La notizia in sintesi
- Svizzera: l’80% della popolazione usa strumenti di intelligenza artificiale.
- L’uso è raddoppiato rispetto al 40% rilevato nel 2024.
- ChatGPT guida le preferenze, seguito da Gemini e Copilot.
- In Italia, l’utilizzo frequente dell’IA generativa resta al 14%.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Svizzera, l’intelligenza artificiale entra nelle abitudini quotidiane
In Svizzera l’intelligenza artificiale è diventata uno strumento d’uso abituale per quasi quattro persone su cinque: l’80% della popolazione utilizza chatbot, algoritmi e funzioni IA integrate nei servizi digitali. Il dato emerge dall’indagine di IGEM-Digimonitor, realizzata con WEMF AG für Werbemedienforschung, organismo specializzato nella ricerca su media e pubblicità.
La crescita fotografata dallo studio è rilevante perché la quota di utenti era al 40% nel 2024: nell’arco della rilevazione considerata, quindi, l’adozione dichiarata è raddoppiata. L’IA non viene impiegata soltanto per scrivere testi, tradurre documenti o generare immagini, ma soprattutto per cercare informazioni, approfondire temi specifici, ricevere suggerimenti d’acquisto e seguire tutorial.
Il confronto con l’Italia evidenzia una diffusione più lenta e meno frequente. Secondo l’indagine di Impegnati a Cambiare – Altroconsumo, condotta con Euroconsumers, il 48% degli italiani dichiara di aver usato l’intelligenza artificiale generativa, ma soltanto il 14% lo fa frequentemente o ogni giorno.
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La distanza tra i due Paesi riguarda quindi non solo il numero di persone raggiunte dalla tecnologia, ma anche il suo inserimento nelle pratiche quotidiane di ricerca, apprendimento e lavoro.
Ricerca online e chatbot: i dati dell’indagine svizzera
La funzione più diffusa dell’IA in Svizzera riguarda la ricerca di informazioni. Il 77% degli intervistati utilizza le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale disponibili nei motori di ricerca tradizionali, mentre il 57% si rivolge a piattaforme dedicate espressamente alla ricerca. Il motore di ricerca classico resta comunque il servizio online più usato, con il 98% degli utenti connessi.
La penetrazione dei sistemi IA supera quella di alcuni canali digitali consolidati: YouTube viene indicato dal 34% degli intervistati e i social media dal 28%. La ricerca rileva inoltre una differenza nelle modalità d’uso: “gli uomini tendono a fare maggiore affidamento sulle piattaforme di IA, mentre le donne effettuano ricerche leggermente più frequentemente sui social media”.
Tra i singoli strumenti, ChatGPT mantiene un vantaggio netto. Il servizio è usato almeno saltuariamente dal 67% della popolazione svizzera, pari a circa 4,3 milioni di persone, mentre il 17% dichiara un impiego quotidiano. Seguono Gemini, al 32%, e Copilot, al 30%.
Le altre piattaforme restano più distanti: Meta AI raggiunge il 13%, mentre Claude e Perplexity si fermano entrambe al 10%; Mistral è al 3%. I numeri indicano un mercato con un operatore dominante, ma anche con un utilizzo distribuito tra diversi assistenti digitali.
L’uso privato prevale nettamente: il 76% impiega l’IA nella propria sfera personale, contro il 61% che la utilizza per attività lavorative o scolastiche. Il 57% la sfrutta per ricerche approfondite, quasi il 40% per consigli sugli acquisti e una quota crescente per imparare attraverso tutorial.
Il divario con l’Italia riguarda frequenza e fiducia
In Italia, la crescita degli utenti non coincide con una percezione altrettanto positiva dei risultati. La soddisfazione verso l’IA generativa si attesta al 55%, tre punti in meno rispetto alla rilevazione precedente. Il 53% degli intervistati non rileva alcun impatto concreto nella vita quotidiana, mentre il 34% riconosce benefici, come il risparmio di tempo.
La quota italiana che dichiara vantaggi risulta inferiore del 6% rispetto alla media rilevata negli altri Paesi europei. Anche nel lavoro il giudizio resta prudente: il 68% degli italiani non ha osservato effetti rilevanti dell’intelligenza artificiale nella propria attività.
L’Italia è al 18° posto su 27 Paesi per integrazione dell’IA nel lavoro. Sul versante delle imprese, tuttavia, il report ISTAT “Imprese e Ict” segnala che nel 2025 l’adozione dell’IA è raddoppiata, arrivando al 16%.
Il dato aziendale mostra un’accelerazione, ma il confronto svizzero suggerisce che la diffusione tecnologica dipende anche dalla capacità di trasformare gli strumenti disponibili in abitudini concrete e ricorrenti.
FAQ
Quanti svizzeri usano l’intelligenza artificiale?
L’80% della popolazione svizzera utilizza abitualmente strumenti basati sull’IA, contro il 40% registrato nel 2024 dall’indagine IGEM-Digimonitor.
Qual è il chatbot più usato in Svizzera?
ChatGPT è usato almeno saltuariamente dal 67% della popolazione, circa 4,3 milioni di persone; il 17% lo utilizza quotidianamente.
Per quali attività gli svizzeri usano l’IA?
Le ricerche approfondite coinvolgono il 57% degli intervistati; quasi il 40% usa l’IA per consigli sugli acquisti e cresce l’impiego per tutorial.
Quanto è diffusa l’IA generativa in Italia?
Il 48% degli italiani dichiara di usare IA generativa, ma l’impiego frequente o giornaliero si ferma al 14%, secondo l’indagine Altroconsumo-Euroconsumers.
Quali fonti sono state utilizzate?
La redazione ha rielaborato con supervisione umana fonti stampa ufficiali e giornalistiche qualificate, attraverso una verifica congiunta che include le principali agenzie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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