La notizia in sintesi
- Nuovo Codice della strada: cinture obbligatorie anche sui quadricicli pesanti.
- La consultazione del Ministero dei Trasporti termina il 13 settembre.
- L’anomalia normativa risale alla legge 120 del 2010.
- I veicoli L7e possono raggiungere 15 kW di potenza.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Cinture obbligatorie anche per i quadricicli pesanti
Il Nuovo Codice della strada interviene sui quadricicli pesanti L7e, le microcar più potenti per le quali l’attuale articolo 172 non impone l’uso delle cinture di sicurezza. La correzione compare nel testo-base sottoposto dal Ministero dei Trasporti a consultazione pubblica, aperta in Italia fino al 13 settembre. La modifica riguarda conducenti e passeggeri dei veicoli chiusi della categoria L7e, già dotati di cinture per prescrizioni tecniche europee ma esclusi dall’obbligo d’impiego.
Il provvedimento mira a eliminare una disparità normativa nata nel 2010 e divenuta più evidente con la diffusione delle microcar. L’intervento allinea quindi la regola prevista per i quadricicli leggeri alla maggiore potenza dei modelli pesanti, in nome della sicurezza stradale.
La norma e le differenze tra le categorie
L’articolo 172 del Codice della strada stabilisce già l’obbligo delle cinture durante la marcia per i quadricicli leggeri L6e con carrozzeria chiusa, per le autovetture M1 e per gli autocarri delle categorie N1, N2 e N3. I quadricicli pesanti L7e con abitacolo chiuso sono invece rimasti fuori dall’elenco, pur dovendo essere equipaggiati con sistemi di ritenuta secondo le norme tecniche europee. Il vuoto viene ricondotto alla legge 120 del 2010, che estese l’obbligo ai soli L6e senza includere i mezzi della categoria superiore.
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I quadricicli leggeri hanno massa a vuoto fino a 350 chilogrammi, batteria esclusa per le versioni elettriche, velocità massima di 45 chilometri orari e potenza fino a 4 kW. Sono equiparati ai ciclomotori e possono essere guidati con patente AM, ottenibile dai 14 anni, oppure con una patente diversa. I modelli L7e arrivano invece a 400 chilogrammi, o 550 se destinati al trasporto merci, sempre senza batteria di trazione per gli elettrici.
La potenza massima netta può toccare 15 kW e per guidarli occorre la patente B1, conseguibile a 16 anni, o una categoria superiore. Il contrasto tra caratteristiche tecniche e disciplina vigente è il punto centrale della revisione: il veicolo più prestazionale non era soggetto al medesimo obbligo del mezzo assimilato a un ciclomotore. L’aggiornamento del testo-base punta perciò a rendere coerente l’applicazione delle cinture nei veicoli chiusi appartenenti alle due categorie.
La conseguenza per guidatori e passeggeri
L’eventuale approvazione della modifica estenderebbe formalmente l’obbligo delle cinture a guidatore e passeggeri dei quadricicli pesanti L7e con carrozzeria chiusa. Il cambiamento non introduce necessariamente una nuova dotazione tecnica, perché i costruttori erano già tenuti a installare tali dispositivi. Incide però sul comportamento richiesto a bordo e supera un’eccezione rimasta nel Codice per oltre sedici anni.
L’uso delle cinture resta indicato anche prima dell’entrata in vigore della nuova previsione, poiché la loro presenza sui mezzi L7e risponde a requisiti di sicurezza.
FAQ
Quali microcar avranno l’obbligo delle cinture?
I quadricicli pesanti L7e con carrozzeria chiusa, finora esclusi dall’articolo 172, saranno inclusi nella revisione del testo-base del Codice.
Quando termina la consultazione sul nuovo testo?
La consultazione pubblica avviata dal Ministero dei Trasporti sul testo-base del Nuovo Codice della strada si conclude il 13 settembre.
Che patente serve per un quadriciclo pesante?
La patente B1, conseguibile a 16 anni, abilita alla guida dei quadricicli L7e; resta valida anche qualsiasi patente superiore.
Qual è la potenza massima dei veicoli L7e?
La potenza massima netta dei quadricicli pesanti L7e può arrivare a 15 kW, contro il limite di 4 kW degli L6e.
Quali fonti sono state utilizzate?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana fonti stampa ufficiali e qualificate, valutando congiuntamente anche Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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