La notizia in sintesi
- Cloudflare introduce controlli separati per ricerca, addestramento AI e agenti AI.
- Apple, Google e Microsoft ricevono la designazione Accountable per i crawler.
- I siti pubblicitari avranno l’addestramento AI disabilitato nelle impostazioni consigliate.
- L’azienda punta a un pannello unico per gestire i riepiloghi AI.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Cloudflare ha annunciato nuovi strumenti per consentire ai proprietari di siti web di distinguere l’accesso dei crawler destinati alla ricerca da quello usato per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. La novità, presentata il 16 settembre 2026, introduce anche la designazione “Accountable” per gli operatori che offrono o si impegnano a offrire controlli specifici sull’uso dei contenuti.
La società ha indicato Apple, Google e Microsoft tra gli operatori classificati come Accountable. Secondo Cloudflare, queste aziende hanno dimostrato di rispettare i criteri fissati oppure hanno comunicato tempistiche precise per adeguarsi. I crawler a uso misto che non offrono controlli equivalenti potranno invece essere bloccati dai siti che scelgono di impedire l’addestramento AI.
La misura riguarda i crawler che raccolgono pagine sia per i risultati dei motori di ricerca sia per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. Sulla rete Cloudflare, questa categoria costituisce il 36,6% del traffico verificato dei crawler, secondo i dati comunicati dall’azienda. Il comunicato segnala inoltre che meno dell’1% dei proprietari di siti blocca i crawler dei motori di ricerca, mentre il 17% limita l’uso dei contenuti per l’addestramento AI.
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Tre impostazioni separate per il crawling
Il precedente comando “Block AI Bots” sarà sostituito da tre preferenze indipendenti: una dedicata alla ricerca, una all’addestramento dei modelli AI e una agli agenti AI. L’obiettivo dichiarato è permettere ai siti di restare indicizzati nei risultati di ricerca senza necessariamente autorizzare l’impiego delle loro pagine per l’addestramento.
Per i nuovi siti che usano Cloudflare saranno disponibili configurazioni consigliate differenziate. Nei siti sostenuti dalla pubblicità, il crawling per la ricerca sarà attivo, quello per l’addestramento AI disabilitato e gli agenti AI bloccati nelle pagine che ospitano inserzioni. Per gli altri siti, le tre forme di accesso risulteranno invece consentite nelle impostazioni iniziali.
Cloudflare sostituirà inoltre “Managed Robots.txt” con “Bot Preference Sync”, funzione che consentirà di impostare una sola volta le preferenze di crawling e applicarle ai crawler supportati. I clienti potranno comunque modificare successivamente le opzioni.
“È così che rendiamo Internet migliore: preservando l’apertura che rende la ricerca utile, dando al contempo alle persone e alle aziende che stanno alla base del web un controllo concreto sulle modalità con cui il loro lavoro viene utilizzato”, ha dichiarato Matthew Prince, co-fondatore e CEO di Cloudflare. “Non vediamo l’ora di continuare a collaborare con aziende come Apple, Google e Microsoft per lavorare insieme alla costruzione di un ecosistema sano.”
I criteri per la designazione Accountable
La designazione introdotta da Cloudflare richiede agli operatori di offrire, o di impegnarsi a introdurre entro date definite, quattro strumenti: la rinuncia all’addestramento AI tramite robots.txt o standard equivalenti; la possibilità di escludere i contenuti dai riepiloghi di ricerca generati dall’AI; dati sull’uso dei contenuti a livello di URL; la conferma pubblica che il rifiuto dell’addestramento non influirà sul posizionamento nella ricerca tradizionale.
Google, in particolare, mette a disposizione Google-Extended, controllo che consente ai siti di rifiutare l’addestramento mantenendo l’accesso alla ricerca. L’azienda ha inoltre annunciato nuovi strumenti per i proprietari di siti destinati alla gestione dell’AI nella ricerca. Cloudflare sostiene che altri operatori usino già crawler distinti per ricerca e addestramento, rendendo possibile bloccare la seconda attività senza effetti sulla prima.
L’elenco degli operatori considerati conformi è pubblicato nella sezione AI Insights di Cloudflare Radar. La società, che propone servizi di connectivity cloud, partecipa anche ai lavori IETF sulla specifica “ai-prefs”, pensata per definire preferenze standardizzate e trasferibili sull’accesso dei sistemi AI ai contenuti web.
Il prossimo obiettivo: i riepiloghi generati dall’AI
Cloudflare indica come prossimo passaggio i riepiloghi prodotti dall’intelligenza artificiale nei servizi di ricerca. Per ottenere o mantenere la designazione Accountable, ogni operatore dovrà permettere ai proprietari dei siti di rinunciare a questi riepiloghi. Attualmente la scelta va configurata separatamente per ogni piattaforma.
L’azienda punta, entro l’inizio del prossimo anno, a riunire in un solo punto il controllo sulla quota di contenuti inclusa nelle risposte e nei riepiloghi AI. Ulteriori dettagli sono disponibili nel blog dedicato ai crawler a uso misto e nell’analisi sull’Internet agentico.
I dati sulle tendenze della rete sono consultabili su Cloudflare Radar, mentre aggiornamenti e approfondimenti vengono pubblicati sul blog di Cloudflare e sul profilo LinkedIn dell’azienda.
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FAQ
Quali nuovi controlli introduce Cloudflare?
Tre preferenze separate regolano il crawling per ricerca, addestramento dell’AI e agenti AI, sostituendo l’interruttore unico “Block AI Bots”.
Quali aziende sono designate Accountable?
Apple, Google e Microsoft sono indicate da Cloudflare come operatori che soddisfano i criteri richiesti o hanno fornito tempistiche specifiche per farlo.
Cosa accade ai siti sostenuti dalla pubblicità?
Le impostazioni consigliate mantengono attiva la ricerca, disabilitano l’addestramento AI e bloccano gli agenti AI sulle pagine che ospitano pubblicità.
Quando arriverà il controllo unico sui riepiloghi AI?
L’obiettivo dichiarato da Cloudflare è offrire entro l’inizio del prossimo anno un punto unico per controllare l’inclusione dei contenuti.
Su quale fonte si basa questo articolo?
Il contenuto si basa sul comunicato ufficiale diffuso dall’azienda, verificato e riscritto in forma giornalistica dalla nostra Redazione, con supervisione umana prima della pubblicazione.
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