La notizia in sintesi
- Ray-Ban Meta al centro di denunce, divieti giudiziari e critiche sui contenuti online.
- HateAid chiede verifiche penali sulla vendita degli occhiali intelligenti in Germania.
- I tribunali di Inghilterra e Galles vietano l’accesso con gli smart glasses.
- Meta rimuove contenuti molesti, ma alcuni video restano visibili sui social.
Riassunto generato con AI
Ray-Ban Meta sotto pressione in Europa
Ray-Ban Meta, gli occhiali intelligenti sviluppati da Meta con EssilorLuxottica, sono finiti nelle ultime ore al centro di nuove contestazioni tra Germania, Regno Unito e piattaforme social. A Francoforte, l’associazione per i diritti digitali HateAid ha depositato una denuncia contro soggetti coinvolti nella produzione e commercializzazione dei dispositivi, mentre i tribunali di Inghilterra e Galles ne hanno vietato l’ingresso per prevenire registrazioni o usi impropri.
Il caso riguarda videocamera, microfoni e assistente IA integrati nella montatura, funzioni che permettono di acquisire immagini, video e audio con comandi vocali o tramite pulsante. Il nodo è la riconoscibilità della registrazione: la luce frontale prevista da Meta dovrebbe segnalare l’attivazione della fotocamera, ma critici e autorità ritengono che non elimini tutti i rischi per privacy, consenso e corretto svolgimento delle attività giudiziarie.
La vicenda si amplia online, dove restano segnalazioni di video molesti realizzati con gli occhiali e pubblicati sui social nonostante gli interventi di moderazione annunciati dall’azienda.
Denuncia tedesca e divieto nei tribunali britannici
HateAid ha presentato l’esposto allo ZIT, l’ufficio centrale per il contrasto alla criminalità su Internet della procura generale di Francoforte. Nel mirino figurano dirigenti di Meta Platforms Technologies Ireland, Ray-Ban, Oakley e catene di vendita come Fielmann, Apollo Optik, Mister Spex e MediaMarkt. L’organizzazione ritiene che la vendita dei Ray-Ban Meta Wayfarer di seconda generazione possa entrare in conflitto con la normativa tedesca su apparecchi nascosti in oggetti di uso quotidiano, potenzialmente idonei a registrare persone inconsapevoli.
Non risultano incriminazioni: lo ZIT ha confermato una verifica preliminare per stabilire se vi siano elementi per aprire un’indagine. MediaMarkt ha dichiarato di prendere sul serio la questione e di richiedere il rispetto delle norme ai fornitori, mentre Mister Spex non aveva ricevuto comunicazioni ufficiali.
Nel Regno Unito, l’His Majesty’s Courts and Tribunal Service ha introdotto invece una misura già operativa: gli occhiali vengono ritirati all’ingresso dei tribunali di Inghilterra e Galles e restituiti all’uscita. Il provvedimento non vieta vendita o utilizzo nel resto del Paese e non coinvolge Scozia e Irlanda del Nord, che dispongono di sistemi giudiziari separati.
La differenza rispetto agli smartphone è nella minore evidenza del gesto di ripresa. Un precedente risale a gennaio 2026, quando davanti all’Alta Corte di Londra Laimonas Jakštys fu invitato dalla giudice Raquel Agnello a togliere gli occhiali: le verifiche indicarono un collegamento allo smartphone per ricevere suggerimenti durante il controinterrogatorio.
Moderazione social e fiducia ancora da consolidare
La pressione sui Ray-Ban Meta riguarda anche l’uso sui social. A metà luglio Adam Mosseri, responsabile di Instagram, aveva promesso la rimozione dei video di molestie girati con gli smart glasses; un mese dopo, vari contenuti analoghi risultavano ancora online, inclusi filmati associati al creator Colin Allen. Dopo segnalazioni dirette, Meta ha rimosso alcuni video, ma non tutti quelli realizzati con modalità simili.
La portavoce Tracy Clayton ha riferito della rimozione di migliaia di contenuti e della sospensione di diversi account per violazione delle regole sulle molestie. L’azienda ha inoltre bloccato alcune ricerche legate ai termini “rizz” e “cold approach” e ha attivato lo spegnimento automatico della fotocamera quando la spia luminosa viene manomessa.
La conseguenza più rilevante è regolatoria: il successo commerciale indicato da Mark Zuckerberg non risolve il problema della fiducia. Restrizioni in tribunali, locali e spazi sensibili mostrano che la diffusione degli smart glasses dipenderà anche dalla capacità di rendere visibile, verificabile e rispettoso il consenso di chi viene ripreso.
FAQ
Perché HateAid ha denunciato Ray-Ban Meta?
Sì: HateAid contesta la possibile violazione della normativa tedesca sulla registrazione nascosta tramite oggetti di uso quotidiano.
I Ray-Ban Meta sono vietati in tutto il Regno Unito?
No: il divieto riguarda gli edifici giudiziari di Inghilterra e Galles, non vendita e uso generale nel Paese.
Come segnala la registrazione la montatura?
Sì: una luce bianca frontale lampeggia per le foto e resta accesa durante la registrazione video, secondo la documentazione aziendale.
Meta ha rimosso i video molesti?
Sì: Meta dichiara migliaia di rimozioni e sospensioni, ma alcuni video analoghi risultavano ancora pubblicati dopo l’annuncio.
Come sono state verificate queste informazioni?
Sì: il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti, incluse TecnoAndroid e punto-informatico.it.
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