La notizia in sintesi
- Cina: bozza del codice stradale con norme dedicate ai veicoli autonomi.
- La responsabilità delle infrazioni può ricadere su produttori o importatori.
- Robotaxi senza conducente operano già in città come Pechino, Wuhan e Shenzhen.
- Incidenti e guasti rafforzano l’esigenza di regole sulla sicurezza.
Riassunto generato con AI
Cina, regole per auto autonome
La Cina ha presentato una bozza di revisione della legge sulla sicurezza stradale che introduce, per la prima volta, una disciplina specifica per le auto a guida autonoma. Il testo è stato esaminato nelle riunioni del Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo, massimo organo legislativo del Paese, con l’obiettivo di regolare una tecnologia già impiegata su strada da robotaxi e veicoli intelligenti.
La riforma interviene mentre Pechino consolida la propria posizione nell’industria delle auto elettriche, delle batterie e dei sistemi di guida automatizzata. La legge vigente risale al 2004, una fase in cui i veicoli autonomi non erano ancora una realtà commerciale e il settore cinese dell’auto a nuova energia non aveva l’attuale centralità industriale.
La bozza, articolata in nove capitoli e 170 articoli, dedica un’intera sezione alle “Disposizioni speciali per i veicoli autonomi”. Il punto centrale è la distinzione giuridica fra un mezzo che guida effettivamente da solo e un’auto dotata di assistenza alla guida, nella quale il conducente conserva il controllo e gli obblighi di vigilanza.
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Lo Stato intende sostenere sperimentazione, applicazioni dimostrative e circolazione dei veicoli autonomi secondo criteri di sicurezza e standardizzazione. La scelta risponde alla necessità di accompagnare il passaggio dai test circoscritti alle attività commerciali, definendo responsabilità, accesso alle strade pubbliche e copertura assicurativa.
Responsabilità, test e mercato dei robotaxi
La revisione proposta dalla Cina stabilisce che, quando un’infrazione avviene con la funzione di guida autonoma attivata, il procedimento ricade sul produttore o sull’importatore. Se invece la funzione non è inserita, oppure il veicolo dispone soltanto di sistemi di assistenza, restano applicabili le regole previste per le automobili convenzionali.
Il confine è coerente con lo standard obbligatorio approvato a Pechino a giugno per i sistemi combinati di assistenza alla guida: anche con la funzione attiva, il conducente deve osservare il traffico e mantenere il controllo del mezzo. Nel febbraio 2026, la Corte Suprema del Popolo ha confermato che l’utilizzatore di un sistema di assistenza resta responsabile della conduzione, anche se aggira i controlli e lascia materialmente il posto di guida.
Il percorso previsto è graduale: circuito chiuso, strada con safety driver, strada senza safety driver, applicazione dimostrativa e infine servizio pilota. L’avanzamento dipende dai risultati accumulati, inclusi i chilometri percorsi in autonomia, gli interventi umani, la copertura delle aree di test, gli incidenti e la gestione delle emergenze.
Il quadro normativo rincorre un comparto già attivo. Oltre 50 città cinesi hanno adottato politiche dedicate alla sperimentazione e alle applicazioni dimostrative; robotaxi completamente senza conducente circolano in aree designate di Pechino, Chongqing, Wuhan e Shenzhen. Tra gli operatori principali figurano Baidu, Pony.ai e WeRide.
Apollo Go di Baidu opera in più città. Pony.ai possiede licenze commerciali per robotaxi totalmente autonomi a Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, e dichiara oltre 55 milioni di chilometri di guida autonoma accumulati. Il suo amministratore delegato, James Peng, ha indicato circa 50 mila veicoli come soglia per ricavi capaci di coprire ricerca e sviluppo.
WeRide gestisce circa 1.400 veicoli nel mondo, con attività anche negli Emirati Arabi Uniti e a Singapore, oltre a permessi operativi in sette Paesi. Secondo Goldman Sachs, il mercato cinese dei robotaxi potrebbe passare da 54 milioni di dollari nel 2025 a 12 miliardi nel 2030 e 47 miliardi nel 2035.
Sicurezza e obblighi di segnalazione
L’espansione dei robotaxi ha evidenziato anche criticità operative. Nel luglio 2024, a Wuhan, un robotaxi Apollo Go senza conducente ha investito un pedone; secondo l’azienda, il veicolo aveva il semaforo verde e il pedone attraversava con il rosso. La persona è stata trasportata in ospedale.
Nella stessa città, il 31 marzo un guasto di sistema ha fermato simultaneamente oltre cento robotaxi Apollo Go, alcuni sulle carreggiate e sulle sopraelevate. Non sono stati segnalati feriti, ma è stato necessario l’intervento della polizia e, nelle settimane seguenti, è stata riportata una temporanea sospensione delle nuove autorizzazioni.
Nel maggio 2025, a Pechino, un robotaxi Pony.ai senza passeggeri ha effettuato un arresto di emergenza dopo un’anomalia e ha poi preso fuoco, senza feriti. Dal 2025 i produttori devono segnalare gli incidenti durante l’uso dei sistemi combinati entro 48 ore, ridotte a 24 in caso di morti, feriti o forte impatto sociale.
Nel 2026 è stato inoltre avviato uno standard nazionale per uniformare segnalazione e valutazione della sicurezza dei veicoli intelligenti connessi. La riforma punta quindi a rendere più netta la separazione tra assistenza alla guida e autonomia effettiva, spostando di conseguenza anche il peso delle responsabilità.
FAQ
Cosa prevede la bozza cinese?
Sì: prevede norme per accesso stradale, assicurazione, sperimentazione e responsabilità dei veicoli a guida autonoma.
Chi risponde delle infrazioni autonome?
Sì: con guida autonoma attivata, il procedimento ricade sul produttore o sull’importatore del veicolo.
Dove circolano i robotaxi cinesi?
Sì: robotaxi driverless operano in aree designate di Pechino, Chongqing, Wuhan e Shenzhen.
Il conducente resta responsabile?
Sì: per i sistemi di assistenza il conducente deve controllare il traffico e resta responsabile della conduzione.
Come è stata verificata questa analisi?
Sì: nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della Redazione su numerose fonti, tra cui la Repubblica, con supervisione umana prima della pubblicazione.
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