+42% in un trimestre, 70% di flotte elettrificate, firma digitale e fotovoltaico. Il dealer lombardo non insegue la trasformazione del settore automotive — la anticipa
Certi numeri non si commentano, si analizzano. Il 2025 di Fratelli Giacomel si è chiuso a 478 milioni di euro di fatturato, il 13% in più rispetto all’anno prima. Ma è il primo trimestre 2026 a raccontare qualcosa di strutturalmente diverso: +42% anno su anno, 4.242 vetture consegnate in novanta giorni, il miglior avvio nella storia del gruppo. Non è un rimbalzo post-crisi. È il segnale che un modello di business pensato per la transizione sta iniziando a girare a pieno regime.
Il dato che cambia tutto: le flotte al 70%
Chi legge i bilanci dei dealer automobilistici sa che il mix vendite è il vero termometro della salute aziendale. E il mix di Giacomel nel Q1 2026 racconta una storia precisa: il comparto flotte aziendali ha pesato per il 70% del totale, rispetto al 50% dell’intero 2025. In termini assoluti, circa 3.000 vetture su 4.242 consegnate sono andate ad aziende, non a privati.
Il motivo è fiscale prima ancora che ambientale. Le motorizzazioni plug-in hybrid ed elettriche godono oggi di vantaggi significativi sui fringe benefit aziendali, e le imprese lo sanno. Il risultato è un’accelerazione della domanda di veicoli a basse emissioni che sta ridisegnando i volumi dell’intero canale B2B. Parallelamente, nel mercato retail i powertrain mild e full hybrid hanno già superato il 50% del mix nei primi mesi del 2026: la combustione pura si avvia a diventare eccezione, non regola.
La variabile cinese: 13% oggi, 25-30% domani
Il contesto in cui questi numeri maturano non è privo di pressioni. Dodici costruttori di origine cinese hanno raggiunto complessivamente una quota del 13% nel mercato italiano nei primi mesi del 2026. Le proiezioni più attendibili stimano che questa percentuale possa arrivare al 25-30% nel giro di pochi anni — una quota che in altri mercati maturi sarebbe già considerata dominante.
La risposta di Giacomel a questa pressione competitiva non è tattica, è sistemica. Un brand cinese può competere sul prezzo e sulla dotazione tecnologica di serie. Molto più difficile è replicare una rete distributiva costruita in cinquant’anni, fatta di competenze tecniche certificate, relazioni di lungo periodo con la clientela e presenza capillare sul territorio. «Sarà questo patrimonio umano a fare la differenza anche in futuro», ha sintetizzato il Direttore Generale Alberto Giacomel — una frase che suona meno retorica quando la si legge insieme ai numeri del trimestre.
GoToZero: digitalizzazione del processo e kilowatt sul tetto
Sul fronte operativo, il programma ESG GoToZero avanza su due binari paralleli. Il primo è la digitalizzazione dell’intero ciclo di vendita: il dealer sta completando l’integrazione della firma digitale e della gestione documentale da remoto per nuovo e usato, con rollout previsto anche sull’area After Sales nella seconda metà del 2026. Meno carta, meno attrito, percorso d’acquisto più fluido — e dati più facilmente tracciabili lungo tutta la filiera.
Il secondo binario è energetico. Nel Q1 2026 sono entrati in funzione gli impianti fotovoltaici delle sedi di San Martino Siccomario e Audi Milano. Entro ottobre sarà completata l’installazione nella sede di Assago, portando la potenza complessiva del gruppo a circa 700 kW installati. Una cifra che non è solo rendicontazione ESG: è riduzione strutturale dei costi energetici operativi.
Milano come laboratorio: lavoro, formazione, inclusione
Il nuovo showroom Audi a Milano Sud — aperto da pochi mesi — ha già generato 20 posizioni nella fase di start-up, con altri 4 professionisti in ingresso a breve. Il traguardo dei 400 collaboratori complessivi è a portata di mano.
Ma la mossa più interessante sul fronte milanese è la Giacomel Academy: un programma formativo sul modello delle corporate academy, in fase di finalizzazione e prossimo alla candidatura nel Patto per il Lavoro del Comune di Milano. L’obiettivo dichiarato è abbassare le barriere d’ingresso al settore automotive per i giovani — con attenzione esplicita alla componente femminile, ancora sottorappresentata in un comparto tradizionalmente a dominanza maschile. A questo si affianca il sostegno a «Generazione Sport», progetto del Comune che usa lo sport come leva di inclusione sociale per adolescenti in situazioni di fragilità.
La rete oggi conta sedi ad Assago, Lodi, Vigevano, San Martino Siccomario, Cava Manara e Milano, con un portfolio marchi che copre Volkswagen, SEAT, CUPRA e Audi.
Il prossimo appuntamento chiave sarà la pubblicazione dei dati del secondo trimestre 2026, che dirà se l’accelerazione del Q1 è confermabile o se risentirà di un effetto di anticipo degli ordini flotte legato alle scadenze fiscali.



