Epic Games accusa Apple in Brasile: gli store alternativi restano bloccati

23 Agosto 2026

23 Agosto 2026/Home/INTERNET/Epic Games accusa Apple in Brasile: gli store alternativi restano bloccati

La notizia in sintesi

  • Epic Games accusa Apple di ostacolare gli store alternativi in Brasile.
  • La petizione è stata depositata presso l’autorità antitrust CADE.
  • Nel mirino procedure, avvisi agli utenti, copertura di iPadOS e obblighi informativi.
  • Apple deve rispondere alle contestazioni, senza dichiarazioni pubbliche sulla vicenda.

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Epic Games porta Apple davanti al CADE brasiliano

Epic Games, società responsabile di Fortnite guidata da Tim Sweeney, ha presentato una petizione al CADE, l’autorità antitrust del Brasile, contro le modalità con cui Apple consente la distribuzione di applicazioni attraverso store alternativi su iOS. L’iniziativa contesta l’applicazione degli impegni assunti da Apple per chiudere una lunga indagine regolatoria nel Paese.

Secondo Epic Games, l’apertura del sistema agli store di terze parti sarebbe prevista formalmente ma resa poco accessibile da barriere tecniche, procedure complesse e condizioni di accesso restrittive. La disputa riguarda quindi la concreta utilizzabilità delle nuove regole da parte di sviluppatori, operatori concorrenti e utenti brasiliani.

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Al centro del reclamo ci sono la disponibilità degli store alternativi anche su iPadOS, le schermate di avviso mostrate durante l’installazione e gli obblighi di rendicontazione richiesti da Apple. Per Epic Games, questi elementi rischiano di limitare la concorrenza che l’accordo con il CADE avrebbe dovuto favorire.

Apple non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla petizione. Il CADE ha concesso alla società il tempo necessario per depositare una risposta formale alle accuse presentate da Epic Games.

Le contestazioni su store, avvisi e dati commerciali

L’apertura brasiliana ai marketplace alternativi è arrivata dopo un procedimento antitrust avviato in seguito a un esposto di MercadoLibre, gruppo latinoamericano dell’e-commerce. Con i nuovi termini, gli sviluppatori possono distribuire app iOS tramite store di terze parti e proporre sistemi di pagamento esterni agli acquisti in-app di Apple.

La revisione ha introdotto anche una Core Technology Commission del 5% sui beni e servizi digitali venduti mediante applicazioni distribuite fuori dall’App Store. La petizione di Epic Games non ne contesta soltanto l’esistenza, ma richiama soprattutto l’insieme di condizioni operative che accompagna la distribuzione alternativa.

Il primo rilievo riguarda l’estensione delle regole. Per Epic Games, i termini resi disponibili in Brasile coprirebbero esclusivamente le app per iOS, mentre l’intesa con il CADE dovrebbe comprendere chiaramente anche iPadOS.

La distinzione assume rilievo per gli sviluppatori che pubblicano versioni per smartphone e tablet. Se l’accesso agli store alternativi fosse limitato a una sola piattaforma, la possibilità di distribuire applicazioni al di fuori dell’App Store risulterebbe parziale rispetto all’attività di chi sviluppa prodotti destinati a entrambi i dispositivi.

Un secondo punto riguarda le scare sheets, cioè le schermate di avviso visualizzate quando un utente tenta di installare un’app al di fuori dell’App Store. Epic Games sostiene che tali messaggi possano dissuadere gli utenti dal proseguire, incidendo sul completamento dell’installazione.

La società evidenzia anche il numero di passaggi richiesti in Brasile: nove, contro i sei dell’attuale procedura europea. Nel confronto citato da Epic Games, il percorso europeo era inizialmente composto da 15 passaggi ed è stato poi ridotto dopo l’intervento dei regolatori.

Secondo i dati richiamati nella petizione, la semplificazione in Europa avrebbe ridotto il tasso di abbandono del download dal 65% al 25%. Per Epic Games, il dato mostra che la struttura dell’interfaccia e la lunghezza del processo possono influenzare direttamente le scelte degli utenti e la capacità competitiva dei marketplace alternativi.

L’ultimo profilo riguarda la riservatezza commerciale. Epic Games ritiene che gli obblighi di rendicontazione richiesti da Apple superino le informazioni strettamente necessarie per calcolare le commissioni dovute.

Nella lettura della società, una raccolta così estesa potrebbe consentire a Apple di osservare i modelli di business dei concorrenti. È un’accusa che sposta il confronto dalle sole commissioni alla gestione dei dati commerciali generati dagli operatori esterni.

Il Brasile misura l’effettiva apertura dell’ecosistema Apple

La procedura davanti al CADE aggiunge un nuovo capitolo ai contenziosi che coinvolgono Epic Games e Apple sulle regole di distribuzione mobile. Il caso brasiliano mette a confronto un impegno regolatorio locale con l’esperienza europea, usata da Epic Games come parametro per valutare l’impatto delle procedure sugli utenti.

L’esito dipenderà dalla risposta di Apple e dalle valutazioni dell’autorità brasiliana sulle condizioni contestate. Una decisione sul perimetro di iPadOS, sui passaggi di installazione o sui dati richiesti potrebbe chiarire se l’accesso agli store alternativi sia considerato effettivo anche oltre la sola previsione formale.

FAQ

Perché Epic Games ha denunciato Apple in Brasile?

Sì: Epic Games contesta procedure e condizioni che, secondo la petizione, renderebbero poco praticabili gli store alternativi su iOS in Brasile.

Quale autorità esamina la petizione di Epic Games?

Sì: il reclamo è stato depositato presso il CADE, l’autorità antitrust brasiliana che aveva già seguito il procedimento relativo alle regole dell’App Store.

Quanti passaggi richiede l’installazione alternativa in Brasile?

Sì: secondo Epic Games, l’installazione tramite store alternativi in Brasile richiede nove passaggi, contro i sei previsti dall’attuale implementazione europea.

Quale commissione applica Apple alle app esterne?

Sì: i nuovi termini citati prevedono una Core Technology Commission del 5% su beni e servizi digitali venduti dalle app distribuite fuori dall’App Store.

Come è stata verificata questa ricostruzione?

Sì: il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della Redazione su numerose fonti, tra cui TecnoAndroid, con supervisione umana prima della pubblicazione.

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