Intesa prima verificatrice privata accreditata per IT Wallet

9 Settembre 2026

9 Settembre 2026/Home/TOKENIZZAZIONE - RWA - BLOCKCHAIN/Intesa prima verificatrice privata accreditata per IT Wallet

La notizia in sintesi

  • Intesa è il primo verificatore privato accreditato per IT Wallet.
  • Controllerà autenticità e provenienza degli attestati elettronici digitali.
  • L’obbligo europeo di accettare il Wallet scatterà dal 24 dicembre 2027.
  • Coinvolti banche, assicurazioni, telco, energia, trasporti, sanità e istruzione.

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Intesa entra nella federazione IT Wallet

Intesa, società del Gruppo Havant, è diventata il primo soggetto privato accreditato nella federazione di IT Wallet come Verificatore di Attestati Elettronici. L’ammissione riguarda la sperimentazione di casi d’uso e colloca l’azienda accanto all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e alle amministrazioni presenti. Il passaggio, comunicato l’8 settembre 2026, permette di verificare l’autenticità dei documenti mostrati sullo smartphone.

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La novità interessa imprese perché prepara l’adozione del portafoglio europeo di identità digitale nei servizi regolamentati. Intesa fornirà l’infrastruttura per controllare attributi quali età, residenza e titoli, assicurando che provengano da fonti riconosciute. Il quadro normativo europeo eIDAS2 prevede dal 24 dicembre 2027 l’accettazione obbligatoria del Wallet per identificazione e autenticazione forte in attività private.

Come funziona la verifica degli attestati

L’accreditamento attribuisce a Intesa un compito distinto dall’emissione dei documenti: controllare gli attestati elettronici ricevuti dal wallet e confermarne validità e origine. La funzione può essere applicata, per esempio, alla verifica della maggiore età durante un onboarding, al controllo della residenza o alla validazione di un titolo di studio o professionale. Secondo le informazioni diffuse dall’azienda, è al momento l’unico privato iscritto con questa qualifica.

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L’accesso alla federazione richiede un’infrastruttura di fiducia: gestione di chiavi crittografiche, certificati con scadenza e conformità continuativa ai profili tecnici definiti dal Trust Anchor, gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Non è quindi un’autorizzazione statica, poiché il rispetto dei requisiti va mantenuto nel tempo. Intesa collega il risultato alla propria attività di Qualified Trust Service Provider e alla partecipazione ai consorzi europei Potential e We Build dedicati all’European Digital Identity Wallet.

Per Simone Baldini, Head of Business Compliance di Intesa, la questione per i soggetti obbligati non è aderire ma iniziare le prove. L’azienda sottolinea che servirà valutare attributi disponibili, livelli di garanzia, flussi utente e processi interni da modificare.

Effetti attesi per imprese e cittadini

Il primo accreditamento privato rende più concreto il passaggio dalla sperimentazione all’integrazione nei servizi. Le categorie indicate comprendono banche, istituti di pagamento, assicurazioni, telecomunicazioni, energia, trasporti, sanità e istruzione, dove la verifica dell’identità è già parte delle procedure. Entro il 24 dicembre 2027, la capacità di dialogare con IT Wallet e con il wallet europeo potrà incidere sull’organizzazione dei controlli, riducendo per gli utenti fotocopie e caricamenti di file.

FAQ

Quando scatterà l’obbligo di accettare il Wallet?

Dal 24 dicembre 2027, per soggetti privati tenuti alla strong customer authentication e operatori dei settori regolamentati indicati.

Quali dati può verificare Intesa?

L’infrastruttura può controllare attestati relativi a età, residenza, titoli di studio o professionali, verificandone validità e provenienza riconosciuta.

Quali settori saranno coinvolti?

Coinvolge banche, istituti di pagamento, assicurazioni, telecomunicazioni, energia, trasporti, sanità e istruzione, ambiti con procedure consolidate di identificazione.

Quali requisiti tecnici richiede la federazione?

Richiede chiavi crittografiche, certificati a validità limitata e conformità costante ai profili tecnici stabiliti dal Trust Anchor della federazione.

Quali fonti hanno supportato l’articolo?

La Redazione, con intervento e supervisione umana, ha svolto un’analisi congiunta di fonti ufficiali e qualificate, tra cui Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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