La notizia in sintesi
- Intesa è il primo verificatore privato accreditato per IT Wallet.
- Controllerà autenticità e provenienza degli attestati elettronici digitali.
- L’obbligo europeo di accettare il Wallet scatterà dal 24 dicembre 2027.
- Coinvolti banche, assicurazioni, telco, energia, trasporti, sanità e istruzione.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Intesa entra nella federazione IT Wallet
Intesa, società del Gruppo Havant, è diventata il primo soggetto privato accreditato nella federazione di IT Wallet come Verificatore di Attestati Elettronici. L’ammissione riguarda la sperimentazione di casi d’uso e colloca l’azienda accanto all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e alle amministrazioni presenti. Il passaggio, comunicato l’8 settembre 2026, permette di verificare l’autenticità dei documenti mostrati sullo smartphone.
La novità interessa imprese perché prepara l’adozione del portafoglio europeo di identità digitale nei servizi regolamentati. Intesa fornirà l’infrastruttura per controllare attributi quali età, residenza e titoli, assicurando che provengano da fonti riconosciute. Il quadro normativo europeo eIDAS2 prevede dal 24 dicembre 2027 l’accettazione obbligatoria del Wallet per identificazione e autenticazione forte in attività private.
Come funziona la verifica degli attestati
L’accreditamento attribuisce a Intesa un compito distinto dall’emissione dei documenti: controllare gli attestati elettronici ricevuti dal wallet e confermarne validità e origine. La funzione può essere applicata, per esempio, alla verifica della maggiore età durante un onboarding, al controllo della residenza o alla validazione di un titolo di studio o professionale. Secondo le informazioni diffuse dall’azienda, è al momento l’unico privato iscritto con questa qualifica.
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L’accesso alla federazione richiede un’infrastruttura di fiducia: gestione di chiavi crittografiche, certificati con scadenza e conformità continuativa ai profili tecnici definiti dal Trust Anchor, gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Non è quindi un’autorizzazione statica, poiché il rispetto dei requisiti va mantenuto nel tempo. Intesa collega il risultato alla propria attività di Qualified Trust Service Provider e alla partecipazione ai consorzi europei Potential e We Build dedicati all’European Digital Identity Wallet.
Per Simone Baldini, Head of Business Compliance di Intesa, la questione per i soggetti obbligati non è aderire ma iniziare le prove. L’azienda sottolinea che servirà valutare attributi disponibili, livelli di garanzia, flussi utente e processi interni da modificare.
Effetti attesi per imprese e cittadini
Il primo accreditamento privato rende più concreto il passaggio dalla sperimentazione all’integrazione nei servizi. Le categorie indicate comprendono banche, istituti di pagamento, assicurazioni, telecomunicazioni, energia, trasporti, sanità e istruzione, dove la verifica dell’identità è già parte delle procedure. Entro il 24 dicembre 2027, la capacità di dialogare con IT Wallet e con il wallet europeo potrà incidere sull’organizzazione dei controlli, riducendo per gli utenti fotocopie e caricamenti di file.
FAQ
Quando scatterà l’obbligo di accettare il Wallet?
Dal 24 dicembre 2027, per soggetti privati tenuti alla strong customer authentication e operatori dei settori regolamentati indicati.
Quali dati può verificare Intesa?
L’infrastruttura può controllare attestati relativi a età, residenza, titoli di studio o professionali, verificandone validità e provenienza riconosciuta.
Quali settori saranno coinvolti?
Coinvolge banche, istituti di pagamento, assicurazioni, telecomunicazioni, energia, trasporti, sanità e istruzione, ambiti con procedure consolidate di identificazione.
Quali requisiti tecnici richiede la federazione?
Richiede chiavi crittografiche, certificati a validità limitata e conformità costante ai profili tecnici stabiliti dal Trust Anchor della federazione.
Quali fonti hanno supportato l’articolo?
La Redazione, con intervento e supervisione umana, ha svolto un’analisi congiunta di fonti ufficiali e qualificate, tra cui Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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