La notizia in sintesi
- Apple ha abbandonato una prima versione del nuovo Siri.
- La decisione è stata illustrata da Mike Rockwell dopo la WWDC 2026.
- Il nuovo assistente nasce sui modelli di Apple Intelligence.
- Privacy, multimodalità e coerenza tra dispositivi guidano la nuova architettura.
Riassunto generato con AI
Apple ricostruisce Siri dalle fondamenta
Apple ha scelto di abbandonare una prima versione funzionante del nuovo Siri per sviluppare un assistente completamente riprogettato, secondo quanto raccontato da Mike Rockwell, dirigente alla guida di Siri da circa un anno. Il retroscena è emerso dopo il keynote della WWDC 2026, durante un tech talk dedicato a Siri e ad Apple Intelligence con la stampa, al quale hanno partecipato anche Craig Federighi e Amar Subramanya.
La scelta spiega l’attesa per Siri AI in iOS 27: per Apple non era sufficiente aggiungere capacità al precedente assistente, perché la prima soluzione restava troppo legata alla sua architettura originaria. L’azienda ha quindi privilegiato un progetto più ampio, basato sui modelli più recenti di Apple Intelligence e pensato per un’interazione più avanzata.
Perché il primo progetto è stato accantonato
La prima versione del nuovo Siri era un’evoluzione dell’assistente esistente e includeva funzioni come il tool calling. Il sistema funzionava, ma non raggiungeva la visione prevista da Apple per il futuro del prodotto. Per questo, come riportato da iSpazio, il gruppo ha rinunciato a un aggiornamento incrementale e ha deciso di ripartire da una base tecnica nuova.
Mike Rockwell ha sintetizzato la scelta affermando che Apple ha “ricostruito Siri da zero”. Il punto centrale non riguarda dunque la correzione di un prodotto incompleto, bensì il superamento di un’impostazione giudicata insufficiente per sostenere l’evoluzione dell’assistente. Una decisione che ha richiesto più tempo, ma che ha consentito di progettare il nuovo Siri attorno alle capacità di Apple Intelligence.
La privacy è stata inclusa fin dall’inizio nella nuova architettura, non aggiunta in una fase successiva. Questo elemento, insieme all’uso dei modelli di Apple Intelligence, definisce la distanza tra il vecchio Siri e il progetto annunciato: Apple punta a un assistente progettato per gestire una gamma più ampia di interazioni senza limitarsi a estendere le funzioni già disponibili.
Un assistente unico nell’ecosistema Apple
Il nuovo Siri viene descritto come multimodale, dotato di una propria applicazione e costruito per mantenere un’esperienza comune nell’ecosistema Apple. Secondo Rockwell, sarà disponibile su iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Vision Pro, CarPlay e AirPods.
La conseguenza più rilevante è strategica: la ricostruzione non punta soltanto a rendere Siri più capace, ma a uniformarne l’impostazione sui diversi dispositivi. L’effettiva portata del cambiamento dipenderà dall’esperienza offerta dal nuovo sistema quando sarà utilizzabile nell’intero ecosistema.
FAQ
Perché Apple ha rifatto Siri da zero?
Sì, Apple ha accantonato una versione funzionante perché non era abbastanza vicina alla visione futura dell’assistente e restava legata all’architettura precedente.
Chi ha spiegato la scelta su Siri?
Sì, il retroscena è stato illustrato da Mike Rockwell, responsabile di Siri da circa un anno, durante un tech talk successivo alla WWDC 2026.
Quali tecnologie usa il nuovo Siri?
Sì, il nuovo assistente è costruito sfruttando i modelli di Apple Intelligence e integra la privacy come elemento fondante della sua architettura.
Su quali dispositivi arriverà il nuovo Siri?
Sì, Apple indica iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Vision Pro, CarPlay e AirPods come piattaforme dell’esperienza comune.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui DigiTechNews – Digital | Technology | Learning.



