La notizia in sintesi
- Codice della strada: la bozza elimina il rincaro semestrale del 10% sulle multe insolute.
- Il recupero dovrebbe essere preceduto obbligatoriamente da un avviso bonario di trenta giorni.
- Resterebbero dovuti sanzione ricalcolata e costi accessori di notifica, istruttoria e riscossione.
- La rateizzazione figura tra le possibili novità della riforma.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Stop ai rincari semestrali sulle multe
La riforma del Codice della strada, descritta nella ricostruzione di Federico Garau, prevede l’eliminazione della maggiorazione semestrale del 10% sulle multe non pagate. La misura compare nella bozza della nuova riforma, riferita il 13 settembre 2026, e riguarda in tutta Italia i destinatari di contravvenzioni oltre sessanta giorni dalla notifica. L’intervento punta a impedire che il debito aumenti progressivamente durante l’insolvenza, pur lasciando dovuti importo ricalcolato e costi di procedura.
Se il testo sarà approvato senza modifiche, gli enti locali dovranno precedere il recupero con un avviso bonario, contenente somme, addebiti e termine di trenta giorni prima della cartella esattoriale.
Come cambierebbe il recupero delle sanzioni
Il meccanismo vigente stabilisce che, trascorsi sessanta giorni dalla notifica, la sanzione sia ricalcolata sulla metà del limite massimo previsto per quella violazione, sottraendo gli importi già pagati. Se il debito permane, l’ente creditore affida il recupero a un’agenzia specializzata e, oltre alle spese di notifica e procedura, applica la maggiorazione contestata del 10% ogni sei mesi. Una norma del 2024 ha tuttavia fissato un limite: le maggiorazioni complessive non possono superare il 60% della sanzione.
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Nella bozza l’abolizione dell’aggravio non cancella l’obbligo principale: in caso di insolvenza resterebbero dovuti la contravvenzione ricalcolata al doppio della cifra base e le spese accessorie per istruttoria, notifiche ed eventuale riscossione. Il cambiamento ridurrebbe la crescita automatica dell’esposizione, trasferendo sulle amministrazioni locali l’esigenza di attivare più rapidamente le procedure. L’avviso bonario diventerebbe un passaggio obbligatorio prima del recupero e dovrebbe indicare importo, voci addebitate e avvertimento sulla cartella esattoriale qualora il versamento non arrivi entro trenta giorni.
Tra le possibili novità figura anche la rateizzazione dell’importo dovuto dal cittadino per chi resta insolvente.
L’avviso bonario prima della cartella
Il punto più concreto della riforma non è soltanto il taglio della maggiorazione: è la sequenza obbligata che precede la riscossione. Con l’avviso bonario, il destinatario avrebbe trenta giorni per conoscere esattamente quanto deve e regolarizzare la posizione prima della cartella. L’effetto futuro dipenderà dall’approvazione del testo senza ulteriori modifiche e dall’eventuale introduzione della rateizzazione.
Fino ad allora, il limite del 60% alle maggiorazioni, previsto dalla norma del 2024, resta la tutela indicata per contenere l’aumento delle somme.
FAQ
Quando viene applicato il ricalcolo della multa?
Dopo sessanta giorni dalla notifica senza pagamento, la sanzione viene ricalcolata sulla metà del limite massimo previsto, sottraendo quanto già versato.
Quale maggiorazione verrebbe abolita?
La bozza elimina l’aumento del 10% che scatta ogni sei mesi durante la morosità, previsto oltre alle spese procedurali.
Che cosa conterrà l’avviso bonario?
L’avviso dovrà indicare la somma da versare, il dettaglio degli addebiti e l’avvertimento della cartella esattoriale dopo trenta giorni.
È prevista la rateizzazione delle multe?
La rateizzazione figura tra le novità che potrebbero essere introdotte dalla riforma, senza ulteriori condizioni specificate nel testo disponibile.
Quali fonti sono state utilizzate?
Le informazioni nascono dall’analisi accurata di fonti stampa ufficiali, principali agenzie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, e ulteriori fonti giornalistiche qualificate, rielaborate dalla Redazione con intervento e supervisione umana.
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