La notizia in sintesi
- Studio IBM: il 60% dei dipendenti teme un indebolimento delle competenze con l’AI.
- Per il 71% dei CHRO, supervisionare gli output dell’AI è una capacità prioritaria.
- Il 46% delle organizzazioni non coinvolge il CHRO nella strategia di AI.
- Le imprese con ruoli definiti dichiarano meno rischi e migliore qualità del lavoro.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Mastering IBM i: The Complete Resource for Today’s IBM i System
Learn the essential concepts and tools required to work with IBM i systems · Understand traditional methods of working with the system as well as newer methods such as SQL · Update your skill set by learning how to use IBM’s latest graphical tools and methods
Un’indagine globale di IBM rileva una distanza fra le competenze ritenute necessarie dai responsabili delle risorse umane e quelle percepite come prioritarie dai dipendenti nell’uso dell’intelligenza artificiale. Il tema centrale è il pensiero critico: il 60% dei lavoratori intervistati teme che l’AI possa indebolire alcune capacità, mentre i Chief Human Resources Officer indicano giudizio umano e capacità di valutazione degli output come elementi essenziali.
Lo studio dell’IBM Institute for Business Value, svolto con Oxford Economics tra aprile e giugno 2026, ha coinvolto 1.500 CHRO e dirigenti con responsabilità equivalenti e 8.800 dipendenti a tempo pieno. Le rilevazioni hanno interessato rispettivamente 21 aree geografiche e 23 settori per il campione manageriale, e 28 Paesi per quello dei lavoratori.
Giudizio umano e pensiero critico
Il 71% dei CHRO considera prioritaria la capacità di supervisionare, convalidare e correggere quando necessario le risposte prodotte dall’AI. Solo il 29% dei dipendenti assegna però un’importanza analoga alla capacità di giudizio. Per il 57% dei responsabili HR, il pensiero critico rientra tra le capacità più importanti per la forza lavoro; il 48% cita il giudizio umano.
Le innovazioni piu' interessanti di tecnologia e scienza, dritte nella tua inbox.
Fra i dipendenti che temono un deterioramento delle proprie competenze, tre su quattro affermano che l’AI ha già ridotto almeno alcune capacità. Il 49% dei lavoratori e il 57% dei CHRO indicano pensiero critico e capacità di inquadrare i problemi fra le competenze più rilevanti nel lavoro supportato dall’intelligenza artificiale.
“L’AI sta cambiando non solo il modo in cui il lavoro viene svolto, ma anche gli ambiti in cui le persone possono generare il maggior valore”, ha dichiarato Nickle LaMoreaux, Senior Vice President e Chief Human Resources Officer di IBM. “Con l’AI che si occupa di un numero crescente di attività routinarie e basate sui processi, le capacità tipicamente umane diventano ancora più importanti. I CHRO svolgono un ruolo fondamentale nel riprogettare il lavoro del futuro, affinché le persone possano concentrarsi sugli ambiti in cui possono generare il massimo impatto.”
Il rapporto segnala inoltre un tema di fiducia. Dove il giudizio è integrato nel modo di lavorare, il 62% dei CHRO osserva una maggiore fiducia dei dipendenti nelle decisioni supportate dall’AI. Nelle organizzazioni dove non lo è, il 57% riferisce invece un calo di fiducia.
Responsabilità e ruolo delle risorse umane
Il 43% dei dipendenti afferma che, quando l’AI non funziona come previsto, la responsabilità ricade su di loro. Dal lato dei CHRO, il 41% ritiene che i lavoratori possano non sentirsi sicuri nel contestare o correggere gli output generati dai sistemi. Il 36% indica la scarsa chiarezza sulle responsabilità come un ostacolo all’implementazione dell’AI.
Quasi metà delle organizzazioni, il 46%, non coinvolge il CHRO nella definizione della strategia di intelligenza artificiale. Solo il 28% dei responsabili HR dichiara di avere una roadmap condivisa con l’IT e una cadenza operativa comune; il 73% segnala difficoltà nel coordinamento continuativo all’interno della C-suite.
Quando il CHRO condivide almeno la responsabilità di decidere quali scelte debbano rimanere guidate dalle persone, il 76% dei dipendenti si sente libero di mettere in discussione o correggere le raccomandazioni dell’AI. La quota scende al 43% quando le risorse umane hanno un ruolo solo consultivo.
“La familiarità con l’AI, senza capacità di giudizio, aiuta semplicemente un’organizzazione a commettere errori più velocemente.” – Dr. Amit Das, Director e CHRO, Bennett Coleman & Co. Ltd. (The Times of India)
Carichi di lavoro e adozione interna
L’adozione dell’AI può produrre attività aggiuntive non sempre riconosciute: l’80% dei CHRO ritiene che generi lavoro “invisibile”, come la verifica delle raccomandazioni, la correzione di errori, l’aggiunta di contesto e la gestione delle eccezioni. Il 42% dei dipendenti sostiene che l’AI aumenti il carico di lavoro oppure che il contributo svolto non venga riconosciuto.
Il 42% dei CHRO afferma che gli incrementi di produttività attribuiti all’AI vengono reinvestiti soprattutto nell’innovazione o nella riqualificazione professionale. Tuttavia, il 72% delle organizzazioni usa l’AI in misura limitata oppure non la usa nella funzione HR. Le valutazioni dei CHRO sulle competenze interne restano basse per alfabetizzazione all’AI del team, misurazione delle performance e gestione del cambiamento.
Secondo l’indagine, le organizzazioni che distinguono in modo chiaro i flussi di lavoro guidati dall’uomo, supportati dall’AI o eseguiti dall’AI dichiarano una riduzione del rischio del 18% e un miglioramento della qualità del 20%. Il rapporto completo sui CHRO è pubblicato dall’istituto di ricerca aziendale di IBM.
Ulteriori analisi e ricerche sono disponibili sul sito dell’IBM Institute for Business Value; la newsletter IdeaWatch raccoglie altri approfondimenti dell’istituto.
FAQ
Quanti dipendenti temono di perdere competenze con l’AI?
Il 60% dei dipendenti intervistati teme un indebolimento delle proprie competenze, con il pensiero critico indicato come capacità più esposta.
Quale competenza ritengono prioritaria i CHRO?
Il 71% dei CHRO indica come prioritaria la supervisione, la convalida e l’eventuale correzione degli output prodotti dall’intelligenza artificiale.
Quanto coinvolgono i CHRO nelle strategie di AI?
Il 46% delle organizzazioni non coinvolge il CHRO nella definizione della propria strategia di intelligenza artificiale.
Quali effetti ha l’AI sul carico di lavoro?
Il 42% dei dipendenti afferma che l’AI aumenta il carico di lavoro oppure che il lavoro aggiuntivo svolto non viene riconosciuto.
Come è stato verificato questo contenuto?
Il contenuto si basa sul comunicato ufficiale diffuso dall’azienda, verificato e riscritto in forma giornalistica dalla nostra Redazione, con supervisione umana prima della pubblicazione.
Non perdere gli errori di prezzo clamorosi su Amazon!
Iscriviti al canale Telegram e ricevili in tempo reale
Guide agli acquisti su Amazon



Le notizie più lette su Assodigitale














