Uso dell’IA nelle imprese italiane al 32%, ma cresce il divario

29 Agosto 2026

29 Agosto 2026/Home/AI INTELLIGENZA ARTIFICIALE/Uso dell’IA nelle imprese italiane al 32%, ma cresce il divario

La notizia in sintesi

  • Banca d’Italia: il 32% delle grandi imprese usa strumenti avanzati di AI.
  • L’adozione intensiva resta limitata al 5% delle aziende italiane.
  • Piccole imprese frenate da fondi, infrastrutture, competenze e incertezza normativa.
  • Entro il 2030 l’automazione potrebbe sbloccare 196 miliardi di dollari.

Riassunto generato con AI

Offerta Amazon
Offerta a tempoi
Offerta valida fino a esaurimento scorte. Alla promozione mancano 5 giorni.

Comulytic Note Pro Registratore Vocale AI con Trascrizione Illimitata

【Trascrizione Illimitata nel Piano Starter】 Questo registratore vocale con trascrizione offre trascrizione illimitata (in 113 lingue) e riassunti di base completamente gratuiti (0 €/mese). Per esigenze più avanzate, come analisi approfondite, è disponibile un piano Premium opzionale. · 【Intelligente Assistente AI per Ufficio】 Più di un semplice registratore vocale: l’AI integrata struttura automaticamente i tuoi contenuti. Crea riassunti precisi delle riunioni e liste di attività (To-Do), connettendosi perfettamente con Notion, Slack o Google Drive. · 【Sincronizzazione Wi-Fi 10× più Veloce & 64 GB】 Addio ai trasferimenti lenti. Questo registratore con trascrizione sincronizza 1 ora di registrazione con l’app in soli 30 secondi grazie al Wi-Fi ad alta velocità. I 64 GB di memoria offrono spazio per circa 2000 ore di registrazioni audio.

SCONTO -33%114,02 €
Prezzo consigliato: 169,99 €
RISPARMI 55,97 €
⏳ Alla promozione mancano 5 giorni

Acquista su Amazon

✨ Offerta generata dalla Agentic AI di Datamoney.ch · link affiliato Amazon

Intelligenza artificiale, crescita diseguale nelle imprese italiane

L’intelligenza artificiale sta ridisegnando il sistema produttivo italiano, ma l’adozione procede con ritmi molto diversi tra grandi gruppi e piccole aziende. Secondo un’analisi della Banca d’Italia, richiamata anche da ANSA e nell’approfondimento di Fabrizio Goria per La Stampa, la quota delle imprese che utilizza strumenti avanzati è arrivata al 32% all’inizio del 2026. L’impiego intensivo degli algoritmi nei processi aziendali, tuttavia, riguarda soltanto il 5% delle realtà considerate.

#Assodigitale · su Google
Seguici su Google e non perdere nulla
Aggiungi Assodigitale alle tue fonti preferite su Discover e segui il nostro profilo Google: le notizie di tecnologia, intelligenza artificiale e criptovalute ti arrivano direttamente sul telefono.
Seguici su

Il divario dipende dalla capacità di investire in tecnologie, dati, sicurezza e personale qualificato. Le grandi società possono creare strutture interne dedicate ai modelli predittivi e generativi, mentre molte imprese minori incontrano ostacoli finanziari e organizzativi. La questione riguarda produttività, competitività e tenuta del patrimonio imprenditoriale italiano, composto in larga misura da aziende di dimensione contenuta.

La modernizzazione offre prospettive economiche rilevanti, ma rischia di ampliare diseguaglianze già presenti nel tessuto produttivo. Il confronto non è soltanto tecnologico: riguarda la disponibilità di competenze, il coordinamento tra soggetti pubblici e privati e la capacità di tradurre l’efficienza digitale in risultati concreti. Per questo la diffusione dell’AI viene considerata un passaggio decisivo per la crescita, ma anche un banco di prova per le politiche industriali.

Non perdere le notizie che contano

Le innovazioni piu' interessanti di tecnologia e scienza, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di assodigitale

Dati, lavoro e ostacoli alla diffusione

Il potenziale economico dell’automazione spiega l’accelerazione degli investimenti. Il McKinsey Global Institute stima in 196 miliardi di dollari il valore che l’automazione potrebbe sbloccare in Italia entro il 2030, mentre il 60% delle ore di lavoro attuali risulta teoricamente automatizzabile. Questi dati non equivalgono a una sostituzione integrale delle persone, ma indicano l’ampiezza delle attività che possono essere trasformate dagli strumenti digitali.

La Banca d’Italia ha calcolato circa 15 milioni di lavoratori esposti all’impatto dell’intelligenza artificiale, precisando che «solo 4,75 milioni siano soggetti al rischio potenziale di spiazzamento». Il quadro delineato da McKinsey segnala inoltre che l’87% delle competenze umane attuali sopravvivrà ai cambiamenti prodotti dalle macchine. La trasformazione del lavoro appare quindi legata soprattutto alla modifica delle mansioni e alla richiesta di nuove abilità digitali.

I ruoli che richiedono competenze connesse all’AI sono passati da 320 mila nel 2023 a 720 mila nel 2025. La crescita della domanda, però, mette in evidenza una carenza di specialisti capace di rallentare progetti e investimenti. La dirigenza di Natuzzi, nel rapporto Anitec-Assinform realizzato con il Politecnico di Torino, rileva che «una grande professionalità che in questo momento sento molto che manca in azienda e di cui l’azienda ha bisogno è proprio quella dei data scientist».

Le difficoltà non riguardano soltanto il personale. I dirigenti del gruppo Kuvera descrivono «molto scollamento in termini di stakeholder», con soggetti diversi che operano come piccole isole prive di collegamento. La lettura evidenzia un limite di sistema: l’adozione dell’AI richiede collaborazione tra imprese, fornitori tecnologici, formazione e istituzioni, non la sola disponibilità di software.

Nei comparti più regolati, il problema assume una dimensione ulteriore. Un’indagine dell’Ocse indica che «l’incertezza normativa e il potenziale disallineamento delle regole sono i vincoli più citati» nell’implementazione dell’AI nei servizi bancari e assicurativi italiani. Finanza e credito devono infatti conciliare innovazione, protocolli di sicurezza e rispetto delle norme.

Anche manifattura, industria pesante e filiere strategiche registrano criticità legate alla flessibilità fisica dei processi e alla gestione dei dati. I dirigenti di Fincantieri richiamano, per il settore navale e militare, il tema della protezione delle informazioni e della proprietà intellettuale. La loro sintesi è netta: «l’elefante nella stanza è il tema della sicurezza e della protezione della proprietà intellettuale».

La sfida delle politiche pubbliche

La dimensione aziendale resta il principale fattore che separa chi riesce a sperimentare dall’impresa costretta a rinviare. I grandi gruppi del credito e dell’industria dispongono di risorse per costruire centri di competenza e addestrare modelli, mentre le realtà minori devono affrontare contemporaneamente carenza di fondi, infrastrutture e figure professionali. Gli analisti di Morgan Stanley definiscono questa condizione «un problema di breve, medio e lungo periodo».

Per il Gruppo Veronesi, il percorso utile deve portare «l’efficienza che diventa efficacia, che diventa valore», evitando che i benefici restino concentrati in pochi grandi operatori. Gli economisti della Banca d’Italia ritengono giustificato l’intervento pubblico quando serve a rimuovere ostacoli informativi e organizzativi. La prospettiva richiamata dal governatore Fabio Panetta è integrare capitale umano e innovazione senza disperdere la base imprenditoriale nazionale.

Il risultato della transizione dipenderà quindi dalla possibilità di rendere accessibili competenze, reti e strumenti anche alle imprese che non possiedono strutture digitali interne. Senza questo passaggio, la crescita dell’AI potrebbe rafforzare la distanza tra aziende già attrezzate e realtà tradizionali. La tecnologia può aumentare la produttività, ma il suo impatto sarà determinato dalle condizioni concrete della sua diffusione.

FAQ

Quante imprese italiane usano strumenti avanzati di AI?

Il 32% delle imprese italiane considerate dalla Banca d’Italia utilizzava strumenti avanzati all’inizio del 2026.

Quanto è diffuso l’uso intensivo degli algoritmi?

Il 5% delle imprese adotta algoritmi in modo intensivo nei propri processi aziendali, secondo l’analisi della Banca d’Italia.

Quanti lavoratori sono esposti all’intelligenza artificiale?

Circa 15 milioni di lavoratori risultano esposti all’impatto dell’AI; 4,75 milioni sono soggetti a potenziale rischio di spiazzamento.

Quali competenze mancano maggiormente alle imprese?

I data scientist sono indicati da Natuzzi come professionalità necessarie e difficili da reperire per sostenere la transizione operativa.

Come è stato verificato questo contenuto?

L’analisi nasce da verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui La Stampa, e passa sempre dalla supervisione umana prima della pubblicazione.

Non perdere gli errori di prezzo clamorosi su Amazon!

Iscriviti al canale Telegram e ricevili in tempo reale

Guide agli acquisti su Amazon

Vedi tutte le guide agli acquisti su Amazon

Le notizie più lette

#1
AI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Xiaomi svela AI Cube, mini PC per modelli locali fino a 120 miliardi
di Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭
#2
FINTECH
Durigon: pensione a 64 anni con il calcolo interamente contributivo
di Redazione Assodigitale
#3
PRODOTTI
Sennheiser presenta MOMENTUM True Wireless 5 con batterie sostituibili e Bluetooth 6.0
di Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭
#4
AI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La Commissione Ue presenta il piano d’azione su cybersicurezza e intelligenza artificiale
di Redazione Assodigitale
#5
FINTECH
Manovra, la maggioranza punta alla detassazione delle tredicesime
di Redazione Assodigitale
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Redazione Assodigitale Avatar

Redazione Assodigitale

La Redazione di Assodigitale

Il team editoriale di Assodigitale coordina la pubblicazione di notizie, analisi e approfondimenti quotidiani dal mondo dell'innovazione, della tecnologia e dei mercati digitali.

Questo account raccoglie i contributi storici della testata, i comunicati stampa certificati e le inchieste collettive curate dai nostri giornalisti e analisti.

Fondata per esplorare l'impatto della trasformazione digitale sulla società e sull'economia, la Redazione di Assodigitale si impegna a fornire un'informazione accurata, indipendente e verificata, seguendo rigorosi standard deontologici e di fact-checking per garantire ai lettori una visione chiara ed esperta del futuro tecnologico."

Per tutte le vostre esigenze editoriali e per proporci progetti speciali di Branded Content oppure per inviare alla redazione prodotti per recensioni e prove tecniche potete contattarci direttamente scrivendo alla redazione : CLICCA QUI

Areas of Expertise: Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing