Caffè e declino cognitivo correlazione svelata dalla nuova ricerca sugli effetti protettivi contro la demenza

Caffè e declino cognitivo correlazione svelata dalla nuova ricerca sugli effetti protettivi contro la demenza

14 Marzo 2026

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Caffè, cervello e demenza: cosa emerge davvero dal nuovo studio

Una ricerca pubblicata sul Journal of the American Medical Association ha analizzato il legame tra consumo abituale di caffè e e rischio di demenza. Lo studio, condotto negli Stati Uniti, ha seguito per decenni oltre 130.000 adulti inizialmente sani per valutare come le abitudini di consumo di caffeina influenzino la salute cognitiva nel lungo periodo.
Secondo i risultati, chi beve quotidianamente quantità moderate di caffè o tè presenta un rischio leggermente inferiore di sviluppare deterioramento cognitivo.

Ma i medici del portale anti-bufale Dottoremaeveroche.it (FNOMCeO) e l’esperta di nutrizione funzionale Sara Farnetti invitano alla prudenza: si tratta di uno studio osservazionale, che non dimostra un rapporto di causa-effetto e non equivale a un via libera a bere più caffè.

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La notizia in sintesi

  • Studio USA su oltre 130.000 persone associa il consumo moderato di caffè e tè a minore rischio di demenza.
  • Il beneficio è più evidente con 2-3 tazze di caffè o 1-2 di tè al giorno.
  • Ricerca osservazionale: non prova che il caffè protegga direttamente il cervello.
  • Gli esperti sconsigliano di aumentare il consumo di caffeina solo per prevenire la demenza.

Come è stato condotto lo studio e cosa significa davvero

Lo studio ha coinvolto due grandi coorti statunitensi, con oltre 130.000 partecipanti di entrambi i sessi, senza demenza né patologie gravi all’ingresso. Il follow-up è durato fino a 43 anni, con questionari ripetuti ogni 2-4 anni su consumo di caffè non decaffeinato, e stato cognitivo.
I ricercatori hanno osservato che un maggiore consumo di queste bevande era associato a un rischio più basso di demenza e a una performance cognitiva leggermente migliore, con l’effetto più marcato per 2-3 tazze di caffè o 1-2 tazze di tè al giorno.

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Tuttavia il disegno è puramente osservazionale: i partecipanti non sono stati assegnati in modo casuale a gruppi che bevevano o non bevevano caffè. Mancando la randomizzazione, non è possibile escludere che altri fattori – come alimentazione, attività fisica, fumo, reddito o livello di istruzione – spieghino in parte o del tutto l’associazione osservata.

Limiti, prudenza e ruolo delle abitudini quotidiane

I medici di Dottoremaeveroche.it sottolineano che, senza studi clinici randomizzati, non si può affermare che il caffè “protegga” il cervello. Il cardiologo elettrofisiologo John Mandrola, sul blog Sensible Medicine, cita proprio questo lavoro come esempio dei limiti degli studi osservazionali su caffè, cioccolato o mirtilli, che rischiano di generare messaggi fuorvianti.

Chi consuma regolarmente caffè potrebbe, per esempio, svolgere più attività fisica, seguire una dieta più varia, fumare meno o avere un più alto livello di istruzione: tutti fattori già noti per ridurre il rischio di demenza. Anche se i ricercatori hanno provato a “correggere” questi elementi nei modelli statistici, le variabili non misurate restano invisibili.
Per questo gli esperti ribadiscono che i risultati “non possono essere letti come un invito a consumare più frequentemente caffè o tè”.

FAQ

Bere caffè ogni giorno riduce davvero il rischio di demenza?

Sì, ma solo in termini di associazione statistica: lo studio osservazionale mostra un rischio leggermente minore, senza però dimostrare un rapporto di causa-effetto.

Quante tazze di caffè al giorno sono considerate consumo moderato?

Sì, la soglia indicata come “moderata” dallo studio è di 2-3 tazze di caffè al giorno, oppure 1-2 tazze di tè.

È consigliabile aumentare il consumo di caffè per proteggere il cervello?

No, gli esperti sconsigliano di farlo: l’evidenza attuale non è causale e l’eccesso di caffeina può comportare altri rischi individuali.

Quando è meglio bere il caffè per ridurre i disturbi gastrici?

Sì, secondo Sara Farnetti è preferibile assumerlo dopo la colazione: a digiuno aumenta la secrezione acida gastrica e può risultare gastrolesivo.

Da quali fonti è stata rielaborata questa analisi giornalistica?

Sì, il contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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