La notizia in sintesi
- AI Act: dal 2 agosto scattano gli obblighi di trasparenza sui contenuti artificiali.
- Immagini, video e testi AI dovranno essere riconoscibili con etichette e marcature.
- Le violazioni possono comportare sanzioni fino a 15 milioni di euro.
- AgID e Acn riceveranno le segnalazioni degli utenti in Italia.
Riassunto generato con AI
AI Act, nuove etichette contro deepfake e truffe
Dal 2 agosto l’articolo 50 dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, introdurrà nuovi obblighi di trasparenza per chi diffonde contenuti generati o modificati in modo significativo dall’AI. La misura riguarda l’ecosistema digitale europeo, dai social network alla pubblicità online, e punta a rendere riconoscibili immagini, testi, video e chatbot artificiali.
L’obiettivo è limitare la capacità ingannevole di deepfake e annunci fraudolenti, spesso usati per promuovere falsi investimenti in criptovalute. Nei contenuti manipolati compaiono anche figure note come Milena Gabanelli, Enrico Mentana e Mario Draghi, presentate falsamente come sostenitori di metodi per guadagni facili.
Le nuove regole non eliminano automaticamente le truffe, ma aggiungono un criterio verificabile: l’utente dovrà essere informato in modo chiaro e inequivocabile quando interagisce con materiale creato o alterato dall’intelligenza artificiale.
Come funzionano obblighi, controlli e sanzioni
Le piattaforme e gli altri soggetti interessati dovranno accompagnare i contenuti artificiali con etichette e marcature leggibili sia dalle persone sia dai sistemi automatici. L’adempimento è particolarmente rilevante per i deepfake, nei quali voce, volto o dichiarazioni di una persona vengono simulati con tecniche sempre più credibili.
Ernesto Belisario, avvocato esperto di diritto delle tecnologie, sintetizza il principio: “Quando interagiamo con un’intelligenza artificiale, un chatbot, oppure quando interagiamo con dei contenuti che siano stati generati dall’intelligenza artificiale, dobbiamo esserne informati”. Per le violazioni sono previste multe fino a 15 milioni di euro oppure fino al 3% del fatturato mondiale dell’esercizio precedente per le imprese più grandi.
In Italia, la mancanza delle indicazioni potrà essere segnalata alle autorità competenti, individuate in AgID e Acn. Esistono già detector capaci di stimare con buon grado di probabilità se un testo o un’immagine sia artificiale: questi strumenti potranno sostenere le segnalazioni, senza sostituire la verifica delle autorità.
Il provvedimento interviene in un quadro di pressione crescente. La Consob ha chiuso 235 portali internet illegali in sei mesi; dal 2019 ne ha oscurati 1.793, di cui 233 legati alle criptovalute.
Pubblicità digitale, il nodo resta l’applicazione
Il report di febbraio di Gen Threat Labs, divisione di Gen Digital, rileva che l’unione tra attualità, deepfake e annunci ingannevoli ricorre nelle truffe su investimenti e crypto. In 23 giorni, l’analisi di 14,5 milioni di annunci sulle piattaforme Meta nell’Unione europea e nel Regno Unito ha rilevato che quasi un terzo rinviava a link fraudolenti, di phishing o malware.
Dieci inserzionisti concentravano oltre il 56% degli annunci fraudolenti osservati. Anche siti reputati affidabili possono mostrare messaggi dannosi attraverso catene automatizzate di distribuzione pubblicitaria.
La conseguenza futura dipenderà quindi dall’effettività dei controlli e dalla capacità degli utenti di interpretare le etichette. Meta ha annunciato nella scorsa primavera protezioni anti-truffa su WhatsApp, Facebook e Messenger, ma la trasparenza normativa richiederà anche consapevolezza digitale.
FAQ
Quando entra in vigore l’articolo 50?
Sì, le regole dell’articolo 50 dell’AI Act entrano in vigore a partire dal 2 agosto.
Quali contenuti dovranno essere etichettati?
Sì, immagini, video e testi generati o significativamente alterati dall’AI dovranno avere indicazioni chiare e marcature leggibili anche dalle macchine.
Quali sanzioni rischiano le imprese?
Sì, le violazioni possono comportare multe fino a 15 milioni di euro oppure fino al 3% del fatturato mondiale dell’esercizio precedente.
Dove segnalare contenuti AI non dichiarati?
Sì, in Italia gli utenti potranno segnalare l’assenza delle etichette a AgID e Acn, le autorità competenti indicate.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Adnkronos e Key4biz.



