La notizia in sintesi
- Hyperliquid e Pump.fun guidano i riacquisti di token nel 2026.
- I buyback crypto hanno raggiunto 638 milioni di dollari secondo Allium Labs.
- I due protocolli avrebbero concentrato quasi il 90% della spesa complessiva.
- Il meccanismo usa i ricavi per sostenere valore e domanda dei token.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Buyback crypto record trainati da Hyperliquid e Pump.fun
Hyperliquid e Pump.fun avrebbero assorbito quasi il 90% dei 638 milioni di dollari spesi dai progetti crypto per riacquistare i propri token dall’inizio del 2026 fino al 25 agosto. Il dato, elaborato da Allium Labs e citato dal Financial Times, fotografa un ricorso crescente ai buyback da parte dei protocolli che intendono destinare una parte dei ricavi agli investitori.
La spesa complessiva segna un massimo per il settore: nello stesso periodo del 2025 era stata pari a 545 milioni di dollari, mentre nel 2024 si era fermata a 366mila dollari. Hyperliquid avrebbe impegnato circa 370 milioni di dollari e Pump.fun quasi 200 milioni, collocandosi nettamente davanti agli altri progetti.
La notizia si inserisce in una fase di mercato più debole per le principali criptovalute. I dati di TradingView indicano che il token HYPE è salito del 145% dall’inizio dell’anno e PUMP del 109%, mentre Bitcoin ha perso il 10% e la capitalizzazione complessiva del mercato crypto è diminuita dell’11,9%.
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Il confronto evidenzia perché i buyback siano osservati con attenzione: non eliminano il rischio legato alla volatilità, ma modificano il modo in cui i ricavi di un protocollo possono essere redistribuiti. Il testo originale è firmato da Zoltan Vardai e revisionato da Robert Lakin; le cifre centrali restano attribuite ai dati di Allium Labs riportati dal Financial Times.
Come funzionano riacquisti e ricavi dei protocolli
I token buyback sono assimilabili ai riacquisti di azioni effettuati dalle società quotate. Un’impresa acquista titoli propri per sostenere il prezzo delle azioni e aumentare il rendimento potenziale degli azionisti esistenti; nel settore crypto, il protocollo riacquista invece token nativi usando le risorse generate dalla propria attività.
Il modello non è ancora diffuso in modo uniforme nell’industria delle criptovalute, ma il record rilevato nel 2026 suggerisce che un numero maggiore di progetti lo stia valutando. La differenza sostanziale riguarda la destinazione dei ricavi: una quota può restare al protocollo, essere impiegata per attività operative oppure essere convogliata nell’acquisto dei token presenti sul mercato.
Hyperliquid è il caso più rilevante per dimensione. Il 6 agosto il protocollo ha comunicato ricavi per 169 milioni di dollari nel secondo trimestre e ha destinato 141 milioni ai buyback di HYPE. Secondo i dati disponibili, circa il 99% dei ricavi di Hyperliquid viene impiegato per riacquistare il token.
Pump.fun, piattaforma per il lancio di memecoin, destina invece circa il 50% del fatturato netto del protocollo ai riacquisti di PUMP. La piattaforma registra ricavi annualizzati per 420 milioni di dollari, calcolati sulla media delle entrate giornaliere degli ultimi 90 giorni.
Queste percentuali aiutano a comprendere la diversa intensità delle politiche adottate. Hyperliquid trasferisce ai buyback una quota quasi integrale delle entrate, mentre Pump.fun mantiene una ripartizione più equilibrata. In entrambi i casi, la capacità di finanziare acquisti dipende dai ricavi effettivamente prodotti dal protocollo.
Il rapporto tra buyback e andamento dei prezzi non costituisce tuttavia una relazione automatica. HYPE e PUMP hanno sovraperformato il mercato nel periodo considerato, ma la fonte non attribuisce tale risultato esclusivamente ai riacquisti. Il dato certo è la contemporaneità tra programmi di acquisto, ricavi rilevanti e una performance superiore rispetto a Bitcoin e alla capitalizzazione crypto complessiva.
Un altro esempio è arrivato dalla Ethena Foundation, che ha aperto una votazione su una proposta di fee switch. Il piano prevede che il 95% dei ricavi netti ricevuti dalle attività principali di Ethena sia usato per riacquistare token ENA. Dopo la proposta, ENA è cresciuto del 10,7% nella giornata indicata dalla fonte.
La consultazione di Ethena Foundation mostra che i buyback possono essere introdotti anche attraverso meccanismi di governance. Per i possessori di token, il punto decisivo non è soltanto l’annuncio di un programma, ma la quota di ricavi prevista, la sua applicazione e la sostenibilità delle entrate che dovrebbero finanziarlo.
Il valore dei token passa sempre più dai ricavi
Secondo Matt Hougan, chief investment officer di Bitwise, le valutazioni crypto potrebbero raddoppiare nei prossimi due anni se un numero crescente di protocolli utilizzerà i ricavi per buyback e burn, restituendo più valore agli investitori. Si tratta di una previsione, non di un dato già realizzato.
Il record di 638 milioni di dollari rende però più visibile una trasformazione concreta: la discussione sulla valutazione dei token si concentra anche sulla capacità dei protocolli di generare entrate e sulla scelta di impiegarle. Il caso di Hyperliquid e Pump.fun offre due modelli differenti, accomunati dalla rilevanza della spesa per riacquisti.
Per il mercato, il prossimo elemento verificabile sarà l’evoluzione dei ricavi e dei programmi annunciati. La crescita dei buyback potrebbe continuare solo se i protocolli manterranno basi economiche sufficienti a finanziarli, senza che i dati disponibili consentano di anticiparne l’esito.
FAQ
Quanto valgono i buyback crypto nel 2026?
638 milioni di dollari fino al 25 agosto, secondo i dati di Allium Labs citati dal Financial Times.
Quali progetti hanno speso di più?
Hyperliquid avrebbe destinato circa 370 milioni di dollari ai buyback, mentre Pump.fun quasi 200 milioni.
Quanti ricavi Hyperliquid destina ai buyback?
Circa il 99% dei ricavi viene impiegato per riacquistare HYPE; nel secondo trimestre, 141 milioni su 169 milioni di dollari.
Cosa prevede la proposta Ethena per ENA?
Il 95% dei ricavi netti ricevuti dalla Ethena Foundation dalle attività principali sarebbe destinato al riacquisto dei token ENA.
Quali fonti sono state utilizzate?
L’articolo deriva da una verifica redazionale con supervisione umana, basata sull’analisi delle fonti stampa ufficiali e qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.
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