La notizia in sintesi
- SEC propone un quadro dedicato alle offerte di criptoasset negli Stati Uniti.
- Le esenzioni previste consentirebbero raccolte fino a 75 milioni di dollari.
- Il safe harbor definirebbe l’uscita di un token dal contratto d’investimento.
- I commenti pubblici sulla proposta scadono il 20 ottobre 2026.
Riassunto generato con AI
SEC, proposta una nuova disciplina per le offerte crypto
La U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) ha proposto negli Stati Uniti il Regulation Crypto Assets, un nuovo regime per le offerte di token che punta a chiarire quando un criptoasset possa cessare di essere collegato a un “investment contract”. Il testo, pubblicato il 18 agosto, resta una proposta e sarà aperto ai commenti fino al 20 ottobre 2026.
Il provvedimento interessa emittenti, investitori e autorità statali perché introdurrebbe esenzioni dalla registrazione previste dal Securities Act e un percorso formale per separare un token dalle promesse manageriali inizialmente associate alla sua vendita. Secondo FinanceFeeds, che aveva anticipato l’avvio della procedura il 13 agosto, la proposta è arrivata tramite voto scritto dopo l’annullamento della riunione della Commissione prevista per il 14 agosto.
Il nodo centrale non è una regolazione generale dei criptoasset, ma la disciplina del contratto d’investimento attraverso cui un token può essere offerto al momento dell’emissione. La SEC intende quindi formalizzare l’interpretazione diffusa nel marzo 2026: un asset digitale può essere venduto inizialmente nell’ambito di un investment contract e, in seguito, non esserlo più.
Le innovazioni piu' interessanti di tecnologia e scienza, dritte nella tua inbox.
Le esenzioni e il percorso per uscire dal contratto
Il Regulation Crypto Assets, lungo 402 pagine, aggiungerebbe la nuova Part 228 alle regole federali sui titoli. Le due principali esenzioni proposte sono una “startup exemption”, utilizzabile una sola volta per offerte fino a 5 milioni di dollari nell’arco di quattro anni, e una “fundraising exemption” fino a 75 milioni di dollari per ciascun periodo di dodici mesi.
In entrambi i casi, gli emittenti dovrebbero fornire informazioni narrative su governance, quantità e allocazione dei token e calendari di lockup, invece dei moduli finanziari societari standard. La soglia maggiore comporterebbe obblighi aggiuntivi: bilanci e rendicontazione continuativa. Restano integralmente applicabili le norme antifrode e anti-manipolazione, come ha sottolineato la commissaria Hester Peirce nella sua dichiarazione di sostegno.
L’elemento più rilevante è il safe harbor proposto. Un token potrebbe essere considerato non più soggetto a un investment contract se l’emittente ha completato o cessato definitivamente gli sforzi manageriali essenziali promessi, non intende formularne di nuovi e deposita una certificazione pubblica corredata da analisi.
La verifica, tuttavia, sarebbe legata ai fatti concreti. Rappresentazioni pubbliche su sviluppo, finanziamenti, tappe operative e tempistiche potrebbero essere considerate sforzi manageriali essenziali. Il meccanismo configurerebbe quindi un percorso documentato, non un’automatica trasformazione dello status giuridico del token.
La proposta prevede inoltre la prevalenza federale sui requisiti statali di registrazione e qualificazione per le offerte esenti, nonché per alcune operazioni sul mercato secondario. L’effetto deriverebbe dalla definizione di “qualified purchaser” ai sensi della Section 18 del Securities Act, rendendo queste offerte “covered securities”.
Preemption statale e consultazione, i punti destinati a cambiare
La limitazione dei poteri statali sulle cosiddette norme blue-sky è il punto più esposto a contestazioni. I regolatori locali hanno storicamente considerato tali competenze uno strumento essenziale di tutela degli investitori; per questo, durante la consultazione, potrebbero opporsi alla preemption federale e contestarla anche in sede giudiziaria.
La protezione sulle rivendite non sarebbe comunque permanente: dipenderebbe dal rispetto continuativo degli obblighi da parte dell’emittente e potrebbe decadere. La proposta non risolve inoltre il rapporto tra queste offerte e la registrazione di exchange, broker e dealer, questione che la SEC dichiara di voler continuare a esaminare.
Il voto scritto di Paul Atkins, Hester Peirce e Mark Uyeda, senza dissensi, riflette una Commissione interamente repubblicana dopo l’uscita di Caroline Crenshaw nel gennaio 2026. L’esito finale dipenderà ora soprattutto dai commenti entro il 20 ottobre e da un successivo voto di adozione.
FAQ
Quando scade la consultazione della SEC?
Sì. I commenti sul Regulation Crypto Assets devono essere presentati entro il 20 ottobre 2026.
La nuova disciplina è già in vigore?
No. La proposta non modifica oggi le regole sulle emissioni di token e richiede un successivo voto della SEC.
Qual è il limite della fundraising exemption?
Sì. L’esenzione per la raccolta fondi consentirebbe offerte fino a 75 milioni di dollari in ogni periodo di dodici mesi.
Quali obblighi restano applicabili agli emittenti?
Sì. Restano applicabili integralmente le disposizioni federali contro frodi e manipolazioni, anche nelle offerte esenti dalla registrazione.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì. Il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui FinanceFeeds.
Non perdere gli errori di prezzo clamorosi su Amazon!
Iscriviti al canale Telegram e ricevili in tempo reale






