La notizia in sintesi
- Donald Trump spinge il Senato ad approvare il CLARITY Act.
- Il voto procedurale è fissato per il 15 settembre.
- La legge divide le competenze tra SEC, CFTC e quadro GENIUS.
- Etica e tutela dei consumatori restano nodi politici centrali.
Riassunto generato con AI
Trump rilancia il CLARITY Act alla Casa Bianca
Donald Trump ha riunito il 19 agosto alla Casa Bianca circa due dozzine di dirigenti del settore crypto e autorità federali per chiedere al Congresso l’approvazione di una versione «equa» del Digital Asset Market Clarity Act, noto come CLARITY Act. L’incontro, ospitato nella Roosevelt Room, ha avuto l’obiettivo di consolidare il sostegno dell’industria in vista del voto procedurale del Senato previsto il 15 settembre.
La proposta, identificata come H.R. 3633, mira a definire per legge la vigilanza americana sugli asset digitali: le commodity digitali sarebbero assegnate alla CFTC, i contratti di investimento alla SEC e le stablecoin di pagamento al quadro già previsto dal GENIUS Act. Per l’amministrazione, l’intervento serve a evitare che gli Stati Uniti perdano terreno, in particolare rispetto alla Cina, nella competizione per l’innovazione finanziaria.
Alla riunione hanno partecipato il presidente della SEC Paul Atkins, il presidente della CFTC Michael Selig e rappresentanti delle maggiori piattaforme crypto e dei mercati tradizionali. Il vertice è arrivato dopo lo stallo parlamentare della legge e un giorno dopo l’abbandono, da parte della SEC, della sua più rilevante proposta normativa degli ultimi dieci anni.
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Il messaggio della Casa Bianca è politico e regolatorio: se il Congresso non riuscirà a chiudere il dossier, le autorità federali potrebbero ritrovarsi a definire le regole attraverso i propri strumenti amministrativi.
Regole di mercato e voti mancanti al Senato
Il testo unificato del Senato, lungo 616 pagine e diffuso il 22 luglio, costruisce una classificazione in tre categorie. Per i token qualificati come commodity, la CFTC otterrebbe per la prima volta un’autorità diretta sui mercati spot; exchange e broker potrebbero inoltre ricorrere a una registrazione provvisoria nell’attesa delle norme definitive.
La proposta include un percorso di certificazione della maturità per gli emittenti, pensato per consentire a una rete sufficientemente decentralizzata di uscire dal trattamento riservato ai titoli finanziari. Una clausola relativa agli ETP qualificherebbe stabilmente come non securities i token collegati a prodotti negoziati in Borsa emessi prima del 1° gennaio 2026, includendo Bitcoin, Ether, XRP, SOL e DOGE senza ulteriori iniziative degli emittenti.
Alla Casa Bianca erano presenti Brian Armstrong di Coinbase, Vlad Tenev di Robinhood, i fondatori di Gemini Tyler Winklevoss e Cameron Winklevoss, il co-amministratore delegato di Kraken Arjun Sethi, Brad Garlinghouse di Ripple e Sergey Nazarov, cofondatore di Chainlink. Hanno preso parte anche Jeffrey Sprecher, presidente del NYSE, oltre a esponenti di a16z, Paradigm, Kalshi, Polymarket, Nasdaq, CME Group e DTCC.
https://x.com/cryptodotnews/status/2087162869255471491?ref_src=twsrc%5Etfw
Brian Armstrong ha definito l’incontro «super costruttivo», mentre Vlad Tenev ha sostenuto una proprietà più ampia degli asset digitali da parte delle famiglie americane. La presenza di operatori come NYSE, Nasdaq, CME Group e DTCC segnala che la discussione non riguarda più soltanto le piattaforme crypto, ma anche la tokenizzazione di azioni, obbligazioni e altri asset reali.
Il principale ostacolo è il Senato. Il leader della maggioranza John Thune ha presentato l’8 agosto una mozione di cloture sulla procedura di avvio, fissando una soglia di 60 voti: in un’Aula da 100 membri, i repubblicani necessitano quindi di almeno dieci adesioni democratiche. Il Senato era entrato nella pausa di agosto il 7 agosto senza votare il provvedimento.
Due democratici, i senatori Ruben Gallego e Angela Alsobrooks, avevano sostenuto il testo in commissione bancaria. Alla Camera, nel luglio 2025, la legge era stata approvata con 294 voti favorevoli e 134 contrari, grazie anche a 78 democratici; tuttavia, il voto al Senato presenta un equilibrio politico diverso e più esposto alle dinamiche dell’anno elettorale.
Le stime di mercato riflettono l’incertezza: le probabilità su Polymarket per l’entrata in vigore della legge nel 2026 sono scese dall’82% di febbraio a circa il 25% del 23 agosto. Galaxy Research ha ridotto la propria valutazione al 10%, citando pressioni delle banche e tempi legislativi ristretti.
Etica, poteri statali e conseguenze della votazione
Il punto più controverso riguarda una disposizione etica destinata ai funzionari pubblici che possiedono o gestiscono imprese legate alle criptovalute. L’applicazione sarebbe affidata al Dipartimento di Giustizia e terminerebbe nel 2029, una formula che alcuni critici ritengono insufficiente.
Sette negoziatori democratici hanno dichiarato che il testo «non è all’altezza» su etica, protezione dei consumatori, finanza illecita, conflitti d’interesse e integrità dei mercati. Il dibattito è reso più sensibile dalle dichiarazioni finanziarie di Trump, che riportano oltre un miliardo di dollari di entrate crypto nel 2025.
https://x.com/cryptodotnews/status/2072270740876034364?ref_src=twsrc%5Etfw
La procuratrice generale di New York, Letitia James, ha chiesto al legislatore federale di preservare il potere degli Stati di perseguire le frodi e chiamare i funzionari pubblici a rispondere delle proprie condotte. Se il cloture fallisse il 15 settembre, il disegno di legge non decadrebbe formalmente, ma una seconda occasione diventerebbe molto più difficile con l’avanzare del calendario politico.
FAQ
Quando è previsto il voto sul CLARITY Act?
Sì, il primo voto procedurale al Senato è programmato per il 15 settembre, dopo la mozione di cloture presentata da John Thune l’8 agosto.
Quali autorità vigilerebbero sulle criptovalute?
Sì, il testo assegna le commodity digitali alla CFTC, i contratti di investimento alla SEC e le stablecoin di pagamento al quadro GENIUS Act.
Chi ha partecipato al vertice di Trump?
Sì, erano presenti dirigenti di Coinbase, Robinhood, Gemini, Kraken, Ripple, Chainlink, NYSE, Nasdaq, CME Group, DTCC, SEC e CFTC.
Perché l’etica ostacola l’approvazione della legge?
Sì, sette negoziatori democratici contestano controlli ritenuti deboli: l’enforcement sarebbe affidato al Dipartimento di Giustizia e scadrebbe nel 2029.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della Redazione su numerose fonti, tra cui crypto.news, con supervisione umana prima della pubblicazione.
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