Discoteche italiane vietano candele pirotecniche: il divieto che cambia la notte e divide gestori e clienti

Discoteche italiane vietano candele pirotecniche: il divieto che cambia la notte e divide gestori e clienti

15 Gennaio 2026

15 Gennaio 2026/Home/NEWS/Discoteche italiane vietano candele pirotecniche: il divieto che cambia la notte e divide gestori e clienti

Diffusione dei divieti nelle discoteche italiane

La strage di Crans-Montana ha accelerato una stretta immediata: in numerose discoteche italiane le candele pirotecniche sono state bandite, con decisioni autonome dei gestori e provvedimenti locali già operativi. Le sale più esposte hanno sospeso l’uso di fontane a scintille su bottiglie, secchielli e torte, riducendo il rischio nelle aree tavoli e nelle zone di passaggio.

In parallelo, vari locali hanno anticipato le istituzioni adottando misure prudenziali per la sicurezza del pubblico, nella consapevolezza che le accensioni ravvicinate a soffitti e rivestimenti possono generare condizioni critiche in pochi secondi. La scelta è stata comunicata come intervento temporaneo ma immediato, in attesa di linee condivise.

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Veneto in prima fila: la SILB FIPE regionale ha promosso l’eliminazione delle candele e la sostituzione con luci a LED, coinvolgendo club storici come il Muretto, il Marina e la Capannina di Jesolo. Decisioni analoghe sono già in vigore in province quali Sassari, Livorno, Bergamo, Trento, Piacenza e Torino, dove i gestori hanno adottato un approccio “zero tolleranza” sugli articoli pirotecnici nei privé e nelle aree palco.

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L’obiettivo dichiarato dai gestori è duplice: garantire continuità operativa senza interruzioni e ristabilire fiducia nei frequentatori, evitando anche il rischio residuo con misure rapide e verificabili.

Norme antincendio e fattori di rischio

Le regole italiane per i locali di pubblico spettacolo impongono rivestimenti e arredi certificati, compartimentazioni, uscite di sicurezza libere e impianti a norma. In questo quadro, l’uso di candele pirotecniche non è espressamente vietato, ma richiede valutazioni di rischio mirate e procedure operative controllate.

Il punto critico riguarda la distanza da materiali combustibili e la qualità dei rivestimenti: soffitti e pannellature fonoassorbenti non idonei amplificano la propagazione delle fiamme. Le scintille a contatto con spugne o tessuti non certificati possono innescare incendi in tempi brevissimi, rendendo inefficaci le vie di fuga se ostacolate.

La prassi di fissare le candele a bottiglie, secchielli o torte espone a accensioni incontrollate in aree affollate, con incremento del rischio termico e di ustioni. La mitigazione passa per materiali in classe di reazione al fuoco elevata, distanze di sicurezza, presidi antincendio pronti all’uso e personale formato.

Gli impianti di rilevazione e spegnimento aiutano ma non sostituiscono il rispetto delle distanze e il divieto di ostruire uscite e percorsi. Nei contesti conformi, l’innesco ha minori probabilità di evolvere in evento maggiore; dove i rivestimenti sono di scarsa qualità, l’esposizione aumenta in modo esponenziale.

Per questo molti gestori hanno adottato luci a LED come alternativa non pirotecnica, eliminando la sorgente di rischio e semplificando i protocolli di sicurezza.

Iniziative di sindaci e associazioni di categoria

I sindaci di Olbia, Cortina d’Ampezzo, Lecce, Assago, Arenzano, Limone Piemonte e Sondrio hanno firmato ordinanze che vietano candele pirotecniche, fontane luminose e articoli affini in tutti i locali. I provvedimenti coprono discoteche, cocktail bar e sale eventi, imponendo il ritiro immediato dei dispositivi a scintilla dai tavoli e dalle aree palco.

Le ordinanze prevedono controlli mirati su vie di fuga, materiali di rivestimento e assenza di ostacoli alle uscite, con sanzioni e sospensione dell’attività in caso di violazioni. La misura è pensata come prevenzione primaria, in attesa di linee omogenee a livello regionale.

L’UNCEM ha inviato ai Comuni una bozza di ordinanza standard per accelerare l’adozione del divieto, invitando gli enti a uniformare i criteri e a comunicare in modo chiaro agli operatori le prescrizioni transitorie.

Parallelamente, la SILB FIPE ha attivato una campagna interna per sostituire le candele con dispositivi a LED, promuovendo procedure operative più semplici e tracciabili. L’associazione sollecita audit sui rivestimenti fonoassorbenti e la rimozione di arredi che possano ostacolare l’esodo, con report di conformità condivisi con le amministrazioni.

I Comuni valutano estensioni dei divieti ad altri contesti ad alta densità di pubblico, mentre i gestori segnalano l’efficacia delle alternative luminose per garantire continuità degli show senza carichi termici.

L’obiettivo congiunto è ridurre il rischio residuo e consolidare prassi verificabili, favorendo controlli rapidi e decisioni tempestive in caso di non conformità.

FAQ

  • Quali città hanno già vietato le candele pirotecniche?
    Olbia, Cortina d’Ampezzo, Lecce, Assago, Arenzano, Limone Piemonte e Sondrio.
  • Le ordinanze riguardano solo le discoteche?
    No, includono anche bar, sale eventi e altri locali aperti al pubblico.
  • Quali sanzioni sono previste per chi non rispetta i divieti?
    Controlli con possibili multe e sospensione dell’attività in caso di violazioni.
  • Che ruolo ha la SILB FIPE?
    Coordina i gestori, promuove luci a LED e audit di sicurezza su rivestimenti e vie di fuga.
  • Cosa propone l’UNCEM ai Comuni?
    Una bozza di ordinanza standard per adottare rapidamente il divieto.
  • Le luci a LED sostituiscono le candele pirotecniche?
    Sì, offrono effetto scenico senza rischio di scintille e carichi termici.
  • Qual è la fonte giornalistica citata?
    Corriere del Veneto, con dichiarazioni sul coordinamento di SILB FIPE in Veneto.

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