La notizia in sintesi
- A giugno 2026 il Private Banking italiano raggiunge 1.524 miliardi di euro, superando le previsioni per fine anno.
- Nel secondo trimestre le masse crescono del 7,8% e la raccolta netta sale a 25 miliardi.
- Raccolta amministrata e gestita aumentano entrambe del 9,6%, arrivando insieme a oltre due terzi delle masse.
- Fondi comuni e azioni registrano gli incrementi maggiori, rispettivamente di circa 31 e 23 miliardi nel trimestre.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
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Il Private Banking italiano ha chiuso giugno 2026 con patrimoni pari a 1.524 miliardi di euro, oltre i 1.490 miliardi previsti per la fine dell’anno. I dati pubblicati il 12 ottobre dal Centro Studi dell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB) mostrano un aumento del 7,8% nel secondo trimestre, sostenuto sia dal recupero dei mercati sia dall’afflusso di nuovi capitali.
Il risultato supera dunque con sei mesi di anticipo la stima elaborata dall’associazione insieme a Prometeia. Nell’intero primo semestre, la rivalutazione dei portafogli ha contribuito per circa 50 miliardi di euro, mentre la raccolta netta ha raggiunto 42 miliardi. Alla crescita hanno concorso anche cambiamenti organizzativi, per i quali non viene indicato un contributo numerico.

L’andamento dei primi sei mesi non è stato uniforme. Tra gennaio e marzo, in presenza di volatilità e incertezza geopolitica, le masse erano rimaste sostanzialmente ferme. I nuovi flussi avevano compensato soltanto in parte le perdite dovute ai mercati: l’effetto delle quotazioni era stato negativo per 23 miliardi di euro, a fronte di circa 17 miliardi di raccolta netta.
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Tra aprile e giugno entrambe le componenti hanno invece sostenuto l’espansione del settore. L’effetto mercato è diventato positivo per 73 miliardi di euro e la raccolta netta è salita a 25 miliardi. Il confronto fra i due trimestri distingue quindi il contributo della ripresa finanziaria da quello dei nuovi patrimoni affidati agli operatori.
Il recupero si è verificato nonostante il perdurare dell’incertezza geopolitica. Negli Stati Uniti, S&P 500 e Nasdaq hanno segnato uno dei migliori trimestri degli ultimi anni. In Italia il FTSE MIB è aumentato di circa il 17% fra fine marzo e fine giugno, come riportato nell’analisi del Sole 24 Ore su Piazza Affari. I rendimenti ancora elevati dei titoli governativi hanno inoltre sostenuto l’interesse per le obbligazioni.
Amministrato e gestito crescono più del mercato complessivo
La ripresa ha coinvolto tutte le principali componenti dei portafogli, con intensità diverse. Raccolta amministrata e gestita sono aumentate entrambe del 9,6% nel secondo trimestre, superando il ritmo di crescita complessivo. A fine giugno i due comparti pesavano insieme per oltre due terzi delle masse. Anche raccolta diretta e prodotti assicurativi hanno registrato aumenti, ma più contenuti.

La rivalutazione degli investimenti spiega la parte maggiore dell’incremento di amministrato e gestito, affiancata però da flussi netti positivi. Nell’amministrato sono entrati circa 11 miliardi di euro, il contributo più alto fra i comparti nel trimestre. Sono cresciuti anche i flussi diretti verso fondi comuni e gestioni patrimoniali.
Andrea Ragaini, presidente di AIPB, collega il risultato semestrale alla combinazione fra recupero delle quotazioni e accelerazione della raccolta:
“Il dato di giugno è significativo perché arriva al termine di un semestre molto diverso nelle sue due fasi. Nei primi mesi dell’anno la raccolta ha sostenuto il settore anche quando i mercati non aiutavano . Nel secondo trimestre il recupero delle quotazioni si è accompagnato a un’ulteriore accelerazione dei nuovi flussi. La crescita non riflette quindi soltanto la valorizzazione dei portafogli, ma anche la capacità del Private Banking di continuare ad attrarre nuovi patrimoni”

Un’indicazione dell’interesse per i titoli pubblici arriva dal BTP Italia Sì, l’emissione del Tesoro destinata ai risparmiatori individuali. Il collocamento di giugno ha raccolto complessivamente circa 8,8 miliardi di euro. Secondo i dati del Tesoro sul collocamento, la partecipazione degli investitori retail è stata stimata al 67%, mentre circa un terzo è stato attribuito al Private Banking.
Gli aumenti maggiori riguardano fondi comuni e azioni
Nel risparmio gestito, i fondi comuni hanno registrato l’aumento più elevato fra tutte le categorie di investimento: circa 31 miliardi di euro di masse aggiuntive nel trimestre. Le gestioni patrimoniali sono cresciute di circa 15 miliardi. Questi incrementi comprendono l’andamento del valore degli investimenti e non vanno confusi con la sola raccolta netta.
Nell’amministrato, il maggiore contributo è arrivato dalle azioni, con un aumento delle masse di circa 23 miliardi di euro. La componente obbligazionaria ha aggiunto circa 12 miliardi, confermando una crescita parallela degli investimenti azionari e dei titoli di debito.

Anche ETF, ETN ed ETC hanno ampliato la loro presenza nei portafogli, pur mantenendo un peso contenuto: le masse sono aumentate di circa 5,5 miliardi di euro nel trimestre. La crescita si inserisce in un movimento più ampio del mercato italiano. Secondo Borsa Italiana, a fine giugno gli strumenti quotati su ETFplus avevano patrimoni complessivi per circa 222 miliardi, circa 28 miliardi in più rispetto a fine marzo.
Il bilancio di metà anno consegna così al settore masse già superiori alla previsione annuale. I dati distinguono due fattori: il recupero del valore dei portafogli dopo un primo trimestre negativo per i mercati e una raccolta netta che, già positiva nei mesi iniziali, ha accelerato fra aprile e giugno.
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