La notizia in sintesi:
- Doppio calendario per le scadenze imposte 2026 legate alla dichiarazione dei redditi 2025.
- La proroga dell’art. 6 DL 89/2026 riguarda solo contribuenti ISA con partita IVA.
- Esclusi: privati senza ISA, imprenditori agricoli puri, enti non commerciali non ISA.
- Secondo o unico acconto 2026 resta fisso al 30 novembre, sempre non rateizzabile.
(Riassunto generato con AI).
Scadenze imposte 2026: cosa cambia con la proroga DL 89/2026
Nel 2026, con riferimento al periodo d’imposta 2025, il calendario delle imposte sui redditi cambia per effetto dell’art. 6 del DL 89/2026. La proroga crea un doppio binario di scadenze: da un lato i contribuenti che restano nel regime ordinario, dall’altro chi può sfruttare termini più lunghi grazie agli ISA. Le nuove date interessano soprattutto titolari di partita IVA, imprese e professionisti operanti in tutta Italia, con impatto concentrato tra giugno e novembre 2026. L’obiettivo dichiarato del legislatore è alleggerire i flussi di cassa dei soggetti economicamente più esposti, senza modificare il termine del secondo acconto. Capire a quale dei due calendari si appartiene diventa quindi decisivo per evitare errori di versamento, sanzioni e interessi, in un anno in cui la gestione dei flussi fiscali assume un ruolo strategico per imprese e lavoratori autonomi.
Chi resta nel calendario ordinario e come funziona la rateizzazione
Restano fuori dalla proroga le persone fisiche che non esercitano attività rilevanti ai fini ISA, tra cui i contribuenti senza partita IVA che presentano il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta. Sono esclusi anche gli imprenditori agricoli che producono solo reddito agrario e gli enti non commerciali privi di attività commerciale soggetta agli indici sintetici di affidabilità.
Per questi soggetti, saldo 2025 e primo acconto 2026 restano dovuti entro il 30 giugno 2026, oppure entro il 30 luglio 2026 con maggiorazione dello 0,40%. Il secondo o unico acconto 2026 rimane fissato al 30 novembre 2026 e non può essere rateizzato.
All’interno di questo calendario ordinario, saldo e primo acconto possono essere suddivisi in più rate fino a dicembre. Le rate successive alla prima scadono, di regola, il giorno 16 di ogni mese; la rata di agosto, per effetto della sospensione estiva, slitta al 20 agosto. Se il pagamento inizia dal 30 luglio, si applica prima la maggiorazione dello 0,40% e solo dopo si procede a suddividere l’importo in rate. Sulle rate successive alla prima sono dovuti interessi al tasso legale annuo, che vanno calcolati con precisione per evitare difformità.
Chi beneficia del calendario prorogato e quali scadenze deve seguire
La proroga riguarda i titolari di partita IVA per i quali risultano approvati gli ISA, a condizione che i ricavi o compensi dichiarati non superino 5.164.569 euro. Il beneficio opera anche se il contribuente si trova in una causa di esclusione dagli ISA, purché l’attività rientri comunque tra quelle coperte dagli indici.
Rientrano nel perimetro imprese, lavoratori autonomi, professionisti, contribuenti in regime forfettario e nel regime dei minimi, se svolgono attività assoggettabile a ISA. Sono inclusi anche i soci di società e associazioni trasparenti: soci di società di persone, associazioni professionali, collaboratori di imprese familiari e soci di Srl in trasparenza fiscale.
Per questa platea, saldo 2025 e primo acconto 2026 slittano al 20 luglio 2026. È consentito pagare entro il 20 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80%. Anche i beneficiari della proroga possono rateizzare saldo e primo acconto, con scadenza rate al giorno 16 di ogni mese. Se il primo versamento avviene il 20 agosto, l’importo va prima aumentato dello 0,80% e poi frazionato. Il secondo o unico acconto di novembre resta escluso da qualsiasi dilazione.
Doppio calendario fiscale 2026: effetti pratici e strategie di gestione
Il sistema 2026 si fonda dunque su un doppio calendario: i contribuenti senza proroga pagano saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 30 giugno, o entro il 30 luglio con lo 0,40% in più; i beneficiari ISA versano entro il 20 luglio, o entro il 20 agosto con lo 0,80% di maggiorazione. Per tutti, il secondo o unico acconto 2026 resta fermo al 30 novembre, non rateizzabile.
La distinzione preliminare tra contribuenti “ordinari” e soggetti ammessi alla proroga dell’art. 6 DL 89/2026 diventa il primo passaggio operativo per commercialisti, consulenti fiscali e contribuenti evoluti. Da questa classificazione dipendono scadenze, maggiorazioni e possibilità di rateizzare, con impatti diretti sui flussi di cassa aziendali e personali. In un contesto di crescente attenzione alla pianificazione fiscale, conoscere il proprio calendario di riferimento diventa una leva concreta per ridurre il rischio di errori e ottimizzare i pagamenti.
FAQ
Chi rientra nel calendario fiscale ordinario 2026?
Rientrano nel calendario ordinario persone fisiche senza attività ISA, imprenditori agricoli con solo reddito agrario ed enti non commerciali senza attività commerciale ISA.
Quando scadono saldo 2025 e primo acconto 2026 per i soggetti ordinari?
Scadono il 30 giugno 2026, oppure il 30 luglio 2026 con maggiorazione dello 0,40% sull’importo complessivamente dovuto.
Chi può utilizzare la proroga al 20 luglio e 20 agosto 2026?
Possono utilizzarla titolari di partita IVA con ISA approvati, inclusi forfettari, minimi e soci di soggetti trasparenti in attività ISA.
È possibile rateizzare il secondo o unico acconto di novembre 2026?
No, il secondo o unico acconto 2026 con scadenza 30 novembre non è mai rateizzabile, né per i soggetti ordinari né per i beneficiari ISA.
Da quali fonti è stata rielaborata questa analisi sulle scadenze imposte?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



