La notizia in sintesi
- Datamoney.ch presenta sei sistemi agentici operativi: eseguono sequenze di attività sotto la direzione e il controllo umano.
- L’infrastruttura privata mantiene i dati nel perimetro aziendale del cliente.
- Il report esamina 77 realtà italiane e comprende la lettura integrale di 16 documenti ufficiali.
- L’analisi affronta gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act e la documentazione da conservare.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Dell Poweredge R640 8x SFF| 2x Intel Xeon Gold 6138 | 64 GB RAM | 2x 1.2 TB SAS | H730mini |iDRAC9 | 2x PSU (RICONDIZIONATO CERTIFICATO)
PROCESSORE: Dotato di 2x Intel Xeon Gold 6138 con socket FCLGA3647, velocità di 2.00 GHz, architettura a 20 core per processore che garantisce prestazioni elevate per carichi di lavoro intensivi · MEMORIA E STORAGE: 64GB di RAM DDR4 ECC REG installata, espandibile fino a 3000GB, con 2x hard disk SAS da 1.2TB per archiviazione affidabile e veloce in configurazione 8x SFF · CONTROLLER RAID: Equipaggiato con controller H730 MINI per gestione avanzata dello storage con supporto RAID, garantendo protezione dei dati e prestazioni ottimizzate
Un chatbot produce una risposta; un agente di intelligenza artificiale riceve un obiettivo, organizza le attività necessarie, le esegue in sequenza e restituisce il risultato, mantenendo la direzione e il controllo nelle mani di una persona. Su questa distinzione Datamoney.ch, società svizzera di Lugano che sviluppa sistemi agentici per le imprese, ha costruito il programma presentato il 9 ottobre 2026 alla Sala Stampa della Camera dei Deputati. Sei sistemi sono già operativi, con un’impostazione tecnica basata su infrastrutture private all’interno del perimetro del cliente.
Alla presentazione si è affiancato il report «Stati Generali della AI agentica italiana – Ver. 1.0», realizzato con Swiss Blockchain & AI Consortium. Il documento mette insieme l’esame delle dichiarazioni pubbliche delle organizzazioni italiane sull’AI e indicazioni sugli obblighi di trasparenza. Il tema riguarda quindi sia le capacità operative dei sistemi sia il modo in cui vengono identificati, controllati e documentati.
Sei applicazioni, dati nel perimetro aziendale
I sei sistemi già operativi sono: la redazione agentica, in funzione su testate online italiane tra cui assodigitale.it e lamiafinanza.it; la monetizzazione del traffico dei siti; la comunicazione e la generazione di contatti; il trading algoritmico, fornito come tecnologia a istituti già autorizzati; la formazione riservata al vertice aziendale; le campagne pubblicitarie in regia agentica.
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Il tratto comune è l’esecuzione di processi articolati, non la sola generazione di testo. La collocazione su infrastruttura privata è un altro elemento del progetto: i dati rimangono nell’ambiente aziendale del cliente. Questa architettura viene proposta insieme alla supervisione umana, con l’obiettivo di potenziare le attività delle persone e delle imprese.
Michele Ficara Manganelli, Direttore Esecutivo di Datamoney.ch, ha dichiarato:
«Il primo passo per mettersi in regola non è giuridico: è sapere che cosa si ha in casa»

Ficara Manganelli ha aggiunto:
«E quando un’azienda fa davvero questo inventario, si accorge quasi sempre di due cose: che i suoi dati più delicati viaggiano su server di altri, e che paga ogni singola parola elaborata dall’intelligenza artificiale. Riportare l’intelligenza artificiale dentro la propria sede è la conseguenza naturale di quella presa di coscienza: i dati restano in azienda, i costi diventano prevedibili e il controllo che l’AI Act chiede diventa possibile.»
Come sono stati analizzati i documenti
Il report, disponibile gratuitamente in PDF, conta 48 pagine. L’indagine ha preso in esame 77 realtà italiane, tra società quotate e non quotate, gruppi industriali, amministrazioni pubbliche e centrali di committenza. Le fonti sono documenti pubblicati e sottoscritti dalle organizzazioni: bilanci, piani industriali, comunicati ufficiali e bandi di gara.
Sedici documenti sono stati letti per intero. Il metodo comprende un doppio conteggio dei termini «intelligenza artificiale» e «agentico», verificando il contesto di ciascuna occorrenza. Ogni affermazione dell’analisi è ricondotta a un documento specifico, con data e fonte. Oggetto dell’analisi sono le dichiarazioni contenute nei documenti.
Il lavoro ha utilizzato agenti per raccogliere e confrontare informazioni provenienti da fonti istituzionali, documenti ufficiali e banche dati. Alla raccolta sono seguiti controlli di coerenza, attendibilità e pertinenza, prima della supervisione umana conclusiva.
Paolo Brambilla, Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e Of Counsel del Board di Datamoney, ha dichiarato: «Il giornalismo non teme l’intelligenza artificiale: teme di non saperla governare». Ha poi aggiunto: «Questo report dimostra che si può usarla per leggere decine di documenti ufficiali senza rinunciare a ciò che ci rende giornalisti: la verifica delle fonti e la responsabilità di ciò che si firma.»
Trasparenza e responsabilità come requisiti di progetto
Per distinguere strumenti spesso descritti con la stessa parola, il report propone cinque categorie: dal chatbot a regole, vincolato a percorsi prestabiliti, all’agente autonomo capace di pianificare ed eseguire attività. La soglia fra terzo e quarto livello identifica il passaggio dalla formulazione di suggerimenti all’azione su altri sistemi.
Il capitolo 10 affronta l’articolo 50 dell’AI Act e gli obblighi di trasparenza che il documento indica come applicabili dal 2 agosto 2026. Per i sistemi che interagiscono con le persone, il report attribuisce l’obbligo al fornitore, distinguendolo dal soggetto che li utilizza. Esamina inoltre i massimali sanzionatori e i documenti da conservare, inclusa la delibera interna che assegna le responsabilità.
La parte finale contiene una lista di controllo e una pagina staccabile con cinque domande da rivolgere al fornitore prima del contratto. L’adozione dell’AI agentica viene così legata a requisiti di progetto precisi: riconoscere le capacità del sistema, definire la supervisione, stabilire dove restano i dati e documentare le responsabilità.
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