Svizzera, l’80% della popolazione usa l’intelligenza artificiale ogni giorno

30 Agosto 2026

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La notizia in sintesi

  • Svizzera: l’80% della popolazione usa strumenti di intelligenza artificiale.
  • L’uso è raddoppiato rispetto al 40% rilevato nel 2024.
  • ChatGPT guida le preferenze, seguito da Gemini e Copilot.
  • In Italia, l’utilizzo frequente dell’IA generativa resta al 14%.

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Svizzera, l’intelligenza artificiale entra nelle abitudini quotidiane

In Svizzera l’intelligenza artificiale è diventata uno strumento d’uso abituale per quasi quattro persone su cinque: l’80% della popolazione utilizza chatbot, algoritmi e funzioni IA integrate nei servizi digitali. Il dato emerge dall’indagine di IGEM-Digimonitor, realizzata con WEMF AG für Werbemedienforschung, organismo specializzato nella ricerca su media e pubblicità.

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La crescita fotografata dallo studio è rilevante perché la quota di utenti era al 40% nel 2024: nell’arco della rilevazione considerata, quindi, l’adozione dichiarata è raddoppiata. L’IA non viene impiegata soltanto per scrivere testi, tradurre documenti o generare immagini, ma soprattutto per cercare informazioni, approfondire temi specifici, ricevere suggerimenti d’acquisto e seguire tutorial.

Il confronto con l’Italia evidenzia una diffusione più lenta e meno frequente. Secondo l’indagine di Impegnati a Cambiare – Altroconsumo, condotta con Euroconsumers, il 48% degli italiani dichiara di aver usato l’intelligenza artificiale generativa, ma soltanto il 14% lo fa frequentemente o ogni giorno.

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La distanza tra i due Paesi riguarda quindi non solo il numero di persone raggiunte dalla tecnologia, ma anche il suo inserimento nelle pratiche quotidiane di ricerca, apprendimento e lavoro.

Ricerca online e chatbot: i dati dell’indagine svizzera

La funzione più diffusa dell’IA in Svizzera riguarda la ricerca di informazioni. Il 77% degli intervistati utilizza le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale disponibili nei motori di ricerca tradizionali, mentre il 57% si rivolge a piattaforme dedicate espressamente alla ricerca. Il motore di ricerca classico resta comunque il servizio online più usato, con il 98% degli utenti connessi.

La penetrazione dei sistemi IA supera quella di alcuni canali digitali consolidati: YouTube viene indicato dal 34% degli intervistati e i social media dal 28%. La ricerca rileva inoltre una differenza nelle modalità d’uso: “gli uomini tendono a fare maggiore affidamento sulle piattaforme di IA, mentre le donne effettuano ricerche leggermente più frequentemente sui social media”.

Tra i singoli strumenti, ChatGPT mantiene un vantaggio netto. Il servizio è usato almeno saltuariamente dal 67% della popolazione svizzera, pari a circa 4,3 milioni di persone, mentre il 17% dichiara un impiego quotidiano. Seguono Gemini, al 32%, e Copilot, al 30%.

Le altre piattaforme restano più distanti: Meta AI raggiunge il 13%, mentre Claude e Perplexity si fermano entrambe al 10%; Mistral è al 3%. I numeri indicano un mercato con un operatore dominante, ma anche con un utilizzo distribuito tra diversi assistenti digitali.

L’uso privato prevale nettamente: il 76% impiega l’IA nella propria sfera personale, contro il 61% che la utilizza per attività lavorative o scolastiche. Il 57% la sfrutta per ricerche approfondite, quasi il 40% per consigli sugli acquisti e una quota crescente per imparare attraverso tutorial.

Il divario con l’Italia riguarda frequenza e fiducia

In Italia, la crescita degli utenti non coincide con una percezione altrettanto positiva dei risultati. La soddisfazione verso l’IA generativa si attesta al 55%, tre punti in meno rispetto alla rilevazione precedente. Il 53% degli intervistati non rileva alcun impatto concreto nella vita quotidiana, mentre il 34% riconosce benefici, come il risparmio di tempo.

La quota italiana che dichiara vantaggi risulta inferiore del 6% rispetto alla media rilevata negli altri Paesi europei. Anche nel lavoro il giudizio resta prudente: il 68% degli italiani non ha osservato effetti rilevanti dell’intelligenza artificiale nella propria attività.

L’Italia è al 18° posto su 27 Paesi per integrazione dell’IA nel lavoro. Sul versante delle imprese, tuttavia, il report ISTAT “Imprese e Ict” segnala che nel 2025 l’adozione dell’IA è raddoppiata, arrivando al 16%.

Il dato aziendale mostra un’accelerazione, ma il confronto svizzero suggerisce che la diffusione tecnologica dipende anche dalla capacità di trasformare gli strumenti disponibili in abitudini concrete e ricorrenti.

FAQ

Quanti svizzeri usano l’intelligenza artificiale?

L’80% della popolazione svizzera utilizza abitualmente strumenti basati sull’IA, contro il 40% registrato nel 2024 dall’indagine IGEM-Digimonitor.

Qual è il chatbot più usato in Svizzera?

ChatGPT è usato almeno saltuariamente dal 67% della popolazione, circa 4,3 milioni di persone; il 17% lo utilizza quotidianamente.

Per quali attività gli svizzeri usano l’IA?

Le ricerche approfondite coinvolgono il 57% degli intervistati; quasi il 40% usa l’IA per consigli sugli acquisti e cresce l’impiego per tutorial.

Quanto è diffusa l’IA generativa in Italia?

Il 48% degli italiani dichiara di usare IA generativa, ma l’impiego frequente o giornaliero si ferma al 14%, secondo l’indagine Altroconsumo-Euroconsumers.

Quali fonti sono state utilizzate?

La redazione ha rielaborato con supervisione umana fonti stampa ufficiali e giornalistiche qualificate, attraverso una verifica congiunta che include le principali agenzie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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