La notizia in sintesi
- Il free flow elimina sbarre e caselli sulle tratte abilitate.
- Il pedaggio va saldato entro 15 giorni dal transito.
- Le sanzioni possono arrivare a 344 euro oltre al pedaggio.
- Attenzione ai messaggi fraudolenti che imitano i gestori.
Riassunto generato con AI
Free flow, come cambia il pedaggio autostradale
Il free flow, sistema di pedaggio senza sbarre adottato su alcune autostrade italiane, sostituisce il pagamento diretto al casello con il rilevamento elettronico del veicolo. La novità è già operativa in circa 200 chilometri della rete nazionale, soprattutto nel Nord Italia, dopo una diffusione consolidata in Paesi come Francia, Spagna e Portogallo. Il conducente transita senza fermarsi sotto portali dotati di telecamere e sensori, mentre il costo viene addebitato automaticamente oppure associato alla targa.
Il cambiamento riguarda chi percorre le tratte abilitate e non dispone di un dispositivo di pagamento automatico. In questi casi il pedaggio non viene richiesto sul posto, ma deve essere versato entro 15 giorni solari e consecutivi dal passaggio. Il modello punta a rendere più scorrevole il traffico, eliminando rallentamenti e barriere fisiche.
La semplificazione, tuttavia, richiede maggiore attenzione da parte degli automobilisti. Dimenticare la scadenza può infatti trasformare un pagamento ordinario in una procedura con costi aggiuntivi, recupero del credito e sanzioni amministrative.
Portali, targa e pagamento entro quindici giorni
Il funzionamento del free flow si basa su strutture metalliche installate sopra la carreggiata. Telecamere e sensori registrano il passaggio dei veicoli e consentono di calcolare l’importo dovuto in base al chilometraggio percorso. Per chi utilizza Telepass, UnipolMove o dispositivi di altri operatori, l’addebito del pedaggio avviene in automatico.
Chi non possiede un apparato elettronico viene invece identificato attraverso la targa. Il pagamento può essere effettuato mediante le applicazioni ufficiali dei gestori, i siti web dedicati oppure gli sportelli fisici abilitati. Il termine fissato è di 15 giorni solari consecutivi dalla data del transito.
Secondo quanto indicato da Repubblica, il sistema è attivo sulla A36 Pedemontana Lombarda, prima apripista italiana, sulla A33 Asti-Cuneo, sulle tangenziali di Como e Varese, rispettivamente A59 e A60, e sul raccordo Ospitaletto-Montichiari. L’estensione resta quindi circoscritta, ma mostra una trasformazione concreta delle modalità di riscossione autostradale.
Il passaggio da una barriera fisica a una scadenza digitale sposta la responsabilità sul guidatore. La targa diventa l’elemento centrale per associare il viaggio al pagamento, mentre l’assenza di una fermata al casello rende essenziale verificare subito la propria posizione.
Multe, punti patente e rischio truffe
Chi non versa il pedaggio entro i 15 giorni riceve prima un sollecito, con l’aggiunta delle spese di notifica e di recupero crediti. Se il pagamento resta insoluto, la pratica passa alla Polizia Stradale per la violazione dell’articolo 176 del Codice della Strada. La sanzione amministrativa indicata va da 87 a 344 euro, con decurtazione dei punti dalla patente e obbligo di saldare anche il pedaggio originario maggiorato.
La nuova procedura apre inoltre spazio a tentativi di frode tramite SMS ed email che simulano comunicazioni dei gestori. La precauzione indicata è non cliccare sui link ricevuti in messaggi informali: in caso di dubbio, è possibile usare i canali ufficiali o rivolgersi a uno sportello fisico per controllare la posizione.
FAQ
Che cos’è il free flow autostradale?
Sì, è un sistema di pedaggio che elimina sbarre e caselli, rilevando il transito tramite portali, telecamere e sensori installati sopra la carreggiata.
Entro quando va pagato il pedaggio?
Sì, il pagamento deve essere effettuato entro 15 giorni solari e consecutivi dal transito sulla tratta autostradale dotata di free flow.
Come paga chi non ha Telepass?
Sì, le telecamere rilevano la targa e calcolano l’importo. Il pagamento può avvenire su app ufficiali, siti dedicati o sportelli abilitati.
Quali sanzioni rischia chi non paga?
Sì, dopo il sollecito la sanzione può andare da 87 a 344 euro, con decurtazione punti e obbligo di pagare il pedaggio maggiorato.
Come è stata verificata questa informazione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui QuiFinanza.
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