La notizia in sintesi
- Fipe-Confcommercio chiede regole più severe contro le false recensioni online.
- Le associazioni sollecitano interventi dell’Agcm nelle Linee Guida in consultazione.
- Il ranking delle recensioni può incidere sulla visibilità delle imprese turistiche e ristorative.
- Le richieste riguardano trasparenza, controlli e criteri pubblici degli algoritmi.
Riassunto generato con AI
False recensioni, la richiesta di Fipe all’Antitrust
Fipe-Confcommercio, guidata da Lino Enrico Stoppani, chiede all’Agcm di rafforzare le Linee Guida contro le recensioni false o pilotate che influenzano le scelte di chi prenota ristoranti, strutture ricettive e vacanze. La presa di posizione riguarda il mercato digitale italiano della ristorazione e del turismo e arriva durante la consultazione pubblica sulle norme elaborate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Secondo la federazione, il tema richiede regole più rigorose perché i giudizi non autentici possono ingannare i consumatori e penalizzare le imprese che lavorano correttamente.
Per Stoppani, l’affidabilità delle informazioni online è una condizione essenziale per il funzionamento del mercato, non un elemento accessorio. Le imprese di settore stimano che il fenomeno possa incidere fino al 30% del fatturato. La richiesta all’Antitrust punta quindi a rendere più efficace la prevenzione delle pratiche che alterano reputazione, visibilità e concorrenza.
Le osservazioni delle associazioni sullo schema Agcm
Fipe ha presentato le proprie osservazioni insieme a Federalberghi, Fiavet, Fto, aderenti a Confcommercio, e Assoturismo-Confesercenti. Le organizzazioni chiedono “regole uniformi e senza zone franche” nella distinzione tra professionisti che pubblicano recensioni dirette e piattaforme che ospitano contributi relativi a servizi di terzi. L’obiettivo dichiarato è evitare che obblighi diversi creino spazi di minore tutela nel percorso che porta l’utente a scegliere un locale o una struttura.
Un punto centrale riguarda le recensioni incentivate. Le associazioni ritengono che lo schema dell’Agcm preveda soltanto obblighi di trasparenza considerati insufficienti, mentre richiamano l’“illiceità assoluta” prevista dall’articolo 19 della Legge sulle pmi. La loro posizione non contesta il valore delle recensioni autentiche: mira invece a separare in modo più netto le opinioni reali dai contenuti condizionati o non veritieri.
Nel ragionamento delle imprese, consumatori e operatori economici hanno un interesse convergente. Un ecosistema digitale verificabile consente a chi cerca un servizio di compiere una scelta più informata e a chi offre qualità di non essere danneggiato da valutazioni artificiose. È una lettura che sposta il tema dalla sola reputazione online alla correttezza delle dinamiche concorrenziali.
Ranking e algoritmi nel confronto con le piattaforme
La richiesta delle associazioni non riguarda soltanto il contenuto delle recensioni, ma anche il loro posizionamento. Secondo gli operatori, il ranking incide sulla visibilità aziendale quanto il giudizio pubblicato, perché determina quali attività emergono nella consultazione delle piattaforme. Per questo chiedono che criteri e pesi di calcolo degli algoritmi siano resi pubblici.
La conseguenza attesa è un confronto più trasparente sulle modalità con cui una piattaforma ordina e mostra le valutazioni. Stoppani auspica che l’Agcm consideri le osservazioni emerse dalla consultazione e costruisca regole capaci di tutelare davvero il mercato. Il passaggio decisivo sarà verificare se le Linee Guida recepiranno richieste più stringenti su incentivi, trasparenza e visibilità.
FAQ
Chi ha chiesto regole più severe?
Sì. Fipe-Confcommercio, con altre associazioni della ristorazione e del turismo, ha chiesto all’Agcm di rafforzare le Linee Guida sulle recensioni online.
Quali associazioni hanno partecipato?
Sì. Hanno partecipato Fipe, Federalberghi, Fiavet, Fto e Assoturismo-Confesercenti, con posizioni presentate nell’ambito della consultazione pubblica.
Quanto incidono le false recensioni?
Sì. Secondo Fipe, il fenomeno delle recensioni non veritiere può incidere fino al 30% del fatturato delle imprese interessate.
Cosa chiedono sugli algoritmi?
Sì. Le associazioni chiedono che siano pubblici i criteri degli algoritmi e i relativi pesi di calcolo usati per il ranking delle recensioni.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì. Il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Adnkronos e Key4biz.




