La notizia in sintesi:
- Nel 2024 gli incassi da autovelox in Italia calano in media dell’8,9%.
- La stretta normativa di giugno impone limiti severi ai Comuni sui rilevatori di velocità.
- Sentenze della Cassazione sui dispositivi non omologati spingono molti enti a spegnere gli autovelox.
- Firenze resta prima per incassi, seguono Bologna in crescita e Milano in forte calo.
(Riassunto generato con AI).
Autovelox, incassi in calo e città italiane sotto esame
In tutta Italia gli incassi complessivi derivanti dagli autovelox registrano, nell’ultimo anno, un calo medio dell’8,9%.
La flessione riguarda quasi tutti i territori, ma non in modo uniforme, con significative differenze tra grandi città e aree periferiche.
Al centro del cambiamento ci sono le nuove regole sulla gestione dei rilevatori di velocità, entrate in vigore a giugno, che hanno imposto vincoli severi ai Comuni sull’uso degli apparecchi, sulla segnalazione preventiva e sulle condizioni di installazione.
Parallelamente sono intervenute le decisioni della Corte di Cassazione sui dispositivi non omologati, che hanno messo in discussione migliaia di verbali.
Per evitare piogge di ricorsi e possibili annullamenti di massa, molte amministrazioni locali hanno scelto di spegnere temporaneamente gli autovelox sospetti o di limitarne l’operatività.
Questo contesto normativo e giudiziario spiega perché, pur in presenza di un traffico tornato ai livelli pre-pandemia, le entrate da multe per eccesso di velocità risultino in netta contrazione rispetto agli anni precedenti.
Cosa cambia con la stretta normativa e il nuovo podio delle città
La stretta normativa di giugno, varata per contrastare l’uso distorto degli autovelox come “bancomat” comunali, introduce parametri più stringenti su omologazione, posizionamento e finalità di sicurezza stradale.
Gli apparecchi devono essere chiaramente segnalati, correttamente tarati e giustificati da dati oggettivi di incidentalità, riducendo i margini di discrezionalità dei Comuni.
Le norme rendono inoltre più semplice la contestazione delle multe in assenza di documentazione tecnica completa.
Nel nuovo scenario, la classifica dei grandi centri italiani vede Firenze confermarsi in testa con 19,7 milioni di euro incassati, primato assoluto a livello nazionale.
Al secondo posto sale Bologna, che si muove in netta controtendenza rispetto al calo medio, registrando un aumento del 21,3% e arrivando a 9,2 milioni di euro di proventi da sanzioni per eccesso di velocità.
Scivola invece in terza posizione Milano, dove gli introiti da autovelox crollano a 6,9 milioni di euro, segnale di un utilizzo più limitato dei dispositivi o di un adeguamento più rapido alle nuove regole.
Questi dati, letti nel quadro delle pronunce della Cassazione sui dispositivi non omologati, indicano un passaggio da un sistema basato prevalentemente sulla quantità delle sanzioni a un modello in cui diventano centrali legalità formale, tracciabilità delle procedure e finalità di prevenzione.
Le prossime mosse dei Comuni e l’impatto su automobilisti e sicurezza
Nei prossimi mesi molti Comuni saranno costretti a rivedere piani di bilancio e strategie di controllo della velocità, investendo su dispositivi omologati, segnaletica più chiara e monitoraggi trasparenti.
Per gli automobilisti il nuovo quadro potrebbe tradursi in minori contenziosi e in multe più difficilmente impugnabili.
Sul fronte della sicurezza stradale, la sfida sarà dimostrare che una gestione più rigorosa degli autovelox possa garantire meno incidenti senza trasformare le sanzioni in una leva puramente fiscale.
FAQ
Perché gli incassi da autovelox sono diminuiti in Italia?
Il calo è dovuto alla stretta normativa di giugno sugli autovelox e alle sentenze della Cassazione sui dispositivi non omologati, che hanno ridotto l’operatività di molti apparecchi.
Quali città italiane incassano di più dagli autovelox?
Attualmente guida Firenze con 19,7 milioni di euro, seguita da Bologna con 9,2 milioni e da Milano con 6,9 milioni.
Cosa prevedono le nuove regole sugli autovelox comunali?
Le nuove regole impongono omologazione certa, corretta taratura, segnalazione preventiva chiara e motivazione legata alla sicurezza stradale, limitando usi puramente finanziari.
È possibile contestare una multa presa con autovelox?
Sì, è possibile verificando omologazione, taratura, segnaletica e documentazione tecnica; eventuali irregolarità possono motivare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.
Da dove provengono i dati e le informazioni su questi autovelox?
I contenuti derivano da rielaborazione giornalistica di notizie diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrate dalla nostra Redazione.



