La notizia in sintesi
- Meta testa robot per manutenzione e gestione dei propri data center.
- I prototipi riguardano riavvii, cavi, componenti e movimentazione di rack.
- Ad Altoona e New Albany i test coinvolgono più fornitori di robotica.
- I dipendenti temono effetti sulle mansioni, mentre Meta annuncia nuove assunzioni e formazione.
Riassunto generato con AI
Meta sperimenta robot nei data center
Meta sta sperimentando robot e bracci meccanici nei propri data center, con test condotti soprattutto nei campus di Altoona, in Iowa, e di New Albany, in Ohio. Secondo fonti citate da WIRED, l’azienda valuta macchine capaci di riavviare server, interrompere l’alimentazione elettrica, sostituire cavi di rete, ricollocare componenti e trasportare rack pesanti. L’obiettivo dichiarato è rendere più rapida la risposta agli incidenti, rafforzare il monitoraggio ambientale e sostenere la manutenzione preventiva delle infrastrutture.
I test coinvolgono hardware di fornitori diversi, tra cui Watney Robotics, Kinova e ABB. Un braccio robotico Kinova Gen3 viene valutato per operazioni di power cycling dei server, mentre un altro sistema è destinato alla sostituzione dei collegamenti di rete. Meta non ha commentato le sperimentazioni specifiche descritte da WIRED, ma ha confermato investimenti rilevanti nella formazione e nell’assunzione di personale per costruire e gestire i data center.
Il tema riguarda direttamente il futuro del lavoro nei siti che sostengono i servizi digitali del gruppo. Alcuni dipendenti interpellati temono che l’automazione possa ridurre una parte delle attività fisiche svolte dagli addetti, in particolare quelle più ripetitive. La società sostiene invece che la carenza di lavoratori qualificati richieda più personale, non meno, mentre amplia i programmi per formare tecnici nei settori elettrico, meccanico e idraulico.
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Dai pulsanti ai rack: i test operativi
Tra le applicazioni già adottate in alcuni impianti figura un robot semplice, simile a un dito o a un’asta appuntita, che può premere il pulsante di accensione di un Mac Mini o di altri dispositivi quando un operatore lo comanda da remoto. In un’altra sperimentazione, un robot viene impiegato per scambiare cavi di rete. Una fonte ha stimato che, qualora il sistema avesse successo, potrebbe sostituire fino all’80% del carico di lavoro di alcune persone.
Durante una conferenza, Eric Xu, senior manager per la robotica di Meta, ha indicato come obiettivo di lungo periodo l’impiego di robot nei data center. Xu ha spiegato che le macchine potrebbero accelerare gli interventi, controllare le condizioni dell’ambiente e affrontare attività di manutenzione preventiva. “Crediamo che serviranno più collaborazione e ricerca, ma dobbiamo iniziare, altrimenti non avremo alcuna possibilità di farlo”, ha affermato.
Il ricorso alla robotica nasce anche da un’evoluzione tecnica: in passato i robot erano costosi e poco adatti a lavorazioni delicate, con prove nel settore che hanno mostrato rischi di danneggiamento dei server. Il calo dei costi dell’hardware e modelli di intelligenza artificiale più capaci hanno però reso più concreta l’automazione di compiti fisici. Diverse startup stanno sviluppando robot commerciali per assemblare server, sostituire parti e cambiare collegamenti.
Meta dispone già di un tugger autonomo per trasportare rack e di un robot su ruote, sviluppato internamente, che legge codici a barre per l’inventario. Le fonti riferiscono che questi dispositivi operano in più data center, inclusi quelli dell’Iowa e della Virginia. Il robot per l’inventario viene anche usato per le ispezioni dei guasti, ma la sua telecamera rileva solo immagini in scala di grigi e non distingue le spie verdi da quelle rosse.
Le verifiche umane restano quindi necessarie per alcuni malfunzionamenti. Il dispositivo incontra inoltre difficoltà nelle curve e nel superamento dei cavi sul pavimento; poiché i robot sono pochi, devono essere trasferiti fra edifici con l’intervento di un addetto che apra le porte e li guidi con un telecomando. Due fonti li giudicano anche troppo lenti, mentre un’ipotesi precedente sull’uso di droni non è stata portata avanti.
Nel campus di Altoona, indicato dal sindaco Dean O’Connor come luogo di prova per tecnologie poi estese ad altri siti, Meta sta testando da giugno una coppia di robot Watney a doppio braccio per lavori sui cavi. Le macchine sono supervisionate da persone e non raggiungono ancora la velocità degli addetti, ma le fonti citate da WIRED ne segnalano il potenziale. A New Albany, nel campus Prometheus, robot ABB a quattro ruote con sollevatore e braccio a sei assi vengono usati per riposizionare componenti.
Lavoro, formazione e limiti dell’automazione
La diffusione dei robot può incidere sul dibattito pubblico attorno ai data center e agli incentivi fiscali accordati alle grandi aziende tecnologiche. Ad Altoona, dove Meta gestisce il suo più grande campus e impiega centinaia di persone, alcuni lavoratori descrivono conversazioni segnate dal timore che i robot riducano gli organici nel giro di pochi anni. O’Connor ha definito l’automazione inevitabile, dichiarando a WIRED: “Affronteremo la questione quando arriverà”.
Il portavoce Francis Brennan ha replicato che gli Stati Uniti attraversano il maggiore boom infrastrutturale dalla Seconda guerra mondiale e che manca manodopera qualificata. Meta ha avviato un programma gratuito di lungo periodo per formare migliaia di persone ogni anno e garantire occupazione, in alcuni Stati, a chi completa il percorso. L’azienda ha inoltre collaborato con i sindacati dell’edilizia per finanziare programmi di apprendistato.
I limiti tecnici restano concreti: batterie da ricaricare, velocità ridotta e cablaggi complessi richiedono ancora presenza umana. Helen Oleynikova, amministratrice delegata di Exclaim Robotics, ha osservato che esistono molti progetti pilota e dimostrazioni, ma nessuna soluzione pienamente comprovata. Un ex dipendente Meta ha aggiunto che infrastrutture progettate per mani umane richiederanno tempo per essere ripensate.
FAQ
Quali robot sta testando Meta?
Meta valuta bracci Kinova, robot Watney, sistemi ABB, tugger autonomi e dispositivi mobili per inventario e ispezioni.
Dove avvengono i principali test?
I campus di Altoona, Iowa, e New Albany, Ohio, risultano centrali nelle sperimentazioni descritte dalle fonti di WIRED.
Quali attività possono svolgere i robot?
Riavvio di dispositivi, gestione dell’alimentazione, sostituzione di cavi, trasporto di rack, inventario e riposizionamento di componenti sono tra le attività testate.
I robot possono sostituire i tecnici?
Una fonte stima fino all’80% di alcune mansioni, ma supervisione umana, limiti delle telecamere e difficoltà sui cablaggi restano necessari.
Come è stata verificata questa analisi?
L’analisi nasce da verifica incrociata della Redazione su numerose fonti, tra cui WIRED, e ogni articolo riceve supervisione umana prima della pubblicazione.
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