Minnesota, entra in vigore il divieto di immagini intime generate dall’IA

2 Agosto 2026

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La notizia in sintesi

  • Minnesota vieta dal 1° agosto la nudificazione tramite intelligenza artificiale.
  • Il giudice federale Donovan W. Frank respinge la richiesta urgente di xAI.
  • La legge colpisce strumenti che generano immagini intime false realistiche.
  • Previste sanzioni fino a 500mila dollari e cause civili.

Riassunto generato con AI

Minnesota applica il divieto contro la nudificazione AI

Minnesota ha reso efficace il 1° agosto 2026 il divieto di tecnologie di intelligenza artificiale capaci di “nudificare” immagini, dopo che il giudice federale Donovan W. Frank ha rifiutato di sospendere la norma richiesta da xAI, la società AI di Elon Musk. Il provvedimento, firmato dal governatore Tim Walz a maggio, interviene su siti, app e software che permettono agli utenti di creare immagini intime false realistiche di persone reali.

La decisione arriva mentre prosegue la causa di xAI, che contesta la legge invocando il Primo Emendamento. Secondo quanto riportato da NBC News, l’azienda ritiene il testo troppo esteso e sostiene che esistano alternative meno restrittive. Per lo Stato, invece, la misura mira a contrastare i danni provocati dalla diffusione di deepfake sessualizzati.

Il punto centrale è la tutela delle persone ritratte: la legge punta a impedire che strumenti digitali trasformino fotografie comuni in contenuti intimi credibili senza consenso.

La decisione del giudice e le regole previste

Nell’ordinanza di due pagine emessa il 31 luglio, il giudice Frank ha negato la richiesta di ordine restrittivo temporaneo avanzata da xAI. Il tribunale ha osservato che la stessa tempistica dell’azienda indeboliva l’argomento dell’urgenza: il ricorso è stato presentato quasi tre mesi dopo la firma della legge e appena tre giorni prima della sua entrata in vigore.

Per il giudice, un ritardo di questo tipo suggerisce che il danno allegato non fosse immediato, richiamando anche un precedente del Minnesota. La norma, identificata come H.F. 1606, vieta a chi controlla un sito, un’app o un software di consentire la nudificazione delle immagini o di generare tali alterazioni per conto dell’utente.

Il termine indica la creazione o modifica di un’immagine per mostrare una parte intima assente nell’originale, con un realismo tale da far ritenere a un osservatore ragionevole che appartenga alla persona raffigurata. Sono vietati anche pubblicità e promozione di servizi che svolgano questa funzione.

La legge esclude gli strumenti che richiedono “la competenza tecnica di un utente” per produrre l’alterazione e conserva le protezioni federali previste dalla Sezione 230. Le violazioni possono comportare una sanzione civile fino a 500mila dollari per ogni accesso, download o utilizzo illecito, applicabile dal procuratore generale.

Le persone coinvolte possono inoltre avviare azioni private per ottenere risarcimenti compensativi e punitivi, provvedimenti inibitori e spese legali. I proventi delle sanzioni sono destinati a sovvenzioni per organizzazioni che assistono sopravvissuti a violenze sessuali, violenza domestica e altri reati.

Il caso si inserisce nelle contestazioni sul chatbot Grok di xAI e sul suo strumento Imagine, accusato di avere generato deepfake sessualizzati su larga scala dopo un aggiornamento di dicembre.

Il confronto sul Primo Emendamento resta aperto

La causa di xAI non è chiusa e il merito costituzionale della legge sarà valutato nei prossimi passaggi giudiziari. Il rifiuto della sospensione significa però che il divieto resta applicabile mentre il contenzioso procede, aumentando l’impatto immediato per i fornitori di strumenti AI accessibili in Minnesota.

Le associazioni per la libertà di espressione restano divise. L’ACLU of Minnesota, che aveva sostenuto una versione precedente del disegno di legge, ha affermato che il testo finale non bilancia correttamente Primo Emendamento e danni concreti; la Foundation for Individual Rights and Expression lo giudica eccessivamente ampio.

Il suo consulente legislativo John Coleman ha dichiarato che la norma “include il normale discorso politico e la satira”. NBC News descrive la misura come la prima del genere negli Stati Uniti.

In risposta alla causa, Tim Walz ha scritto sui social, secondo NBC News: “Ci vediamo in tribunale, viscido”. Il confronto può quindi diventare un riferimento per altre iniziative statali sui deepfake e sulle responsabilità delle piattaforme.

FAQ

Quando è entrato in vigore il divieto del Minnesota?

Sì, la legge del Minnesota è entrata in vigore il 1° agosto 2026, dopo il rigetto della richiesta urgente di sospensione presentata da xAI.

Cosa vieta esattamente la legge H.F. 1606?

Sì, vieta di consentire o generare immagini intime false realistiche tramite siti, app e software, oltre a pubblicizzare o promuovere questi servizi.

Quali sanzioni rischiano i trasgressori?

Sì, ogni accesso, download o utilizzo illecito può comportare una sanzione civile fino a 500mila dollari, applicabile dal procuratore generale.

xAI può ancora contestare il divieto?

Sì, la causa di xAI prosegue: il giudice ha negato solo il provvedimento urgente, senza definire il merito della contestazione costituzionale.

Su quali fonti si basa questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Mashable.

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