Geotab rileva batterie elettriche in calo del 2,3% l’anno

5 Settembre 2026

5 Settembre 2026/Home/MOTORI/Geotab rileva batterie elettriche in calo del 2,3% l’anno

La notizia in sintesi

  • Le batterie elettriche perdono soprattutto autonomia, non potenza o accelerazione.
  • Geotab rileva un degrado medio annuo del 2,3% su 22.700 veicoli.
  • Ricariche rapide frequenti e temperature estreme aumentano l’usura delle celle.
  • L’obsolescenza tecnologica può pesare più del degrado sul valore dell’usato.

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Durata delle batterie elettriche: cosa indicano i dati

Le batterie delle auto elettriche, al centro delle esitazioni dei consumatori, mantengono in genere una capacità utile ben oltre i primi anni d’uso. L’analisi dei dati di Geotab, condotta su 22.700 veicoli di oltre venti modelli impiegati per molti anni, indica un degrado medio annuo del 2,3%, mentre il mercato italiano registra in agosto una quota elettrica del 6,4%, contro oltre il 20% europeo. Il tema riguarda chi valuta l’acquisto in Italia e teme autonomia, ricarica e durata: la capacità cala più della potenza, ma clima, ricariche rapide e gestione della carica incidono sulla vita delle celle e sul valore futuro dell’auto.

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Capacità residua, ricarica rapida e gestione termica

Il degrado riguarda la quantità di energia immagazzinabile, non la corrente disponibile per motore e ricarica: l’auto può quindi conservare accelerazione e velocità, ma percorrere meno chilometri con una carica. Le stime riportate dalle fonti collocano la capacità residua almeno al 90% dopo cinque anni, circa all’80% dopo dieci e al 70% dopo quindici, con un calo iniziale più marcato nei primi 12-24 mesi e poi più lento. Il dato va letto anche rispetto al parco auto italiano, la cui anzianità media supera ormai i 13 anni.

Temperature elevate o molto basse, cicli frequenti di carica e scarica, uso ricorrente di colonnine oltre 50 kW e soste prolungate con batteria quasi piena o quasi vuota aumentano lo stress chimico delle celle e accelerano la perdita. Per limitare l’usura, le fonti consigliano di privilegiare la fascia tra 20% e 80%, evitare scariche quasi complete e valutare un efficace thermal management, capace di raffreddare o preriscaldare il pacco batterie prima della ricarica rapida programmata dal navigatore.

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Nei confronti citati, le batterie al litio-ferro-fosfato risultano più durevoli di quelle al nichel-manganese-cobalto, ma utilizzo reale e gestione termica restano determinanti: per il mercato dell’usato, il nodo può diventare l’obsolescenza tecnologica più che l’esaurimento dell’accumulatore.

L’impatto sul valore delle elettriche usate

Il dato più rilevante per chi acquista non è soltanto l’autonomia residua, ma la velocità con cui evolvono ricarica e accumulatori. I costruttori cinesi indicano batterie allo stato solido con percorrenze dichiarate fra 800 e 1.000 chilometri o ricariche in 8-10 minuti, grazie a potenze oltre 1.000 kW. Se queste soluzioni arriveranno sul mercato, l’effetto potrà riguardare soprattutto il valore residuo delle elettriche attuali, incluse quelle provenienti dalle flotte aziendali e destinate alla rivendita.

FAQ

Quanto degrada una batteria elettrica ogni anno?

Lo studio di Geotab rileva una perdita media del 2,3% annuo su 22.700 veicoli elettrici di oltre venti modelli.

Quanta capacità resta dopo dieci anni?

Le stime indicano circa l’80% della capacità originaria dopo dieci anni, rispetto ad almeno il 90% rilevato dopo cinque.

Come si riduce l’usura della batteria?

Ricariche tra il 20% e l’80%, minori scariche complete e meno soste rapide oltre 50 kW riducono lo stress delle celle.

Quale chimica dura maggiormente?

Nei test comparativi, il litio-ferro-fosfato sopporta più cicli del nichel-manganese-cobalto, pur restando decisivi uso, soste e gestione termica.

Quali fonti sono state utilizzate?

La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi incrociata di fonti stampa ufficiali e qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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