La notizia in sintesi
- Block ha trasmesso alle autorità dati legati al primo furto Coldcard.
- Il primo attacco ha sottratto 1.082,65 Bitcoin, rimasti finora immobili.
- L’FBI non ha confermato identità, arresti, sequestri o recuperi.
- Gli utenti vulnerabili devono creare nuovi wallet e trasferire i fondi.
Riassunto generato con AI
Indizi sul primo attacco Coldcard
Block avrebbe fornito alle autorità statunitensi informazioni potenzialmente utili per identificare l’autore della prima ondata di furti ai danni di wallet Coldcard, secondo quanto riportato il 18 agosto da Bitcoin Magazine. L’indagine riguarda un account a pagamento presso un fornitore non nominato di dati blockchain, usato dall’attaccante per interrogare indirizzi sorgente e svolgere attività connesse ai prelievi.
Il caso assume rilievo perché la prima ondata ha sottratto 1.082,65 BTC da wallet creati con firmware vulnerabile. Al recente prezzo di circa 64.000 dollari per Bitcoin, il valore di quelle monete sarebbe vicino a 69 milioni di dollari.
Le informazioni disponibili non dimostrano tuttavia che le autorità abbiano identificato formalmente un responsabile. L’FBI non ha diffuso comunicati su sospettati, indagini aperte, arresti, incriminazioni, sequestri o recupero dei fondi.
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La pista dell’account blockchain a pagamento
Alex Thorn, di Galaxy Research, ha affermato con cautela che l’identità dell’autore della prima ondata “may be known to law enforcement”. La formulazione non equivale all’esistenza di un indagato verificato né di un imputato: resta da stabilire chi controllasse l’account, chi detenesse gli indirizzi destinatari e se gli elementi raccolti possano sostenere contestazioni penali.
Secondo Clay Garrett, responsabile engineering di Block, gli investigatori hanno rilevato una sequenza insolita nelle operazioni on-chain. I log interni del provider avrebbero coinciso per quantità, tempistica e ordine delle richieste con “extraordinary specificity”; Block ha quindi inoltrato le informazioni alle autorità competenti.
Il tipo di account potrebbe includere dati di pagamento, accesso o abbonamento, ma non è noto quali registri siano stati conservati, chi fosse l’intestatario effettivo o se le informazioni fornite al servizio fossero autentiche. Block non ha rilevato prove che il fornitore abbia collaborato consapevolmente al furto.
https://x.com/JuanSGalt/status/2089744935738040735?ref_src=twsrc%5Etfw
I BTC della prima ondata restano visibili agli indirizzi associati. Come riportato in precedenza da crypto.news, il saldo più consistente dell’attaccante non era transitato attraverso exchange o mixer conosciuti.
Le monete non risultano congelate: il protocollo Bitcoin non consente di annullare o bloccare unilateralmente una transazione. Un recupero richiederebbe il controllo delle chiavi private, una restituzione volontaria oppure un passaggio futuro attraverso un intermediario tenuto a eseguire un eventuale ordine di sequestro.
Perché l’identificazione non chiuderebbe il caso
La stima pubblica più recente di Galaxy quantifica in almeno 1.700 BTC le perdite complessive, distribuite in più ondate. I totali variano perché ricercatori diversi usano cluster di indirizzi, standard di conferma e segnalazioni delle vittime non coincidenti.
Le ondate successive hanno mostrato modelli transazionali differenti e potrebbero coinvolgere più soggetti, dopo la diffusione delle informazioni sulla falla. L’eventuale identificazione del primo operatore non risolverebbe quindi automaticamente tutti i furti.
Galaxy ha condiviso gli indirizzi sospetti con investigatori, exchange e società di analisi, senza che alcuna autorità abbia annunciato recuperi. L’episodio riguarda la debole generazione dei seed, non una compromissione del protocollo Bitcoin né l’accesso fisico ai dispositivi.
FAQ
Quanti Bitcoin sono stati sottratti?
Sì, la prima ondata ha sottratto 1.082,65 BTC e le perdite complessive stimate da Galaxy raggiungono almeno 1.700 BTC.
L’FBI ha identificato l’attaccante?
No, l’FBI non ha confermato pubblicamente un’identità, un arresto, accuse formali, sequestri oppure il recupero di Bitcoin rubati.
I Bitcoin rubati possono essere bloccati?
No, Bitcoin non permette di bloccare o annullare transazioni a livello di protocollo; il recupero richiede chiavi private, restituzione o interventi su intermediari.
Un aggiornamento firmware protegge i seed vecchi?
No, Coinkite indica che occorre aggiornare, generare un seed completamente nuovo e trasferire i fondi dopo una transazione di prova.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui crypto.news.
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