La notizia in sintesi
- Toshiba indica nelle tecnologie MAMR e HAMR le strade per superare i limiti della registrazione PMR.
- Un progetto a dodici dischi utilizza substrati in vetro per aumentare la capacità nel formato da 3,5 pollici.
- La combinazione di MAS-MAMR e SMR dovrebbe consentire hard disk da circa 40 TB con dodici dischi.
- Le previsioni per HAMR indicano capacità iniziali di 40-50 TB, con successive generazioni oltre 70 TB.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
“Toshiba S300 Surveillance – Festplatte – 6 TB – intern – 3.5″” (8.9 cm)”
Dysk serwerowy Toshiba S300 Surveillance 6 TB 3.5” SATA III (6 Gb/s) (HDWT860UZSVA) · Hard disk SATA da 3,5″ · Supporto fino a 64 videocamere
Hard disk da 50 TB e, nelle generazioni successive, oltre 70 TB: è la prospettiva delineata da Toshiba nell’analisi sull’evoluzione dell’archiviazione presentata il 15 ottobre 2026. A consentire l’aumento della capacità dovrebbero essere le tecnologie di registrazione assistita MAMR e HAMR, insieme alla possibilità di inserire più dischi nello stesso dispositivo. Non si tratta dell’annuncio di unità già disponibili con queste capacità, ma delle direzioni tecniche indicate per superare i limiti della registrazione magnetica perpendicolare, o PMR.
Secondo l’azienda, la capacità media degli HDD cresce di circa 2 TB all’anno. Proseguire su questa strada richiede però interventi sia sulla struttura meccanica sia sui materiali che conservano i dati. La PMR, impiegata negli ultimi vent’anni, incontra infatti un limite nella stabilità delle particelle magnetiche quando le loro dimensioni vengono ulteriormente ridotte.
Più piatti nello stesso formato
Una delle possibilità consiste nell’aumentare il numero di piatti all’interno degli hard disk da 3,5 pollici. L’impiego dell’elio ha consentito di passare da otto a nove dischi; la successiva riduzione dello spessore dei piatti, da 0,635 a 0,55 millimetri, ha permesso di arrivare a undici.
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Toshiba ha inoltre dimostrato la fattibilità di una configurazione a dodici dischi. In questo caso il passaggio decisivo riguarda il substrato: il vetro prende il posto dell’alluminio perché mantiene una maggiore stabilità meccanica anche quando lo spessore diminuisce. L’aumento dei piatti è una strada distinta, ma complementare, rispetto alla crescita della quantità di dati registrabili sulla loro superficie.
Perché la PMR incontra un limite fisico
Avvicinare bit e tracce ha consentito a lungo di incrementare la densità di registrazione. Particelle magnetiche troppo piccole, però, possono diventare instabili e cambiare stato quando il disco si scalda durante l’uso. Per conservare i dati servono quindi rivestimenti capaci di mantenere più saldamente la magnetizzazione, ossia materiali a maggiore coercività.
Questa caratteristica introduce un altro problema: la scrittura richiede un’energia magnetica superiore a quella fornibile dalle testine attuali senza ridurne l’altezza di volo sulla superficie. MAMR e HAMR affrontano l’ostacolo intervenendo temporaneamente sulle proprietà magnetiche dei rivestimenti in ferro-platino, così da diminuire l’energia necessaria a scrivere.

Le due tecnologie utilizzano strumenti diversi. MAMR ricorre alle microonde, mentre HAMR riscalda con un laser l’area sulla quale devono essere registrati i dati. Le prospettive di capacità dipendono tanto dall’efficacia di questi sistemi quanto dal numero di piatti presenti nell’unità.
Le previsioni per MAMR e HAMR
La variante FC-MAMR, già utilizzata, concentra il flusso magnetico attraverso un oscillatore a coppia di rotazione. Non intervenendo direttamente sul rivestimento, offre però incrementi di capacità limitati. La variante MAS-MAMR impiega invece un doppio oscillatore a coppia di spin nella testina, generando un campo a microonde più intenso e mirato all’area da scrivere.
Abbinata alla registrazione SMR, che secondo Toshiba beneficia di cache e algoritmi di caching più avanzati, MAS-MAMR dovrebbe consentire capacità di 32-33 TB nelle prossime unità a undici dischi. Con dodici piatti la previsione sale a circa 40 TB. Le dimensioni dell’oscillatore limitano tuttavia le possibilità di spingersi molto oltre questa soglia.
Per capacità superiori, l’analisi indica HAMR. Un diodo laser porta la zona di scrittura alla temperatura di Curie del materiale, oltre 400 °C, consentendo di modificarne la magnetizzazione con un campo più debole. La complessità riguarda soprattutto il deterioramento del laser nel tempo e le sollecitazioni termiche sui materiali.
Toshiba attribuisce comunque a HAMR livelli di affidabilità paragonabili a quelli delle precedenti generazioni di HDD, con un tempo medio al guasto stimato, o MTTF, di 2,5 milioni di ore per le unità enterprise. L’azienda indica anche un miglioramento del rapporto tra consumo energetico e terabyte archiviati.
Dean Edwards, General Manager Engineering & Technical Support di Toshiba Electronics Europe, descrive così le prospettive:
”Con dodici o più dischi e tecnologie di registrazione avanzate come MAMR e HAMR, si prevede che gli HDD continueranno a offrire capacità in costante aumento per molti anni, pur rimanendo il supporto di archiviazione più conveniente disponibile. La tecnologia PMR ha ormai raggiunto i propri limiti, ma questo non significa che la crescita della capacità degli hard disk si fermerà: MAMR e HAMR ci permetteranno di continuare ad aumentarla per molti anni ancora”
Per HAMR le capacità previste partono da circa 40-50 TB e superano i 70 TB nelle generazioni successive. L’ipotesi di oltrepassare i 100 TB è invece una prospettiva di lungo periodo attribuita ad alcuni esperti, non una capacità annunciata per un prodotto. Il percorso delineato combina dunque più piatti, nuovi rivestimenti e sistemi di scrittura assistita, senza indicare date di disponibilità per queste soglie.
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