La notizia in sintesi
- Valentina Shvetsova ha vinto la finale dell’Italian Hackathon League, disputata il 9 ottobre alle OGR di Torino.
- La prova richiedeva di costruire un CRM per un’azienda immaginaria in cinque ore, utilizzando soltanto l’intelligenza artificiale.
- Il circuito ha raccolto oltre 1.500 candidature e coinvolto 300 talenti selezionati nell’arco di un anno.
- NVIDIA DGX Spark ha supportato la valutazione dei progetti in locale, senza ricorrere a servizi cloud esterni.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
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Valentina Shvetsova ha vinto la finale dell’Italian Hackathon League con il miglior progetto di CRM sviluppato durante la competizione. La gara si è tenuta il 9 ottobre alle OGR di Torino, all’interno di Wave by Vento. Ai finalisti era stato chiesto di realizzare, in cinque ore e usando soltanto l’intelligenza artificiale, un sistema completo per la gestione delle relazioni con i clienti di un’azienda immaginaria.
La finale ha portato i partecipanti a confrontarsi con una richiesta applicativa precisa: costruire un software destinato a una funzione aziendale, entro un tempo limitato. Accanto al lavoro di sviluppo, la competizione ha previsto una valutazione delle prestazioni degli agenti AI impiegati nei progetti. A supportare questa attività è stato DGX Spark, il sistema messo a disposizione da NVIDIA, partner dell’appuntamento conclusivo.
Un anno di selezioni e quattro appuntamenti
Il circuito è stato promosso da Yellow Tech, società milanese che si occupa di formazione e adozione dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni, insieme a Veliu e Vento. La tappa torinese ha chiuso un percorso durato un anno: le candidature raccolte sono state oltre 1.500, mentre i talenti selezionati e coinvolti sono stati 300.
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Prima della finale, il programma si è articolato in quattro appuntamenti. Le prove hanno affrontato diversi ambiti dello sviluppo di applicazioni basate sull’AI: il vibe coding, l’automazione, gli agenti vocali e gli agenti AI per il coding. A Torino si sono ritrovati i partecipanti qualificati nelle tappe precedenti, chiamati questa volta a lavorare sullo stesso compito: il CRM per un’impresa fittizia.
La prova conclusiva ha quindi concentrato il lavoro su un’applicazione aziendale, anziché su un tema aperto. Il vincolo delle cinque ore e l’obbligo di utilizzare soltanto l’IA hanno definito le condizioni di sviluppo. Il riconoscimento finale è andato al progetto di Shvetsova; non sono indicati ulteriori dettagli sulle sue funzionalità o sui punteggi ottenuti.
La valutazione degli agenti senza cloud esterno
DGX Spark è stato utilizzato per ricevere in tempo reale il lavoro degli agenti AI realizzati dai finalisti e verificarne le prestazioni. La valutazione si è basata su scenari stabiliti in anticipo. Il sistema ha permesso di svolgere questo processo localmente, senza utilizzare servizi cloud esterni: il suo ruolo nella gara ha riguardato dunque il supporto alla verifica dei progetti.
Il dispositivo NVIDIA DGX Spark è un sistema desktop basato sul Superchip NVIDIA GB10 Grace Blackwell. Le specifiche dichiarate comprendono fino a 1 petaFLOP di prestazioni AI nel formato FP4 e 128 GB di memoria di sistema unificata e coerente. È destinato ad attività di creazione, test e convalida di modelli e applicazioni di intelligenza artificiale eseguite direttamente in locale.
Quanto alle dimensioni dei modelli gestibili, NVIDIA indica il supporto all’inferenza fino a 200 miliardi di parametri e all’ottimizzazione fino a 70 miliardi di parametri. Questi valori descrivono le capacità del sistema, non le dimensioni dei modelli utilizzati dai concorrenti nella finale torinese.
L’esperienza delle OGR ha affiancato così due attività: lo sviluppo di un’applicazione attraverso l’IA e la verifica degli agenti su scenari predefiniti. La conclusione del circuito ha premiato il progetto di Shvetsova e mostrato un impiego della piattaforma desktop nella valutazione locale di lavori prodotti durante una competizione.
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