La notizia in sintesi
- Google ritira con Epic Games la richiesta di modificare l’ingiunzione statunitense.
- Dal 22 luglio le app Usa potranno essere condivise con store Android alternativi.
- La decisione rafforza l’apertura di Google Play alla concorrenza negli Stati Uniti.
- Restano da definire procedure, costi e condizioni economiche della nuova distribuzione.
(Riassunto generato con AI)
Google Play apre agli store Android concorrenti
Google ed Epic Games hanno ritirato congiuntamente la richiesta di modificare retroattivamente l’ingiunzione permanente emessa negli Stati Uniti dal giudice James Donato. La scelta, riportata da The Verge, lascia in vigore il provvedimento che impone a Google di consentire la distribuzione di store Android rivali attraverso il proprio Google Play Store.
Il cambiamento riguarda il mercato statunitense e, secondo quanto comunicato dall’azienda al tribunale, potrà iniziare mercoledì 22 luglio. Google sta già avvisando gli sviluppatori Usa che le loro app e i loro giochi potranno essere messi a disposizione di store terzi, salvo scelta di esclusione.
Il punto centrale è l’applicazione dell’ingiunzione: dopo anni di contenzioso, la piattaforma dominante di Android dovrà convivere con canali alternativi di distribuzione all’interno del proprio ecosistema.
L’ingiunzione e le condizioni per gli store
Nell’ottobre 2024 il giudice James Donato aveva stabilito che l’apertura di Google Play a store concorrenti e la condivisione del catalogo delle applicazioni fossero misure necessarie per contrastare il monopolio illegale contestato a Google nella distribuzione di app Android. L’azienda ha contestato quel dispositivo, arrivando poi a un accordo globale con Epic Games, che includeva anche un’intesa riservata da 800 milioni di dollari.
Il giudice aveva però mostrato scetticismo verso la proposta di Google basata sui “Registered App Stores”, cioè negozi scaricabili tramite sideloading anziché direttamente da Google Play. L’udienza prevista per giovedì 16 luglio potrebbe quindi non essere più necessaria dopo il ritiro della richiesta di modifica.
In una dichiarazione attribuita al portavoce Dan Jackson, Google ha spiegato: “Abbiamo concordato con Epic di ritirare la nostra mozione per modificare l’ingiunzione del tribunale statunitense, anziché prolungare un processo che crea incertezza per l’ecosistema”.
Per accedere al catalogo di Google Play, gli store terzi dovranno pagare 5.000 dollari l’anno per revisioni di sicurezza e conformità alle policy. Dovranno inoltre operare esclusivamente negli Stati Uniti, restare aperti agli sviluppatori terzi idonei, applicare regole di sicurezza non discriminatorie e mantenere il malware sotto l’1% dei tentativi di installazione.
Questi requisiti mostrano che l’apertura non equivale a un accesso senza controlli: la concorrenza sarà consentita, ma entro condizioni tecniche e di sicurezza definite da Google.
Due percorsi diversi per il mercato Android
La conseguenza più immediata è la possibile nascita di un doppio modello Android: negli Stati Uniti, store alternativi disponibili tramite Google Play; nel resto del mondo, il programma dei “Registered App Stores” installabili separatamente, previsto con una nuova versione di Android entro l’anno. Non è ancora chiaro se i negozi rivali dovranno aderire a un programma specifico per comparire nello store principale.
L’ingiunzione vieta a Google di impedire la distribuzione di piattaforme e store Android terzi attraverso Google Play, ma non prescrive necessariamente un invito attivo. Il nuovo quadro potrebbe incidere anche su operatori come Microsoft e sul potenziale store Xbox per Android, mentre restano aperte le questioni su pagamenti, commissioni e condizioni commerciali.
Epic Games e Google hanno già orientato il mercato verso commissioni potenzialmente più basse e pagamenti esterni a Google Play.
FAQ
Quando inizierà la condivisione delle app?
Sì, Google indica mercoledì 22 luglio come data per iniziare a fornire le app Usa agli store terzi.
Gli sviluppatori possono escludere le proprie app?
Sì, gli sviluppatori statunitensi possono scegliere l’esclusione prima che app e giochi siano resi disponibili agli store alternativi.
Quanto costa accedere al catalogo Google Play?
Sì, gli store terzi devono versare 5.000 dollari annuali per le verifiche di sicurezza e conformità alle policy.
Gli store alternativi potranno operare fuori dagli Stati Uniti?
No, le condizioni indicate da Google prevedono che questi store non distribuiscano app al di fuori degli Stati Uniti.
Su quali fonti si basa questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui The Verge.




