La notizia in sintesi
- Il Museo Galileo di Firenze ha presentato il 13 ottobre Galileo Legacy, un’isola gratuita su Fortnite.
- Quattro percorsi propongono enigmi dedicati ad astronomia, esperimenti, gravità e misurazione del tempo.
- Gli strumenti delle collezioni museali diventano parte delle prove, con riproduzioni ricavate dai modelli 3D.
- Una guida per docenti propone attività in classe e a casa, collegando il gioco alla visita al museo.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
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Il Museo Galileo di Firenze porta le proprie collezioni su Fortnite con Galileo Legacy, un’isola di gioco presentata martedì 13 ottobre nella sede di Piazza dei Giudici. Realizzato in collaborazione con Dot Beyond e finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR, il progetto propone ai più giovani un percorso nella storia della scienza attraverso enigmi e prove legati agli strumenti conservati nel museo.
L’accesso è gratuito: chi avvia Fortnite da PC o console può cercare Galileo Legacy ed entrare nell’isola. Il percorso comprende ambienti dedicati all’astronomia, agli esperimenti, alla gravità e al tempo. Per procedere, i giocatori devono osservare gli oggetti, interpretare indizi e applicare i concetti scientifici su cui sono costruite le sfide.

Quattro percorsi dalla Sala dei Sigilli
Il punto di partenza dell’avventura è la Sala dei Sigilli, che collega le quattro Ali tematiche. Ogni area ha un’ambientazione distinta e una serie di enigmi specifici: il giocatore può scegliere da quale iniziare, senza seguire una sequenza obbligatoria.
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Al completamento di ciascun percorso si ottiene un Sigillo. La raccolta di tutti e quattro consente di raggiungere il finale e risolvere il mistero che accompagna l’esplorazione. La struttura lascia quindi libertà nell’ordine delle prove, ma richiede di affrontare tutte le aree per concludere l’avventura.

Astronomia e tempo, tra coordinate e osservazione del cielo
Nell’Ala dell’Astronomia le prove prendono le mosse dai modelli cosmologici dell’antichità. Per orientarsi, il giocatore dispone di bussola, mappa e coordinate: sono questi gli strumenti da usare per avanzare nel percorso e raggiungere una grande Sfera Armillare in movimento, che deve essere attraversata.
La sfida mette insieme l’orientamento nello spazio e la conoscenza degli strumenti astronomici. Geografia, fisica e storia della scienza entrano così nella stessa attività: gli oggetti non sono soltanto elementi da osservare, ma servono a capire come proseguire nel gioco.

Un’altra forma di osservazione del cielo viene proposta nell’Ala del Tempo. Qui il giocatore raggiunge un grande Notturnale e deve individuare la Stella Polare e l’Orsa Maggiore per ricavare l’ora. La prova collega quindi la lettura delle posizioni celesti alla misurazione del tempo.
I due percorsi affrontano aspetti diversi dell’astronomia: da una parte i modelli del cosmo e l’orientamento, dall’altra l’impiego delle stelle per determinare l’ora. Sfera Armillare e Notturnale sono anche tra gli strumenti che collegano l’esperienza virtuale agli oggetti delle collezioni museali.

Le prove al banco chimico e sul moto dei corpi
L’Ala degli Esperimenti assegna ai partecipanti compiti da ricercatori. La prima attività consiste nel seguire una procedura al Banco Chimico per ottenere un inchiostro; successivamente occorre interpretare un messaggio nascosto mediante un Cifrario storico. Il percorso combina così sperimentazione, matematica e linguaggio.
Nell’Ala della Gravità, invece, le sfide riguardano gli studi di Galileo sul movimento dei corpi. Le prove utilizzano i concetti di accelerazione, inerzia e gravità e comprendono l’Esperimento dei Gravi. Anche in questo caso, il contenuto scientifico determina le azioni richieste al giocatore.
Le riproduzioni di telescopi, astrolabi, microscopi e sfere armillari derivano dai modelli 3D del patrimonio digitalizzato del museo. Lo sviluppo ha cercato di conservare un legame tra il funzionamento originario degli strumenti e il loro impiego nelle prove. Superati i quattro percorsi, la raccolta dei Sigilli apre la conclusione dell’esperienza.

Una guida per usare il gioco a scuola
Galileo Legacy è stato pensato anche per attività didattiche. Una guida rivolta ai docenti suggerisce l’utilizzo in classe attraverso la LIM, con sfide a squadre, oppure il gioco individuale a casa. Le osservazioni raccolte durante l’esplorazione possono poi diventare argomenti di confronto e approfondimento in aula.
Alla presentazione sono intervenuti Roberto Ferrari, direttore esecutivo del Museo Galileo; Luca Mercuri, del Ministero della Cultura; Giovanni Bettarini, assessore alla Cultura del Comune di Firenze; Riccardo De Angelis, sviluppatore di Dot Beyond; e Pietro Polsinelli, direttore di Open Lab. Una sessione di gioco in diretta ha mostrato l’esplorazione dell’isola e alcune delle prove.
Il collegamento con la visita alle collezioni è uno degli obiettivi del progetto. Roberto Ferrari, direttore esecutivo del Museo Galileo, ha dichiarato: “Siamo molto curiosi di sperimentare una nuova forma di interazione con un pubblico giovane e internazionale, che speriamo di accogliere presto a Palazzo Castellani”.
Il percorso digitale propone dunque un primo incontro con strumenti come l’Astrolabio, la Sfera Armillare e il Notturnale. Al museo, gli stessi oggetti possono essere ritrovati nelle loro versioni originali, proseguendo l’approfondimento della loro funzione e della loro storia.
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