La notizia in sintesi
- Governo Meloni valuta un fondo previdenziale aperto alla nascita.
- Lo Stato verserebbe una somma iniziale, integrabile da famiglie e lavoratori.
- Il progetto guarda alla Frühstart-Rente approvata dal governo tedesco.
- Inps e Covip sono indicate per gestione e vigilanza.
Riassunto generato con AI
Fondo pensione dalla nascita, l’ipotesi del Governo
Il Governo Meloni sta valutando un fondo previdenziale alla nascita: una posizione individuale aperta per ogni neonato, finanziata inizialmente dallo Stato e alimentabile nel tempo dalla famiglia e dal futuro lavoratore. L’ipotesi, illustrata dalla ministra del Lavoro Marina Calderone in vista della prossima legge di Bilancio, mira a costruire una pensione complementare destinata ad affiancare, dopo decenni, l’assegno erogato dall’Inps.
La proposta risponde alla prospettiva di carriere più frammentate, retribuzioni basse e pensioni calcolate con il metodo contributivo, condizioni che possono ridurre gli assegni delle generazioni più giovani. Il fattore decisivo sarebbe il tempo: un capitale contenuto, investito per un orizzonte vicino ai 65 anni, potrebbe crescere grazie ai rendimenti composti. Calderone ha definito il progetto “una proposta utile e opportuna, sulla quale stiamo lavorando”.
La misura non è ancora definita né finanziata: il Governo sta esaminando fattibilità, modalità operative e coperture. La ministra ha escluso che servano importi pubblici elevati all’avvio, descrivendo il contributo iniziale come una scintilla da integrare con versamenti volontari. Tra le opzioni considerate figurano anche incentivi fiscali per rendere più conveniente l’accantonamento delle famiglie.
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Gestione pubblica e riferimento al modello tedesco
Il modello citato da Marina Calderone è la Frühstart-Rente tedesca, il cui disegno di legge è stato approvato dal governo di Berlino il 12 agosto. In Germania lo Stato prevede un contributo di 10 euro mensili per ciascun bambino tra i 6 e i 18 anni, destinato a un conto individuale investito sui mercati finanziari: nell’intero periodo l’apporto pubblico ammonta a 1.440 euro.
Le proiezioni sul valore futuro del capitale non sono garanzie. Il ministero delle Finanze tedesco ha stimato che quei contributi potrebbero valere circa 2.200 euro al compimento dei 18 anni e 53mila euro a 65 anni, ipotizzando un rendimento medio annuo del 7%; la stima non considera l’inflazione. Con ulteriori 10 euro mensili versati dai genitori fino alla maggiore età, la proiezione indicata arriva a circa 107mila euro.
La struttura tedesca lascia ai genitori la scelta di un prodotto previdenziale certificato presso un operatore privato. In assenza di scelta, il capitale viene investito collettivamente sotto la gestione della Bundesbank. Secondo una diversa simulazione riportata da Open, il capitale tedesco potrebbe raggiungere circa 160mila euro a 65 anni: si tratta tuttavia di un calcolo indicativo, dipendente da rendimenti, durata e versamenti.
Per l’Italia, l’indirizzo prospettato appare più pubblico. L’Inps potrebbe seguire gestione amministrativa, monitoraggio e rendicontazione, mentre la vigilanza sarebbe attribuita alla Covip; i ministeri del Lavoro e dell’Economia avrebbero funzioni di indirizzo e controllo. Calderone non esclude una collaborazione “in modo sinergico con realtà di mercato”, che potrebbe riguardare la gestione finanziaria attraverso operatori specializzati.
La differenza tecnica è rilevante: l’Inps gestisce principalmente un sistema a ripartizione, nel quale i contributi dei lavoratori finanziano le pensioni correnti. Il fondo dalla nascita sarebbe invece basato sulla capitalizzazione, cioè sull’accumulo e sull’investimento di risorse riferite alla posizione individuale. Proprio per questo i risultati finali dipenderebbero anche dall’andamento degli investimenti e dall’inflazione.
I critici segnalano il rischio che risorse pubbliche finiscano per favorire soggetti privati. Viene inoltre richiamata la presenza dello Stato in società quotate, che potrebbe creare un circuito nel quale il settore pubblico avrebbe un interesse indiretto nei flussi investiti. Sono aspetti che rendono centrali regole di trasparenza, vigilanza e definizione delle responsabilità, ma sui quali il progetto italiano non ha ancora un assetto operativo annunciato.
Il collegamento con la previdenza complementare
Il fondo alla nascita estenderebbe la logica della previdenza complementare a una fase molto precedente al primo impiego. Dal 1° luglio 2026, per i dipendenti privati assunti per la prima volta, sono entrate in vigore nuove regole: entro 60 giorni devono scegliere se aderire a un fondo pensione o lasciare il Tfr presso il datore di lavoro.
In mancanza di una scelta, scatta l’adesione al fondo previsto dal contratto collettivo. La nuova ipotesi partirebbe invece dalla nascita e punterebbe ad accumulare capitale prima dell’ingresso nel mercato del lavoro. L’obiettivo dichiarato è sostenere pensioni future più adeguate senza sostituire il sistema pubblico.
La pressione demografica è il contesto della proposta: meno lavoratori e più pensionati possono rendere più difficile il finanziamento delle prestazioni. Le eventuali coperture e l’importo del contributo pubblico saranno quindi i passaggi decisivi della legge di Bilancio. Fino alla definizione di tali elementi, il fondo resta un progetto allo studio e non una misura già accessibile alle famiglie.
FAQ
Cos’è il fondo previdenziale alla nascita?
Sì, sarebbe una posizione individuale aperta alla nascita, con contributo pubblico iniziale e versamenti volontari di famiglia e beneficiario.
Il fondo sostituirà la pensione Inps?
No, il progetto è pensato come previdenza aggiuntiva, destinata ad affiancare nel tempo l’assegno pensionistico dell’Inps.
Quanto verserebbe lo Stato italiano?
Non è definito: Marina Calderone ha indicato piccoli importi iniziali, mentre coperture e modalità sono ancora in valutazione.
Come funziona la misura tedesca?
Sì, la Frühstart-Rente prevede 10 euro mensili statali dai 6 ai 18 anni, investiti in un conto previdenziale individuale.
Come sono state verificate queste informazioni?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su QuiFinanza e Today; ogni articolo passa dalla supervisione umana della Redazione prima della pubblicazione.
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