condizioni marine
L’accordo attribuisce a Samsung Heavy Industries lo sviluppo tecnologico e la costruzione delle piattaforme, mentre Capital Clean Energy Carriers dovrà individuare i siti e sostenere gli investimenti. Lloyd’s Register seguirà invece il percorso normativo e le certificazioni, elementi centrali per strutture che dovrebbero integrare funzioni navali, energetiche e digitali.
La piattaforma potrebbe essere alimentata attraverso cavi sottomarini quando ormeggiata in prossimità della costa. In alternativa, il progetto contempla celle a combustibile a ossido solido alimentate da gas naturale liquefatto, LNG, per produrre elettricità direttamente a bordo.
Il raffreddamento con acqua marina è uno degli elementi distintivi dell’ipotesi, ma l’ambiente offshore pone anche un problema tecnico rilevante: server AI e componenti elettronici dovrebbero mantenere affidabilità nel tempo nonostante vibrazioni, umidità, inclinazioni e salsedine. Samsung Heavy Industries lavorerà su controllo della posizione e protezione dalla corrosione; Supermicro valuterà invece il comportamento dell’hardware AI in ambienti fluviali e marini reali.
Le approvazioni preliminari ottenute nell’aprile 2026 da American Bureau of Shipping e Lloyd’s Register segnalano un avanzamento progettuale, ma non equivalgono all’annuncio di una specifica installazione operativa.
Un mercato offshore ancora in fase sperimentale
Il modello commerciale previsto riprende pratiche del settore navale: gli armatori potrebbero acquistare le piattaforme e affittarne la capacità di calcolo agli operatori mediante contratti pluriennali. La prospettiva rende il data center una possibile infrastruttura mobile, non più necessariamente vincolata a un singolo sito terrestre.
La concorrenza internazionale conferma l’interesse per questo segmento: Mitsui O.S.K. Lines, MOL, e Karpowership stanno sviluppando un progetto da 73MW con possibile avvio nel 2027; al largo di Shanghai è operativa una struttura sottomarina da 24MW. Negli Stati Uniti, Nautilus Data Technologies gestisce inoltre una chiatta da 6,5MW nel porto di Stockton, in California.
Una lettera d’intenti firmata nel 2025 con OpenAI rafforza il potenziale interesse strategico, anche se non risulta un contratto definitivo per una singola installazione.
FAQ
Qual è la capacità prevista del data center Samsung?
Sì, la piattaforma progettata da Samsung Heavy Industries è indicata con una capacità di 50MW per infrastrutture di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale.
Chi partecipa al progetto dei data center galleggianti?
Sì, partecipano Samsung Heavy Industries, Capital Clean Energy Carriers, Lloyd’s Register e Supermicro, con compiti distinti tra sviluppo, investimenti, certificazioni e verifica dell’hardware.
Come verrebbe alimentata la piattaforma offshore?
Sì, il progetto prevede cavi sottomarini vicino alla costa oppure celle a combustibile a ossido solido alimentate con LNG per produrre energia a bordo.
Il progetto Samsung è già operativo?
No, il progetto ha ottenuto approvazioni preliminari da American Bureau of Shipping e Lloyd’s Register nell’aprile 2026, senza una specifica installazione definitiva annunciata.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui DigiTechNews – Digital | Technology | Learning.



