La notizia in sintesi
- Palazzo Chigi valuta la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi.
- La misura potrebbe entrare nella prossima legge di bilancio del governo Meloni.
- Marco Osnato ipotizza aliquote sostitutive al 10% o al 15%.
- Costi e platea dipenderanno dalla soglia di reddito scelta nella manovra.
Riassunto generato con AI
Tredicesime detassate, ipotesi nella manovra
Il governo guidato da Giorgia Meloni valuta l’inserimento nella prossima legge di bilancio della detassazione delle tredicesime, con priorità ai lavoratori a reddito basso. L’ipotesi è tornata al centro del confronto politico in vista della manovra, anche durante il Meeting di Rimini, dove la maggioranza ha richiamato la necessità di alleggerire il carico fiscale su stipendi e lavoro.
La misura, sostenuta da forze diverse della coalizione, punterebbe a ridurre l’Irpef applicata alla mensilità aggiuntiva, aumentando l’importo netto ricevuto dai dipendenti. La scelta del perimetro dei beneficiari sarà decisiva: una platea concentrata sui redditi più bassi richiederebbe risorse inferiori, mentre l’estensione a fasce più ampie inciderebbe sensibilmente sui conti pubblici.
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La detassazione delle tredicesime viene considerata una delle possibili bandiere della manovra, insieme al riordino dell’Irpef per il ceto medio e agli incentivi al lavoro. Il nodo politico e tecnico riguarda la copertura finanziaria, in una legge di bilancio che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dovrà costruire mantenendo il rigore dei conti.
Aliquote, soglie e coperture ancora da definire
Il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato di Fratelli d’Italia, ha indicato una possibile soluzione: sostituire l’Irpef ordinaria sulle tredicesime con un’imposta al 15% oppure al 10%. Secondo le stime riportate, il risparmio netto in busta paga potrebbe oscillare tra 200 e 500 euro, in base al reddito del lavoratore.
Il costo cambierebbe in modo rilevante a seconda della soglia adottata. Se l’intervento fosse riservato ai redditi fino a 15mila euro, la spesa sarebbe nell’ordine di mezzo miliardo; con una platea più larga, fino a 30mila euro, l’onere stimato salirebbe tra due e tre miliardi.
Per Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, l’obiettivo potrebbe arrivare fino alla detassazione totale delle tredicesime, “se possibile”. Tajani collega questa proposta a un pacchetto più ampio, che include la flat tax incrementale strutturale al 5% sugli aumenti di stipendio, la detassazione di straordinari e premi di produttività, oltre al cashback immediato per le spese sanitarie e all’abolizione del bollo auto.
Osnato ha inoltre richiamato l’ipotesi di intervenire sull’Irpef del ceto medio, estendendo l’aliquota del 33% fino a 60mila euro di reddito. Tale opzione avrebbe un costo vicino ai tre miliardi e un beneficio aggiuntivo fino a mille euro, mentre un taglio di un punto dell’aliquota del 23%, dal 23% al 22%, costerebbe indicativamente 1,5 miliardi e produrrebbe un vantaggio fino a 220 euro.
Le diverse misure non sono necessariamente alternative, ma la loro combinazione dipenderà dalle risorse disponibili. La priorità attribuita alla tredicesima segnala l’intenzione di concentrare un eventuale intervento su un momento dell’anno in cui l’aumento del netto in busta paga è immediatamente percepibile dalle famiglie.
Nel confronto sulla manovra rientrano anche gli incentivi per l’occupazione e il sostegno alla natalità. La ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha indicato la volontà di riconfermare gli incentivi al lavoro finanziati nel 2026 e di continuare a sostenere assunzioni di giovani, donne e lavoratori svantaggiati.
La manovra intreccia fisco, lavoro e natalità
La definizione della tredicesima detassata si inserisce in una trattativa più estesa. Osnato ha indicato, per il 2027, il rinnovo della detassazione degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, del bonus mamme, del bonus nuovi nati, del bonus nido e del sostegno alle spese essenziali.
Il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha proposto una defiscalizzazione per i giovani che rientrano in Italia, con l’obiettivo di contrastare la fuga dei cervelli. Sul fronte degli investimenti, la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti ha avanzato un Programma per il Riassetto Funzionale decennale su infrastrutture, logistica, manutenzione, sicurezza, acqua ed energia.
Il passaggio decisivo per le misure fiscali sarà la disponibilità di margini di bilancio. Il 22 settembre è previsto l’aggiornamento sul deficit del 2025, che potrebbe scendere al 3% dal 3,1%, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione europea.
FAQ
Chi potrebbe beneficiare della detassazione?
Sì, l’ipotesi iniziale riguarda soprattutto i lavoratori con redditi più bassi, con una possibile soglia fino a 15mila euro oppure un’estensione fino a 30mila euro.
Quanto si risparmierebbe sulla tredicesima?
Sì, con un’imposta sostitutiva al 10% o al 15%, il risparmio netto stimato sarebbe tra 200 e 500 euro, secondo il reddito.
La detassazione totale è già decisa?
No, la detassazione fino al 100% è una proposta indicata da Antonio Tajani; non risulta una misura già definita nella legge di bilancio.
Quanto costerebbe la misura allo Stato?
Sì, per redditi fino a 15mila euro il costo stimato è mezzo miliardo; con soglia fino a 30mila euro oscillerebbe tra due e tre miliardi.
Come è stato verificato questo contenuto?
Sì, nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su il Giornale e la Repubblica; ogni articolo riceve supervisione umana della Redazione prima della pubblicazione.
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