La notizia in sintesi
- Commissione europea avvia la revisione del regolamento MiCA appena entrato pienamente in vigore.
- Nel mirino ci sono stablecoin estere, tokenizzazione di pagamenti, depositi e altri asset digitali.
- La spinta arriva anche dal nuovo quadro Usa dopo l’approvazione del GENIUS Act.
- Le modifiche potrebbero influire su operatori crypto e supervisione nell’Unione europea.
(Riassunto generato con AI)
La revisione di MiCA prende forma
La Commissione europea ha avviato una revisione formale del regolamento MiCA, il quadro Ue sui mercati delle cripto-attività, con l’obiettivo di colmare aree rimaste scoperte su stablecoin, tokenizzazione e nuovi strumenti digitali. Nelle ultime ore, più fonti hanno indicato che il riesame riguarda in particolare gli emittenti di stablecoin extra-Ue e l’eventuale estensione delle regole a pagamenti tokenizzati, depositi tokenizzati e altri asset rappresentati su blockchain.
Il dossier nasce in Europa, pochi giorni dopo la piena operatività del regime di licenze MiCA dal 1° luglio 2026, mentre negli Stati Uniti il nuovo GENIUS Act ha cambiato il contesto regolatorio internazionale.
Per Bruxelles, il punto centrale è evitare vuoti normativi e possibili arbitraggi tra giurisdizioni, in un mercato in cui stablecoin e prodotti tokenizzati stanno assumendo un peso crescente nel sistema finanziario.
Stablecoin estere e tokenizzazione al centro
Il nodo più sensibile riguarda il trattamento delle stablecoin emesse fuori dall’Unione. Secondo le fonti, i regolatori europei stanno valutando regimi di equivalenza per imporre standard comparabili a quelli MiCA agli operatori stranieri, oppure limitarne l’accesso al mercato europeo in caso di mancato allineamento. La questione interessa soprattutto le stablecoin denominate in dollari, già ampiamente diffuse tra utenti e piattaforme dell’area Ue.
Un secondo fronte è la tokenizzazione. MiCA disciplina già alcune categorie, come asset-referenced token ed e-money token, sottoposti a riserve, autorizzazioni e controlli più severi.
Restano però zone grigie per titoli tokenizzati, pagamenti tokenizzati e depositi tokenizzati, perché parte di questi strumenti ricade ancora sotto normative finanziarie tradizionali come MiFID II. Questa sovrapposizione crea incertezza giuridica proprio mentre il mercato accelera: una delle fonti segnala che le azioni tokenizzate on-chain hanno raggiunto un valore di circa 2,16 miliardi di dollari, con crescita mensile vicina al 45%.
La consultazione pubblica è già partita e servirà a raccogliere osservazioni su stablecoin, finanza decentralizzata e altre aree che potrebbero richiedere nuove regole. Le fonti concordano sul fatto che il processo possa tradursi in modifiche dal 2027, anche se riportano scadenze diverse sul termine della consultazione; per questo il dato puntuale non può essere considerato univoco. Sul piano operativo, il messaggio politico è chiaro: l’Ue non considera MiCA un punto d’arrivo, ma una base da aggiornare rapidamente.
Più controlli e impatti sugli operatori
La revisione arriva mentre molte imprese stanno ancora assorbendo il nuovo quadro autorizzativo. Una delle fonti indica che, a maggio 2026, solo il 17% delle società crypto europee aveva ottenuto la piena autorizzazione come Crypto-Asset Service Providers. Un allargamento del perimetro MiCA aggiungerebbe quindi nuova complessità, soprattutto per gli operatori internazionali senza una presenza locale strutturata.
In parallelo, ESMA ha annunciato controlli sulla resilienza operativa dei CASP autorizzati, con attenzione specifica ai rischi di custodia e alla protezione degli asset dei clienti.
La combinazione tra consultazione normativa e vigilanza più stretta segnala una fase nuova: non solo regole più ampie, ma anche verifica concreta su come gli intermediari gestiscono continuità operativa, sicurezza e tutela degli utenti. Per il mercato, la conseguenza potenziale è un accesso europeo più selettivo, ma anche una maggiore chiarezza per chi vuole offrire servizi crypto su scala continentale.
FAQ
Che cosa vuole cambiare la Commissione europea?
Sì, vuole riesaminare MiCA per includere aree oggi meno coperte, come stablecoin extra-Ue, pagamenti tokenizzati, depositi tokenizzati e altri asset digitali.
Perché il GENIUS Act pesa sul dossier europeo?
Sì, perché il nuovo quadro Usa sulle stablecoin ha modificato il contesto globale e spinto l’Ue a valutare rischi di arbitraggio regolatorio.
MiCA è già in vigore nell’Unione europea?
Sì, il regime di licenze è diventato pienamente operativo dal 1° luglio 2026 per le imprese che offrono servizi crypto nell’Ue.
Quale ruolo avrà ESMA nei prossimi mesi?
Sì, controllerà la resilienza operativa dei CASP autorizzati, con focus sui rischi legati alla custodia e alla salvaguardia degli asset dei clienti.
Su quali fonti è basata questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Crypto Briefing e crypto.news.




