Studio: l’algoritmo di X favorisce i post provocatori, soprattutto tra i democratici

19 Agosto 2026

19 Agosto 2026/Home/INTERNET/Studio: l’algoritmo di X favorisce i post provocatori, soprattutto tra i democratici

La notizia in sintesi

  • X avrebbe favorito contenuti provocatori rispetto ai post neutri.
  • La ricerca ha analizzato i feed di 715 utenti statunitensi.
  • Le risposte ai post peserebbero più dei semplici mi piace.
  • L’effetto emerge maggiormente tra utenti di orientamento democratico.

Riassunto generato con AI

Lo studio sull’algoritmo di X

X tenderebbe a proporre più spesso post polemici o provocatori, soprattutto agli utenti statunitensi che si dichiarano democratici: è il risultato di una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. Lo studio, riportato il 19 agosto 2026 da Agenzia ANSA e TecnoAndroid, ha esaminato i contenuti ricevuti da 715 partecipanti nelle sezioni Per te e Following del social network. L’obiettivo era verificare se il sistema di raccomandazione favorisca l’engagement anche quando nasce da disaccordo, indignazione o conflitto con i valori personali dichiarati dagli utenti.

Secondo i ricercatori, il meccanismo può trasformare una reazione critica in un segnale di interesse: chi risponde a un post per contestarlo può contribuire a farne aumentare la circolazione nel proprio feed. L’effetto osservato non dimostra che ogni contenuto controverso sia intenzionalmente promosso, ma indica una relazione tra le interazioni ricevute e l’amplificazione di messaggi percepiti come distanti dalle convinzioni individuali. Per la qualità del dibattito pubblico, il punto centrale è la capacità degli algoritmi di modellare l’esposizione quotidiana alle informazioni.

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Come è stata condotta la ricerca

I 715 cittadini statunitensi coinvolti hanno installato un’estensione del browser capace di raccogliere i post visualizzati nei due feed di X. Hanno inoltre compilato un questionario basato sulla teoria dei valori fondamentali di Schwartz, che organizza le convinzioni personali in 19 dimensioni, incluse tolleranza e dominanza, e hanno indicato il proprio orientamento politico. L’incrocio dei dati ha evidenziato una maggiore esposizione a contenuti con correlazione negativa rispetto ai valori morali e personali espressi dai partecipanti.

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Ziv Epstein, ricercatore di Stanford e autore dello studio, ha indicato che l’interesse del lavoro è comprendere il funzionamento dei sistemi di raccomandazione, spesso poco trasparenti per gli utenti. La variabile decisiva sarebbe il valore attribuito alle risposte sotto i post: pur rappresentando meno del 7% delle interazioni complessive, le reply sarebbero trattate come un segnale più forte dei like. Ne deriverebbe un ciclo in cui un commento di protesta induce il sistema a proporre altri contenuti simili, alimentando ulteriori reazioni.

La maggiore incidenza tra gli utenti democratici resta senza una spiegazione definitiva. Gli autori richiamano due ipotesi: una possibile prevalenza di messaggi conservatori sulla piattaforma oppure una maggiore propensione degli utenti democratici a rispondere ai post contrari alle proprie idee. Entrambe le letture, tuttavia, vengono presentate come possibilità e non come conclusioni dimostrate dalla ricerca.

L’aggiornamento dichiarato da X

X non ha diffuso una risposta formale allo studio, ma è intervenuto Nikita Bier, ex responsabile prodotto della società. Il 18 agosto 2026 Bier ha affermato che l’algoritmo era già stato modificato dopo il periodo di raccolta dei dati, riconoscendo nel predittore delle risposte un fattore rilevante nella diffusione di contenuti capaci di suscitare rabbia. Secondo Bier, l’azienda ha dato un peso 15 volte superiore al predittore delle reply quando il post proviene da un contatto già seguito.

La modifica, adottata il mese precedente al suo intervento, avrebbe ridotto il ragebait di un ordine di grandezza. Il dato è una valutazione attribuita a Bier e non un risultato della ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. Resta quindi aperto il tema della verifica indipendente sugli effetti reali degli aggiornamenti dei sistemi di raccomandazione.

FAQ

Quanti utenti ha analizzato lo studio?

Sì, la ricerca ha analizzato i feed di 715 cittadini statunitensi che utilizzavano un’estensione del browser per raccogliere i contenuti mostrati da X.

Quali feed di X sono stati esaminati?

Sì, sono state raccolte le pubblicazioni mostrate nelle sezioni Per te e Following, per confrontare l’esposizione degli utenti con i rispettivi valori dichiarati.

Perché le risposte aumentano il ragebait?

Sì, il sistema interpreta le reply come un forte segnale di interesse, anche quando esprimono dissenso, e può quindi proporre altri contenuti capaci di generare discussione.

Lo studio indica un effetto politico?

Sì, l’effetto risulta più evidente tra gli utenti di orientamento democratico, ma le possibili cause indicate dai ricercatori non sono state ancora verificate.

Su quali fonti si basa questa analisi?

Sì, il contenuto deriva da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Agenzia ANSA e TecnoAndroid, inclusa la firma di Ilenia Violante.

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