La notizia in sintesi
- Open Fiber sviluppa mini data center distribuiti per abitazioni e imprese.
- I Data Edger puntano a elaborare dati più vicino agli utenti.
- Il progetto mira a contenere spazi, costi e consumi energetici.
- La sperimentazione coinvolge anche il mondo accademico per applicazioni AI.
Riassunto generato con AI
Open Fiber porta i Data Edger nelle case
Open Fiber punta a estendere il ruolo della rete FTTH con i Data Edger, micro data center pensati per portare capacità di elaborazione dei dati nelle abitazioni, nelle imprese e nei punti di presenza della rete. Il progetto, illustrato a Key4biz da Francesca Parasecolo, responsabile Engineering dell’azienda, e da Gianluigi Pezzuco, IoT security solution engineer, nasce per distribuire i consumi e la potenza di calcolo richiesta dall’intelligenza artificiale.
La soluzione si inserisce nella riflessione sull’evoluzione della fibra fino a casa: non più soltanto connettività ad alta velocità, ma infrastruttura capace di abilitare servizi digitali e calcolo di prossimità. L’obiettivo dichiarato è creare una rete diffusa di unità di elaborazione di dimensioni ridotte, collocate vicino a chi genera e utilizza i dati.
Secondo Open Fiber, questa architettura può risultare utile anche nelle aree prive di data center vicini, sfruttando le potenzialità della connettività FTTH. Il tema centrale è avvicinare il dato all’utente finale, riducendo la dipendenza da strutture centralizzate e aumentando la possibilità di gestione locale delle informazioni.
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“L’obiettivo è quello di spalmare i consumi dell’AI in una rete diffusa di micro-data center in casa della gente e dentro alle aziende”, ha dichiarato a Key4biz Francesca Parasecolo. Il progetto Data Edger, ha spiegato Gianluigi Pezzuco, è stato avviato tre anni prima che l’aumento del traffico dati e della domanda di calcolo legata all’AI assumesse l’attuale rilevanza.
Micro data center, calcolo locale e sovranità del dato
I Data Edger vengono descritti da Open Fiber come cluster di server grandi quanto una scatola di scarpe o una cassa musicale. Le unità possono essere collocate in un POP, negli edifici aziendali o, nella prospettiva indicata dall’azienda, direttamente nelle abitazioni degli utenti.
La riduzione delle dimensioni è associata a minori necessità di spazio, risorse energetiche e investimenti rispetto a data center tradizionali. Non vengono indicati nel progetto dati quantitativi sui consumi, sui costi o sulle prestazioni, ma il principio tecnico illustrato è quello della distribuzione della capacità elaborativa in una molteplicità di nodi piccoli.
“Il progetto dei Data Edger è partito tre anni fa, quando ancora l’aumento del traffico dati e della domanda di potenza di calcolo necessaria per gestire l’esplosione dell’Intelligenza Artificiale era di là da venire”, ha affermato Gianluigi Pezzuco. Il fine, ha aggiunto, è distribuire l’elaborazione dei dati tra molti data center a dimensioni e consumi ridotti, installabili presso persone e aziende.
Il modello proposto si distingue dal cloud computing centralizzato per la posizione fisica dell’elaborazione. “Il Cloud computing di per sé è una tecnologia che allontana i dati dagli utenti finali”, ha spiegato Pezzuco, mentre il Data Edger “riavvicina il dato all’utente finale” e lo mantiene sotto lo stesso tetto per una gestione domestica della sovranità digitale.
Questa impostazione viene collegata al tema della sovranità dei dati, già presente nel dibattito europeo sulla localizzazione e sul controllo delle informazioni dei cittadini dell’Unione. Nel caso descritto da Open Fiber, il livello di prossimità non sarebbe soltanto continentale o nazionale, ma potrebbe arrivare alla sede aziendale o domestica.
Francesca Parasecolo definisce i Data Edger “un’infrastruttura di micro-datacenter innovativa in termini di spazi occupati, di risorse energetiche ed economiche richieste per la sua realizzazione, con consumi contenuti”. L’azienda ha inoltre avviato una collaborazione con il mondo accademico per valutare l’utilizzo di queste infrastrutture in ambito AI e rendere più sostenibile il modello basato su data center distribuiti.
Il riferimento agli Stati Uniti riguarda la diffusione dell’idea di data center di prossimità, installati vicino ai centri abitati serviti. Open Fiber sostiene di voler spingere ulteriormente questa logica, riducendo dimensioni, costi e consumi per rendere l’infrastruttura collocabile presso l’utente finale.
L’analisi del progetto resta legata alla fase di sviluppo descritta dalla società: il valore potenziale dipenderà dalla capacità di trasformare il prototipo in una soluzione affidabile, installabile e gestibile per famiglie e imprese.
Dalla connettività ai servizi di calcolo distribuiti
La prospettiva indicata da Open Fiber è una soluzione chiavi in mano da installare presso l’utente, con la possibilità di conservare localmente i dati. In questa configurazione, la rete FTTH diventerebbe il supporto per servizi di calcolo avanzati oltre alla trasmissione della connettività.
Il Data Edger potrebbe assumere una funzione diffusa, paragonata dall’azienda a quella di un router domestico, ma con capacità di elaborazione aggiuntiva. La conseguenza più rilevante è il possibile spostamento di una parte delle attività digitali dal cloud remoto verso infrastrutture vicine a chi utilizza i servizi.
La collaborazione annunciata con gli atenei segnala che l’applicazione all’intelligenza artificiale è ancora un ambito di lavoro e sperimentazione. Per imprese e utenti, l’interesse del modello risiede nella combinazione tra fibra, calcolo locale e maggiore controllo sul percorso dei dati.
FAQ
Che cosa sono i Data Edger di Open Fiber?
Sono micro data center distribuiti, progettati per elaborare dati presso abitazioni, imprese o POP della rete FTTH.
Dove possono essere installati i Data Edger?
Nei POP, negli edifici aziendali e potenzialmente nelle abitazioni degli utenti, secondo il modello illustrato da Open Fiber.
Quale problema dell’intelligenza artificiale affrontano?
Mirano a distribuire consumi e capacità di calcolo richiesti dall’AI in numerosi nodi di dimensioni ridotte.
Come cambia la gestione dei dati?
Il dato può essere riavvicinato all’utente finale e mantenuto nella sede domestica o aziendale, anziché elaborato soltanto nel cloud remoto.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
L’analisi nasce da verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Key4biz, e ogni articolo passa dalla supervisione umana prima della pubblicazione.
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