La notizia in sintesi
- SAP SE e Oxford Economics rilevano ritorni AI in crescita nelle imprese italiane.
- Gli investimenti medi previsti sono 18,4 milioni di dollari quest’anno.
- L’AI agentica promette valore, ma preparazione, dati e governance restano critici.
- Solo una minoranza delle imprese è pronta a gestire pienamente gli agenti AI.
Riassunto generato con AI
AI nelle imprese italiane, investimenti e ritorni crescono
SAP SE e Oxford Economics fotografano un’Italia aziendale che sta passando dalla sperimentazione all’uso operativo dell’intelligenza artificiale: secondo lo studio globale “The SAP Value of AI 2026”, basato su 2.300 dirigenti in 13 Paesi, di cui 200 italiani, le imprese del Paese prevedono quest’anno investimenti medi per 18,4 milioni di dollari. La cifra è inferiore alla media mondiale di 28 milioni, ma l’investimento italiano è atteso crescere del 45% nei prossimi due anni.
La ragione è nei ritorni già osservati e nelle aspettative sull’AI agentica. Le aziende italiane stimano un ROI del 20% quest’anno, pari a 4,9 milioni di dollari, con una proiezione al 38% entro due anni, equivalenti a 12,2 milioni. Per l’AI agentica il valore atteso raggiunge 13,7 milioni di dollari nello stesso orizzonte.
Carla Masperi, amministratore delegato di SAP Italia, osserva: “Nell’ultimo anno l’Italia è passata dalla fase di sperimentazione dell’Ai a quella operativa, e questo sta iniziando a dare risultati concreti”. Il passaggio, tuttavia, richiede contesto nei processi, dati affidabili e governance, perché un’AI priva di questi elementi può produrre attività senza risultati o nuovi rischi.
Dati, competenze e controlli frenano il valore
Oggi l’AI supporta il 26% delle attività nelle aziende italiane e la quota dovrebbe salire al 44% entro due anni. Il 73% del campione si dichiara soddisfatto del ROI attuale, mentre il 75% attribuisce all’AI agentica un potenziale da moderato a molto elevato per trasformare l’organizzazione.
Il divario tra ambizione e capacità operativa resta però netto: solo l’1% delle imprese si considera pienamente preparato all’AI agentica. Gli approcci frammentati sono i più diffusi, al 36%, contro il 20% degli investimenti strategici; inoltre, soltanto il 45% ha un responsabile dedicato all’adozione dell’AI.
Il nodo principale è la qualità informativa: il 67% si ritiene pronto sul piano dei dati, ma il 74% segnala dati di bassa qualità e il 77% ha sperimentato rilavorazioni, ritardi o arretrati per output inadeguati. Anche la formazione non tiene il ritmo secondo l’80% degli intervistati, mentre la Shadow AI compare almeno occasionalmente nel 67% delle organizzazioni.
La governance appare il limite più rilevante: è pienamente pronta appena l’11% delle aziende per competenze e il 10% per processi e framework. Per Carla Masperi, integrare dati, processi e AI sarà il passo decisivo, poiché il valore della tecnologia può essere più difficile da misurare e i rischi evolvono rapidamente.
Gli agenti AI impongono nuove responsabilità
La diffusione degli agenti rende più urgente il presidio umano. Il 40% delle aziende non dispone di processi human-in-the-loop per supervisionare i workflow agentici, il 25% non ha controlli e autorizzazioni di accesso per gli agenti e solo il 48% mantiene un registro degli strumenti utilizzati.
Inoltre, il 63% concorda o non sa se gli agenti AI vengano adottati più velocemente della capacità di gestirli. La conseguenza indicata dalla ricerca è chiara: i ritorni previsti dipenderanno non solo dalla tecnologia, ma dalla sinergia tra agenti, persone, processi e responsabilità organizzative.
FAQ
Quanto investiranno le imprese italiane nell’AI?
Sì, la media prevista è di 18,4 milioni di dollari quest’anno, sotto i 28 milioni della media globale.
Quanto cresceranno gli investimenti AI in Italia?
Sì, lo studio stima una crescita del 45% degli investimenti italiani in intelligenza artificiale nei prossimi due anni.
Quale ROI è atteso dall’intelligenza artificiale?
Sì, le aziende prevedono un ROI del 20% quest’anno e del 38% entro due anni, secondo la ricerca.
Le aziende italiane sono pronte all’AI agentica?
No, solo l’1% si considera pienamente preparato, mentre il 40% non ha supervisione human-in-the-loop sui workflow agentici.
Come sono state verificate queste informazioni?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Adnkronos e Key4biz.




