La notizia in sintesi
- Bybit ottiene strumenti giudiziari accelerati negli Stati Uniti.
- Recuperati 48,4 milioni di dollari, altri 30,5 milioni restano congelati.
- L’FBI attribuisce l’attacco del 2025 ad attori nordcoreani TraderTraitor.
- La scoperta documentale può identificare intermediari e titolari dei conti.
(Riassunto generato con AI)
Bybit rafforza l’azione legale negli Stati Uniti
Bybit ha ottenuto dal tribunale federale di Washington strumenti più rapidi per rintracciare gli asset sottratti nel cyberattacco da circa 1,5 miliardi di dollari del febbraio 2025. Il giudice John D. Bates, della U.S. District Court for the District of Columbia, ha autorizzato la discovery accelerata e, il 30 luglio, ha concesso parzialmente un’ingiunzione preliminare.
Il procedimento, avviato il 18 giugno contro la Corea del Nord, il Reconnaissance General Bureau, il Lazarus Group e 20 imputati non identificati, punta a impedire ulteriori spostamenti degli asset individuati. La misura è rilevante perché consente all’exchange di richiedere dati identificativi, saldi e cronologie delle transazioni a piattaforme con operatività negli Stati Uniti.
Secondo l’aggiornamento pubblicato da Bybit il 7 agosto, sono stati recuperati 48,4 milioni di dollari e oltre 30,5 milioni risultano congelati presso più di 28 exchange e custodi nel mondo. Il denaro bloccato non è però ancora tornato nella disponibilità della società.
Discovery e congelamenti: cosa ha deciso il tribunale
I documenti giudiziari indicano che la discovery accelerata è stata autorizzata il 19 giugno, un giorno dopo il deposito dell’azione sotto sigillo. Nella stessa data è stato disposto un ordine restrittivo temporaneo su alcuni fondi tracciabili, successivamente rinnovato il 16 luglio. L’ingiunzione preliminare parziale del 30 luglio preserva gli asset identificati mentre il contenzioso prosegue.
Bybit ha riferito che il tribunale ha rilevato che “Bybit has demonstrated a likelihood of success on the merits”. Si tratta di una valutazione provvisoria, non di una sentenza definitiva che accerti tutte le accuse formulate dall’exchange. La decisione rafforza quindi la possibilità di ottenere documenti esterni alla blockchain, utili per associare indirizzi, conti e intermediari.
https://x.com/EyeWhales/status/2086115206409908410?ref_src=twsrc%5Etfw
Al momento del ricorso di giugno 2026, Bybit stimava non più tracciabile il 90,2% degli asset rubati, dopo il passaggio attraverso mixer, bridge cross-chain e operatori over-the-counter. Solo il 9,8% restava collegato a wallet identificabili; circa il 5,3% del furto, pari a 75,5 milioni di dollari, era stato congelato o recuperato. L’espressione “non tracciabile” descrive la capacità di seguire i flussi in quel momento, non l’impossibilità permanente di recuperarli.
Il nodo resta trasformare i blocchi in rientri
L’FBI ha attribuito formalmente l’attacco del 21 febbraio 2025 ad attori cyber nordcoreani monitorati come TraderTraitor. L’agenzia ha segnalato la conversione di parte dei fondi in Bitcoin e altre criptovalute, poi distribuite su migliaia di indirizzi e più blockchain.
Le richieste di Bybit comprendono restituzione degli asset, danni compensativi per circa 1,5 miliardi di dollari, danni punitivi e tripli danni ai sensi della normativa RICO statunitense. Nessun risarcimento è stato finora assegnato in via definitiva. Il risultato dipenderà dall’identificazione dei titolari dei conti e dalla possibilità di applicare gli ordini ai soggetti coinvolti.
FAQ
Quanto denaro ha recuperato Bybit?
Sì, Bybit indica 48,4 milioni di dollari già recuperati. Altri 30,5 milioni risultano congelati presso oltre 28 exchange e custodi, ma non sono ancora stati restituiti alla piattaforma.
Cosa consente la discovery accelerata?
Sì, consente a Bybit di richiedere identità degli account, saldi e cronologie delle transazioni a piattaforme con collegamenti operativi negli Stati Uniti potenzialmente coinvolte nei flussi sottratti.
Chi attribuisce l’attacco alla Corea del Nord?
Sì, l’FBI ha attribuito ufficialmente il furto a operatori cyber nordcoreani denominati TraderTraitor, cinque giorni dopo l’attacco del 21 febbraio 2025.
Safe Wallet è stata indicata come vulnerabile?
No, Safe Wallet ha dichiarato di non avere rilevato vulnerabilità nei propri smart contract o nel codice sorgente. Ha ricostruito l’infrastruttura e ruotato le credenziali dopo l’incidente.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui crypto.news e i documenti giudiziari statunitensi disponibili.



